Il Memoriale di Auschwitz in Italia, ora sarà restaurato dall’Opificio delle pietre dure e dall’Iscr

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Distese, le 21 tele del Memoriale italiano di Auschwitz occupano una superficie di 580 metri quadrati. I colori e i volti impressi da Pupino Samona’, allievo di Giacomo Balla, riemergono dalla spirale esposta nel Blocco 21 del Museo di Auschwitz-Birkenau fino al 2011, quando la direzione del sito polacco ha deciso di chiudere al pubblico l’opera perche’ considerata inadatta alle nuove linee guida del Museo. Il primo febbraio il Memoriale e’ tornato in Italia, ospitato dalle sale del complesso Ex 3, a Firenze. Nel capoluogo toscano verra’ restaurato dall’Opificio delle pietre dure e dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (Iscr), che ha curato anche le non semplici operazioni di smontaggio e trasporto eseguite dalla ditta Cbc.

Voluta dall’Associazione nazionale ex deportati dai campi nazisti e inaugurata nel 1980 ad Auschwitz, l‘opera rappresenta uno dei primi esempi di arte multisensoriale: la pittura di Samona’ segue le parole di Primo Levi, con la musica di Luigi Nono che accompagna chi percorre la passerella lignea ed entra nella spirale formata dalle tele. Dopo i lavori per adattare gli spazi dell’Ex 3 e concluso l’intervento conservativo, l’opera tornera’ finalmente a essere visitabile. Prima del trasporto, gli esperti dell’Istituto romano, coordinati dall’architetto Giorgio Sobra’, hanno eseguito anche una prima pulitura delle tele e un pronto intervento per la conservazione.

Ma la fase piu’ delicata e’ stata quella dello smontaggio e dell’imballaggio del Memoriale: “L’opera e’ composta da materiali molto diversi tra loro- spiega Sobra’ all’agenzia Dire- ma una delle parti preponderati e’ costituita dalle tele dipinte che complessivamente misurano 580 metri quadrati. Ognuna ha una lunghezza di circa 12-13 metri ed e’ formata da tre parti, di cui quella centrale ha una forma rettangolare, mentre altri due elementi giuntati sono dei trapezi. Il risultato e’ una forma a S che rende complesso lo smontaggio e la movimentazione”. Insieme alle tele, la Cbc ha smontato e imballato anche la struttura in tubolare metallico, i proiettori luminosi e la passerella di legno che ricorda i binari del treno che trasportava i deportati. Il tutto, “con la supervisione costante” dell’Istituto Superiore.

Progettato dallo studio milanese Bbpr, “uno dei piu’ importanti del Novecento italiano”, il Memoriale e’ ora conservato “in assoluta sicurezza”, tiene a dire Sobra’, in due ambienti del grande padiglione di Firenze che sara’ convertito in uno spazio dedicato alla Memoria della deportazione. Per iniziare il restauro probabilmente bisognera’ aspettare la conclusione dei lavori nel complesso Ex 3. “La tempistica non e’ determinata da noi- dice l’architetto- ma da questo intervento finanziato dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze. Se iniziera’ nell’arco di un anno, allora nel frattempo potremo iniziare le attivita’ di conservazione”. Non cosi’, invece, se i lavori inizieranno a breve.

Per quanto riguarda il restauro, se “lo stato di conservazione delle parti in vista della pittura e’ piuttosto soddisfacente“, Sobra’ specifica che i punti di degrado piu’ evidente “sono connessi soprattutto all’adesione della polvere alla pellicola pittorica, perche’ le tele sono state esposte per 35 anni, durante cui la polvere si e’ gradualmente depositata”. Poi, anche la pulizia continua delle passerelle, attraverso il lavaggio, ha determinato delle scolature di acqua sulle parti inferiori della tela, che pero’ sono nascoste dal legno. “Stimeremo gli interventi necessari anche attraverso lo studio della documentazione fotografica che la Cbc ha eseguito in maniera molto precisa su ogni singola tela- dice ancora l’architetto- e procederemo alla conservazione del Memoriale in collaborazione con l’Opificio delle pietre dure”.

di Nicoletta Di Placido, giornalista professionista

7 Febbraio 2016
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