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Diaz, la Corte di Strasburgo condanna l’Italia: “Polizia impunita, la tortura non si prescrive”

Mattanza alla scuola DiazROMA – “Gli ufficiali di polizia che hanno aggredito e materialmente sottoposto ad atti di tortura” Arnaldo Cestaro e gli altri ospiti della scuola Diaz “non sono stati identificati. Quindi non sono nemmeno stati indagati e sono rimasti semplicemente impuniti”. E’ quanto si legge nel dispositivo con cui la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo condanna l’Italia per il reato di “tortura” per i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova.

La Corte stigmatizza l’impunità della polizia italiana: “La mancanza di identificazione degli autori dei maltrattamenti in questione deriva dalle difficoltà oggettive dei procuratori di procedere all’identificazione” dei colpevoli, ma anche dalla mancata “cooperazione della polizia durante le indagini preliminari”. Quindi “la Corte si rammarica che la polizia abbia potuto impunemente rifiutarsi di fornire alle autorità competenti la collaborazione necessaria per l’identificazione di agenti che potrebbero essere coinvolti in atti di tortura”.

Per tutto questo, “la Corte ritiene che la risposta” delle autorità italiane è stata “insufficiente rispetto alla gravità dei fatti”. Inoltre, “in casi di tortura o maltrattamenti da parte di funzionari statali, i procedimenti penali non dovrebbero essere estinti per effetto di prescrizione, così come amnistia e grazia non devono essere tollerate in questo settore”.

07 aprile 2015

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