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Firenze, Nardella: “Qui le tasse più basse d’Italia”

nardellaFIRENZE – “Se Roma chiama, Firenze risponde. Se la legge di stabilità prevede sacrifici per tirare fuori il Paese dalla crisi, noi non ci tiriamo indietro senza però far gravare questi sacrifici sui fiorentini”. Dario Nardella, sindaco di Firenze, attacca così la conferenza stampa con cui è illustra, a fianco dell’assessore al bilancio Lorenzo Perra, il bilancio 2015. Una ‘carezza’ inviata al premier e segretario Pd, Matteo Renzi, nonostante “lo sbilanciamento di 43 milioni di euro” (di cui 24,5 per via dei tagli della legge di stabilità, addizionale Irpef e mancati trasferimenti e 18,5 in capo all’armonizzazione di bilancio) rispetto ai volumi di bilancio 2014, e un impegno: “Il Comune ha approntato una manovra da circa 42 milioni che non prevede un rialzo di un euro sulla grande fiscalità (Imu, Tasi e addizionale Irpef). Ci confermiamo la città con le tasse locali più basse”. Come annunciato, quindi “confermiamo l’addizionale Irpef a zero sui redditi sotto i 25.000, con aliquota allo 0,2 per quelli superiori”.

Un aliquota, quella dell’Irpef, per un gettito di circa otto milioni di euro, con una spesa pro-capite media di “37,57 euro, decisamente inferiore- sottolinea Perra- alla cifra che avremmo ottenuto applicando all’imposta l’aliquota media nazionale, che si attesta a 193,63 euro: in quel caso sarebbero arrivate nella casse di Palazzo Vecchio circa 42,8 milioni di euro, 34 in più rispetto alla nostra scelta, visto”. Primi a livello nazionale, “primi anche in Toscana”, sottolinea Nardella, “vista la media che negli altri Comuni si attesta a 150,28 euro”.

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07 marzo 2015

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