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FI. Fitto il ‘ricostruttore’: “Ne dicono più a me che a Renzi”

R. Fitto

R. Fitto

NAPOLI – “Hanno detto più cose contro di me in un giorno che contro Renzi in un anno”. In Forza Italia Raffaele Fitto il ‘ricostruttore’ suona peggio del ‘rottamatore’. L’europarlamentare pugliese, in questo momento, nuota con la sua “controcorrente” alla ricerca di ossigeno in un partito più spaccato di un puzzle. Fa opposizione nell’opposizione. Un’opposizione al quadrato che serve a tessere la tela in attesa del partito del dopo-Berlusconi. Nella tappa napoletana del suo tour dei ‘ricostruttori’, Fitto danza leggero sulle macerie di una forza politica a geometria variabile, al nord come al sud. Destreggiandosi come può tra il detto e il sussurrato, tappando i buchi che nella corsa alle alleanze per le Regionali si riproducono come un virus. “Dobbiamo comporre il centrodestra, cercare di salvaguardare i risultati raggiunti -dice Fitto- e dare una prospettiva di governo anche in Campania. E’ evidente che nelle trattative elettorali emergano i limiti che non ci sarebbero se si fossero fatte le primarie, cosa che noi abbiamo piu’ volte richiesto. Con regole certe le primarie possono essere uno strumento di selezione di garanzia, per selezionare un’alleanza, un programma e anche un candidato.
Non fare questo ci porta a poche decine di giorni dalla presentazione delle liste senza sapere con chi siamo alleati ne’ con chi ci alleeremo ne’ quali sono i programmi e i candidati. E’ tutto sbagliato”.

Fitto parla ad una platea variegata e composita. Dallo sciame di bus che ha portato circa 300 fedelissimi alla Mostra d’Oltremare scendono, tra gli altri, l’ex ministro di An Mario Landolfi, l’ex senatore Enzo Nespoli, la deputata afragolese Pina Castiello, il Cosentiniano Antonio Milo, Salvatore Gagliano e la ‘ricostruttrice’ Eva Longo. Non c’è il fittiano e “amico di Cosentino dal 1985” Enzo D’Anna, senatore del Gal (Grandi Autononomie e libertà) che continua a confermare un giorno sì e l’altro pure che “Se dovessi scegliere domani se sostenere Caldoro o De Luca propenderei per il secondo”.

Fitto tampona (“Una scelta impossibile, restiamo nel centrodestra”), ma quando si fa il nome di Caldoro tutto diventa più vaporoso, evanescente: “Aspettiamo che venga ufficializzata la candidatura di Caldoro- dice Fitto- poi, pur contestando il percorso che ci ha portato in tutte le regioni a questa fase di selezione di questa classe dirigente, non possiamo che essere nel centrodestra. E questo non e’ in discussione”.

Ma è chiaro che la corsa alla Campania – con il Pd incartatosi con le primarie e un candidato, De Luca, in bilico causa Legge Severino – diventa il termometro di Forza Italia a livello nazionale.

Fitto lavora ai fianchi, il suo mantra è “non siamo contro nessuno”, salvo poi incassare botte un po’ da tutti: “Rivolgendomi in modo netto e chiaro al mio partito vi dico che oggi sono stati invitati tutti coloro i quali hanno ruoli e responsabilità nel partito e nelle istituzioni. L’abbiamo fatto perche’ e’ importante confrontarsi, e anche per chiarire un elemento di fondo. Proprio perche’ non siamo contro nessuno, ma per qualcosa, penso ci sia un tema ineludibile per FI e per il centrodestra: o ci rinchiudiamo dentro un bunker a passare i prossimi mesi senza dialogare con nessuno oppure immaginiamo in modo serio un’apertura verso il futuro, regole democratiche all’interno delle quali, su programi certi, chi e’ piu’ bravo andra’ avanti”. Ed è perciò che “commissariare la Puglia penso sia un fatto assolutamente sbagliato e grave, che mette in discussione il principio democratico all’interno del partito. Non siamo disponibili ad assistere a questi soprusi. Vogliamo confrontarci e misurarci con il consenso degli elettori. Lo faremo nelle campagne elettorali e dentro il partito. In una sfida tra chi vuol guardare ai prossimi giorni e mesi e chi guarda a prossimi anni. Dobbiamo mettere insieme un’alleanza con tutte le forze politiche alternative a questo governo. Questo è il punto di partenza, evitiamo di farlo con inutili tatticismi e soprattutto parlando di contenuti e temi reali. FI ha un compito ancora maggiore, di mettere in campo proposte alternative all’azione di governo. E non solo dire cosa non va”.

 

di Mario Piccirillo

07 marzo 2015

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