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Poste, rischio code in Emilia Romagna: scatta il blocco degli straordinari

posteBOLOGNA – Da dopodomani si rischiano code negli uffici postali dell’Emilia-Romagna: scatta infatti il blocco degli straordinari di un mese contro il piano di tagli in Emilia-Romagna (chiusura di 53 uffici postali, ‘razionalizzazione’ per altri 34 e portalettere un giorno sì e uno no) e le carenze di organico (mancano almeno 150 unità di personale). E, con l'”interruzione del servizio alla clientela al termine del normale orario di lavoro”, fin d’ora i sindacati si scusano “per gli inevitabili disagi e ripercussioni che si verranno a creare”. Poi verrà lo sciopero vero e proprio: sarà di due ore a fine turno (come chiesto dalla Cisl) e non di tutta la giornata (come volevano Cgil e Uil) e sarà il 30 marzo. Entra dunque nel vivo la mobilitazione dei dipendenti delle Poste.

Le rassicurazioni ai tavoli nazionali (dove Anci, azienda e Governo hanno cercato di limitare l’impatto della riorganizzazione degli uffici) non hanno tranquillizzato i rappresentanti dei lavoratori postali. A livello regionale, del resto, gli incontri sindacati-azienda si sono esauriti quasi subito senza margini per aprire spiragli di revisione del piano di Poste contestato anche da pensionati, partiti, associazioni dei consumatori e Comuni (specie quelli montani). E’ “inutilmente trascorso il periodo di raffreddamento” del conflitto previsto dalle norme, manda a dire l’Slp-Cisl; in pratica, non ci sono mai stati margini per ricucire lo strappo o mediare sulle chiusure evitando la mobilitazione del personale. Per cui, ecco il blocco degli straordinari: da lunedì e fino al 7 aprile, rigido rispetto dell’orario di lavoro agli sportelli (che quindi potrebbero non smaltire le code oltre il normale orario di apertura) e nelle consegne (il che potrebbe allungare i tempi di alcuni recapiti).

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07 marzo 2015

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