Sanremo 2018, alti e bassi della prima puntata del Festival

Costume e Società

Sanremo 2018, alti e bassi della prima puntata del Festival

ROMA – Inizio con il botto per Sanremo 2018: ad inaugurare la 68esima edizione del Festival arriva Fiorello, che, mattatore assoluto, a sorpresa si improvvisa “scaldapubblico” facendo il suo ingresso in anticipo. E’ lui ad aprire la kermesse e a conquistare il pubblico con battute che spaziano dalla politica alle canzoni in gara. Un’edizione che, contro ogni pronostico, ha raccolto davanti allo schermo 11 milioni 603 mila telespettatori,  il 52.1% , battendo, se pur di poco, la serata inaugurale del 2017 condotta da Carlo Conti e Maria De Filippi (11 milioni 374 mila). Merito certamente anche e soprattutto del comico siciliano, da molti invocato come prossimo conduttore, che sul palco, suo malgrado, si è ritrovato anche protagonista di un incursione di stampo ‘Baudiano’ che è riuscito a gestire magistralmente, anche grazie all’educazione dell’uomo dal piumino blu che, fatta la sua dichiarazione alle Istituzioni, è subito andato via: “Una volta si arrampicavano, si buttavano. Adesso arrivano tranquilli, chiedendo scusa. Sono gentilissimi”, scherza Fiorello.

E poi spazio alle battute su Erdogan “che verrà a Sanremo per la terza puntata perché sa che ci sono 1300 giornalisti liberi” e agli sketch con protagonista il Festival e il suo ‘dittatore artistico’ Claudio Baglioni. Fiorello legge quindi dal cellulare il messaggio inviatogli dal cantautore, messaggio con il quale l’ha convinto a partecipare alla kermesse: una poesia che “se ci metti una musica diventa un pezzo. Vai terzo in classifica con un whatsapp”.  “Ciao Rosario mi sono trovato a essere il sacrestano nel tempio della musica italiana. In quelle che saranno notti di note, di emozioni che si intrecciano a passioni, sai quanto la tua arte sia sinonimo di sentimenti inenarrabili. In questo 6 febbraio con la tua presenza in riviera potresti essere il mio gancio in mezzo al cielo”, il testo del messaggio. C’è spazio anche per le nuove modalità di selezione dei vincitori: “Non si elimina più nessuno sennò gli alberghi si svuotano” e per le canzoni, “Bellissime, il preludio di Chopin in confronto è una samba”.

Il dittatore artistico  evanescente e i suoi compagni di viaggio

Il monologo di Fiorello termina con la presentazione del personaggio più atteso, il direttore e “dittatore artistico” Claudio Baglioni. Ingresso in pompa magna per il cantautore, con una scenografia che lo accompagna in una discesa trionfale e a seguire un discorso introduttivo (piuttosto lungo e noioso) sull’importanza della musica e dei testi. Fanno quindi il loro ingresso i compagni di Baglioni in questo viaggio nella musica italiana: un elegante Pierfrancesco Favino e una bellissima Michelle Hunziker in abito nero superscollato, entrambi decisamente emozionati.

Sarà quest’ultima la vera presentatrice della prima puntata del Festival e da brava svizzera detterà i tempi della serata, introducendo gli artisti (sbagliando di tanto in tanto la pronuncia dei loro nomi) e lasciandosi andare a momenti di ostentato romanticismo (al marito Tommaso Trussardi seduto in sala dichiara: “Sei così bello che ti risposerei” e poco dopo scende in platea e lo bacia). Basso profilo ma impeccabile è stato Pierfrancesco Favino che, con una bellissima performance canora che unisce il meglio della storia di Sanremo, conquista il pubblico che non smette di cantare anche ad esibizione terminata.

L’incursione telefonica di Laura Pausini

Il dittatore artistico per gran parte della serata latita, lasciando spazio, inaspettatamente, ai suoi comprimari. Riappare e dà il suo meglio, come sempre, cantando, in un duetto con Fiorello, di nuovo sul palco per colmare il vuoto lasciato dalla non pervenuta Laura Pausini. La cantante, colpita da una forte laringite, ha dovuto rimandare la sua presenza al Festival, ma ha voluto comunque prendere parte alla manifestazione tramite un’incursione telefonica. Pausini al telefono ha promesso di essere presente sabato. Alla cantante Fiorello e Baglioni hanno dedicato una versione inedita e “improvvisata” dell’intramontabile “E tu”, cavallo di battaglia del cantautore romano. Fiorello nella sua seconda apparizione sul palco ‘per riempire i tempi morti’, fa quindi un sondaggio nel pubblico per capire come andranno le elezioni del 4 marzo e bacchetta il dg Rai Orfeo in sala: “Non puoi alzare la mano 3 volte”.

 

Standing ovation per i Capitani Coraggiosi

Immenso come sempre Gianni Morandi, che, quasi al termine della serata, fa la sua comparsa e con il suo sorriso e la sua splendida voce conquista il pubblico con l’omaggio a Luis Bacalov, in coppia con Baglioni. I due scherzano anche sulla loro collaborazione artistica e amicizia fuori dall’Ariston strappando qualche risata: certamente il momento in cui Baglioni, essendo a suo agio, dà il meglio di sé. “Quando eravamo in tour, io e Claudio facevamo a gara su chi teneva di più l’acuto  e vinceva sempre lui”, ha detto Morandi al pubblico dell’Ariston.  E alla splendida coppia della musica italiana anche Fiorello ha reso omaggio con un medley in cui i testi dell’uno si mischiavano alle musiche dell’altro. Per finire Morandi si è esibito in coppia con Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti, intonando il brano “Una vita che ti sogno”,  contenuto nell’ultimo album di Gianni “D’amore d’autore”.

 

I protagonisti musicali del Festival

Nel corso della serata, filata sostanzialmente liscia, sono saliti sul palco i 20 artisti in gara di quest’edizione. A brillare, in linea con i risultati della giuria demoscopica rilasciati al termine della serata, sono stati Annalisa, con la sua “Il mondo prima di te”, prima a salire sul palco dell’Ariston, Lo Stato Sociale (“Una vita in vacanza”) accompagnati dalla fantastica signora anziana che balla (la versione 2018 della scimmia di Gabbani) e la romantica ballata di Max Gazzé  “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”. Sempre nella  Classifica Alta, Ermal Meta e Fabrizio Moro, con la contestata “Non mi avete fatto niente”, a rischio esclusione perché straordinariamente somigliante a “Silenzio”, brano interpretato da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali e presentato alle selezioni di Sanremo Giovani per l’edizione 2016. E poi Nina Zilli con “Senza appartenere”, Noemi con “Non smettere mai di cercarmi”e Ron  con “Almeno pensami”.

Nella Classifica Centrale troviamo invece Elio e le Storie Tese con la loro “Arrivedorci”, testamento simbolico e a suo modo commovente, dello storico gruppo che quest’anno abbandonerà le scene, Luca Barbarossa con la particolare e profonda “Passami er sale”, Giovanni Caccamo con “Eterno”, Mario Biondi con “Rivederti”, The Kolors con “Frida”, Ornella Vanoni insieme a Bungaro e Pacifico con “Imparare ad amarsi”.

Non convincono le vecchie guardie e i ritorni che si posizionano ultimi nelle preferenze della giuria demoscopica. Tra loro ‘i divisi Pooh’, Red Canzian con “Ognuno ha il suo racconto” e i poco armonici, quasi stonati, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con “Il segreto del tempo”. A seguire Decibel (“Lettera al Duca”), Diodato e Roy Paci (“Adesso”), Enzo Avitabile e Beppe Servillo (“Il coraggio di ogni giorno”), Renzo Rubino  (“Custodire”) e le rinate Vibrazioni con “Così sbagliato”.

7 febbraio 2018
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