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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura

LOMBARDIA, GARANZIA GIOVANI: POCHE LE ASSUNZIONI – Sono 43.685 i giovani iscritti al programma di attuazione Garanzia giovani, stando ai dati del rapporto diffuso dalla Regione Lombardia. La Regione ha stabilito che un operatore accompagnerà il giovane, in cerca di lavoro, dalla ricerca fino al suo primo giorno da nuovo occupato. Rispetto al numero iniziale, 27.747 sono individuati dall’operatore e 20.370 convocati dallo stesso. Il primo colloquio è stato sostenuto da 18.333 giovani, il 41.9% del totale, quelli presi in carico il 17.323 (39,6%), ancor meno quelli ‘attivati’ nel mercato del lavoro: 10.575 (24,2%).

“Di fatto- sostiene la Fiom Lombardia- un giovane su quattro, tra quelli che si rivolgono a Garanzia Giovani, riesce ad avere un approdo, per la verità, abbastanza incerto nel mondo del lavoro. I problemi intervengono quando si va a definire l’esito occupazionale del suddetto percorso. Ebbene, i risultati in termini numerici sono piuttosto deludenti e frammentari”. Che tipo di lavoro si viene a creare per i nuovi occupati? Dei 10.575 giovani inseriti nel mercato del lavoro in Lombardia, poco più della metà 5.606 sono tirocinanti (il 53% in totale, ovvero il 12.8% degli iscritti), 3.558 sono occupati a tempo determinato (l’8.1% degli iscritti, vale a dire il 39.6 degli attivati), 871 sono apprendisti (appena il 2.0% degli iscritti, e solo l’8.2% degli attivati), mentre solo 540 hanno firmato un contratto a tempo indeterminato (l’1.2% degli iscritti e il 5.1% degli attivati).

 

PRESIDIO PADRE PIO, DOMANI (8/4) SCIOPERO DIPENDENTI – Si svolge domani a Capurso (Bari) lo sciopero dei dipendenti del Presidio di riabilitazione “Padre Pio”. A motivare la protesta, spiega la Cgil barese, la mancata corresponsione “di diverse mensilità da parte della società Gms che gestisce la struttura in regime di accreditamento istituzionale”. Il sindacato, inoltre, sottolinea che “numerose sono state le richieste di incontro da parte dei dipendenti all’azienda e alle istituzioni senza alcun riscontro fattivo. È del 12 marzo scorso il mancato accordo sindacale davanti al Prefetto per la procedura amministrativa di conciliazione che ha portato alla proclamazione dello sciopero”.

 

GIUSTIZIA, QUEI TIROCINANTI SFRUTTATI NEI TRIBUNALI ITALIANI – Giustizia e precarietà vanno a braccetto, almeno nel caso dei tirocinanti che da anni prestano servizio nei tribunali italiani. Sono 2.500 e ormai da mesi cercano di capire quale sarà il loro destino. “Per il momento, però, non ci sono certo novità positive, anzi: è stato addirittura stato decurtato un altro pezzo del loro tirocinio. Insomma, gli sono state scippate pure le 50 ore mancanti che avrebbero dovuto chiudere questa esperienza lavorativa. Dal primo maggio, poi, non avranno alcuna speranza”. A dirlo, ai microfoni di Italia Parla, sulle frequenze di RadioArticolo1, è la segretaria confederale Cgil Gianna Fracassi.

“Insieme alla Fp- continua Fracassi- la Cgil ha messo in calendario una serie di iniziative per cercare di far conoscere e affrontare questo caso. A partire dal 9 aprile prossimo, quando ci sarà un conferenza stampa per denunciare lo scandalo di questo lavoro nero di stato. Perché di questo si tratta: si parla di tirocinio formativo, ma si traduce in lavoro subordinato a tutti gli effetti. Questi tirocini erano destinati ai lavoratori in difficoltà e ai neolaureati. Quindi- spiega la segretaria di Corso d’Italia- si tratta di una doppia beffa. Circa la metà dei 2500 lavoratori venivano da situazioni di cassa integrazione e mobilità, cioè da un lavoro interrotto per la chiusura delle loro aziende. L’altra metà erano invece ragazzi usciti da poco dalle università. Sarebbero dovute essere politiche attive del lavoro, ma ora invece lasciano delle persone con un pugno di mosche in mano dopo oltre cinque anni. Lo stato li ha utilizzati, sfruttati, e ora se ne disfa, come il peggior datore di lavoro privato”.

 

ANCONA, IRES CGIL, CALA RICORSO A CASSA INTEGRAZIONE – Oltre 1 milione di ore di cassa integrazione richieste e autorizzate nel mese di febbraio in provincia di Ancona: 691 mila di CIG ordinaria, 404 mila di CIG straordinaria e circa duemila ore di cassa in deroga. E’ quanto emerge dai dati resi noti dall’INPS ed elaborati dall’Ires Cgil Marche.

“Rispetto a febbraio 2014- commenta la Cgil Marche- emerge un calo della CIG complessiva del 5,3%. Nei primi due mesi del 2015 sono stati richiesti e autorizzati complessivamente 2,3 milioni di ore di CIG, inferiori ai valori del 2014 per lo stesso periodo (-24,6%) come conseguenza di un calo di tutte le tipologie di CIG”. Osservando le singole tipologie di cassa integrazione per i primi due mesi del 2015- sottolinea- si nota che le ore di Cassa integrazione ordinaria nel 2015 sono pari a 944mila e registrano una diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-19,8%), che interessa tutti i principali settori. Fanno eccezione il mobile ed il calzaturiero: la CIG ordinaria del mobile passa da 10mila a70mila ore; nel calzaturiero si passa da 500 ore a 21mila”.

07 aprile 2015

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