San Marino

Minoranza, Rete rifiuta avances C10: “Noi non entusiasti”

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SAN MARINO – Non è una proposta veramente alternativa quella di “un’ammucchiata che si oppone ad una possibile ammucchiata”. Rete stronca così l’invito al confronto per una coalizione comune lanciato ieri da Civico 10. “Siamo certi- aggiungono poi cercando di addolcire la pillola- che altri gruppi politici saranno entusiasti della loro apertura”. Il rifiuto al corteggiamento dei colleghi civici è ben presto motivato: per Elena Tonnini e i suoi “l’unica alternativa vera e percorribile” è infatti “l’unione di Civico 10 e Rete, dei consiglieri indipendenti e di Sinistra unita” e di chi “volesse volessero prendere in mano il coraggio e aggregarsi in una coalizione anti-sistema”. Mentre risulta difficile capire perché C10 voglia allargare l’invito anche a Psd e Ap, “il 40% del governo attuale”. Non solo: “Se poi si aggiunge che già 4-5 democristiani sono pronti a unirsi a questa coalizione di discontinuità- azzardano- arriveremmo al 54% dell’attuale governo”. Rete punzecchia poi Andrea Zafferani e i suoi, riprendendo le loro parole: “Il nuovo modo di fare politica di cui scrive Civico 10, è davvero ciò che serve- osserva- ma non ci pare che quello espresso da Ap, e soprattutto dal Segretario Mularoni, sia un nuovo modo”.

san marino_elena-tonniniE ancora: “Qualche tempo fa- prosegue Rete- C10 fece distinzioni tra buoni e cattivi all’interno del Psd, ora dice che il Psd va bene, magari augurandosi di allontanare quelli che non gradisce”. I civici di Rete non fanno pagelle ai partiti, dove “crediamo anche noi- spiegano- che persone in gamba ci siano, ma sta a loro prendere in mano il coraggio e farsi valere, o fuoriuscire da contenitori che servono ad altro rispetto all’interesse del Paese”. Per Rete però “l’opportunità per cambiare davvero le cose ci sarebbe, o meglio c’era” insieme a C10, Su e gli indipendenti Luca Lazzari e Federico Pedini Amati che “sono oggi il 60% dell’opposizione, il 25% del Consiglio” e se si votasse oggi, sono convinti, “l’unione di queste sigle porterebbe ad un ampliamento significativo dei consensi e taglierebbe fuori dal Consiglio i potentati sottostanti ai partiti esclusi”. Ma nonostante gli sforzi “per trovare linee d’intesa- prosegue la nota dei civici- con i veri presentabili, Rete viene considerata fastidiosa sia da una parte sia dall’altra, perché non fa sconti”. Di qui,”le riesumazioni di partiti morti, di alleanze improbabili- prosegue il testo- perché Rete deve rimanere fuori dai giochi, tanto poi basta dire che sono loro a mettersi nel cantone”. Per questo Tonnini e i suoi invitano i sammarinesi a credere “al vero cambiamento e non ai soli maquillage“. In conclusione, Rete chiude la porta a C10, “l’alternativa la creerà- termina la nota- e se i tempi non sono maturi per evitare inciuci allora lo farà la volta successiva”.

7 giugno 2016
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