Calcio, Salvini: “No stop partite per razzismo, sarebbe sconfitta”

Per Salvini non solo è difficile individuare "criteri oggettivi" in base ai quali decidere lo stop, ma si rischia anche di dare "a una frangia di tifosi il potere di sospendere una partita".
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ROMA – “Sospendere una partita, chiudere uno stadio o vietare una trasferta è la sconfitta del calcio“. Lo dice il vicepremier Matteo Salvini, al termine della riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.

Non si può morire di calcio nel 2018. Vogliamo sradicare la violenza da dentro e fuori gli stadi e useremo ogni mezzo necessario”. 

“Rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti

“Ritengo molto scivoloso sospendere una partita in caso di cori sconvenienti. È un fatto di educazione e civiltà, ma rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. Prevenire e responsabilizzare è meglio che curare”, dice ancora Salvini.

“Chi decide? In base a quale criterio oggettivo? Ero allo stadio per Milan-Juve- aggiunge Salvini- e i buuu erano per Bonucci, bellissimo e bianchissimo che ha cambiato squadra più volte. Dobbiamo avere criteri oggettivi che in questo caso sono difficili da trovare”. Salvini si dice contrario a “lasciare a una frangia dei tifosi che vuole contestare la società il potere di fare sospendere una partita”.

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7 Gennaio 2019
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