In Egitto appelli per Malak, il giovane trans arrestata e scomparsa

19enne attivista lgbtqi a rischio detenzione in carcere maschile
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ROMA – “Sono passate 30 ore dalla sparizione di Malak Al-Kashif, e non si hanno notizie sul luogo in cui si trova. Prego Dio che oggi appaia in tribunale, stia bene e non sia stata esposta a nessuna violenza psicologica o fisica”. Lo ha scritto stamane su Facebook Amr Mohamed, l’avvocato che segue il caso della diciannovenne transessuale Malak Al-Kashif, arrestata ieri nella sua abitazione a Giza, nell’ambito di una campagna di arresti che ha coinvolto 70 persone.

Ieri sui social piu’ voci hanno espresso preoccupazione per la sorte della giovane trans che, essendo di genere ‘maschile’ per i suoi documenti, rischia molto probabilmente di finire in un carcere per soli uomini. L’anno scorso, Al-Kasheef aveva raccontato in un’intervista di come le difficolta’ e i pregiudizi subiti nel suo Paese l’avessero spinta a tentare il suicidio.

Le autorita’ del Cairo hanno portato avanti diverse azioni repressive nei confronti della comunta’ lgbtq, con un picco di arresti nel 2017, quando 75 persone furono detenute dopo che due ragazzi avevano esibito i colori della bandiera arcobaleno durante un concerto.

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7 Marzo 2019
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