Report del Consiglio grande e generale, seduta del 6 dicembre

Al centro della sessione consiliare straordinaria odierna è la mozione di sfiducia nei confronti del Segretario di Stato con delega alla Giustizia, Nicola Renzi

Al centro della sessione consiliare straordinaria odierna è la mozione di sfiducia nei confronti del Segretario di Stato con delega alla Giustizia, Nicola Renzi, sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione.

E il tema della giustizia è affrontato anche in comma Comunicazione, con l’annuncio, da parte dei consiglieri Teodoro Lonfernini, Pdcs, e Federico Pedini Amati, Mdsi, di aver presentato esposti in Tribunale contro la divulgazione a mezzo stampa dei verbali della Commissione Giustizia e del Consiglio giudiziario plenario, documenti ritenuti secretati e riservati.

Quindi il comma 2, relativo alla mozione di sfiducia, viene introdotto dal consigliere Marco Gatti, Pdcs, che motiva l’atto dell’opposizione. Nel mirino, l’iter che ha portato all’individuazione e alla nomina del nuovo magistrato dirigente, l’iniziativa condotta in prima persona dal Segretario di Stato con delega alla Giustizia e del Presiente della Commissione Affari di Giustizia, Mimma Zavoli, nei confronti del Prof. Giovanni Guzzetta. Ma Gatti aggiunge altri motivi sull’opportunità della sua nomina. In primis, “Guzzetta non è magistrato, in base alla legge- chiarisce il consigliere Pdcs- quindi sarà nominato dirigente del tribunale- e non un magistrato dirigente- che non ha attribuzioni giurisdizionali che spettano ai magistrati perché non fa parte dell’ordinamento giudiziario”. Sotto la lente anche il curriculum del neo magistrato dirigente in cui non figura “esperienza nell’ambito direzione delle strutture degli organi giudiziari”, e soprattutto, Gatti solleva il dubbio sulla sua incompatibilità. E ancora: “Una delle colpe gravi da ascrivere al Segretario- incalza il consigliere di opposizione- è che abbiamo ridotto una magistratura che è diventata una macchietta, gli organismi deputati al dibattito e alla scelta sono usati esclusivamente per ratificare scelte fatte altrove”.

Segue il lungo riferimento del Segretario Nicola Renzi che bolla l’atto dell’opposizione nei suoi confronti come “una mozione totalmente politica che prescinde radicalmente dai fatti, perché per scelta espressa di alcuni dei suoi firmatari si basa su assunti non documentabili”. E ancora, “nel testo stesso della mozione che vorrebbe sfiduciarmi- manda a dire- vi sono molte menzogne strumentali, molte falsità”. Renzi ribatte alle accuse rivolte per l’iter che ha portato alla nomina del Magistrato dirigente: è stato “un percorso lineare e comprensibile- sottolinea- che, ancora una volta, ha inteso dare voce al Tribunale, perché da esso scaturisse l’individuazione di una possibile soluzione”. E la stessa individuazione di un nuovo magistrato dirigente “come prevede la legge- rimarca- avrebbe dovuto tassativamente trovare la sua approvazione solo ed esclusivamente in seno al Consiglio Giudiziario Plenario, unico organo deputato ad assumere questa decisione, come effettivamente è stato”. Il Segretario di Stato si difende anche dalle accuse di aver “creato conflittualità all’interno del sistema giudiziario sammarinese”. Tale conflittualità del Tribunale era infatti “ben precedente- evidenzia- e, per giunta, lamentata dagli stessi magistrati, dunque non è stata affatto alimentata dal sottoscritto”.

Nel corso del dibattito- cui sono risultano 58 iscritti ad intervenire e che proseguirà fino le 24- emergono posizioni molto distanti tra opposizione e maggioranza, i consiglieri di Adesso.sm stigmatizzano un’azione che definiscono strumentale ed esprimono sostegno sia al proprio Segretario di Stato che al neo Dirigente del Tribunale. Dall’opposizione restano invece le accuse di ingerenza dell’esecutivo e della maggioranza sulla magistratura, confermate nelle procedure che avrebbero portato alla nomina del nuovo magistrato dirigente.



Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

Comma n.1 COMUNICAZIONI

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Qua dentro un fatto gravissimo è accaduto nei giorni scorsi, alla luce di quel fatto grave di cui ha dato notizia “L’Informazione”, ho presentato ieri denuncia formale alla Gendarmeria per sapere chi ha violato – e lo ha fatto sicuramente qualcuno qua dentro- il segreto istruttorio sui verbali della Commissine Giustizia e del Consiglio Giudiziario plenario. Ho fatto una comunicazione formale alla Reggenza nella giornata di ieri, in cui ho allegato la denuncia, ritengo il fatto accaduto sia estremamente gravo lesivo sia di procedure ben precise amministrative e penali. Sarò curioso a titolo personale e quale membro del Consiglio di capire perchè strumenti a disposizione in maniera secretata, per quale ragioni si trovano su un quotidiano locale sammarinese. Faccio salvo il diritto di cronaca di ogni soggetto che ha compito di fare informazione, ma d’altra parte è mio obbligo informare le autorità e contestare quello che avviene in maniera poco ortodossa nelle nostre istituzioni. C’è un responsabile in quest’Aula e saremo ben lieti come consiglieri della Repubblica di sapere dalle autorità preposte chi è quel responsabile.

Luca Boschi, C10
Volevo scusarmi con le loro Eccellenze, con il Segretario di Stato Zafferani e tutto il congresso, con i consiglieri di maggioranze e opposizione per l’incidente che non ha permesso l’analisi e l’approvazione del Pdl di cui ci stavamo occupando nei giorni scorsi. Mi sono confrontato e chiarito con i membri della Segreteria Istituzionale, l’incidente è nato da un fraintendimento mio sull’interpretazione del regolamento consiliare e causa dell’incidente è solo e solamente il sottoscritto.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Volevo comunicare all’Aula che anche io sono andato oggi in Gendarmeria e ho sottoscritto e integrato l’esposto del collega Lonfernini sulle pubblicazioni dei verbali della Commissione Affari di giustizia. Come ci si scandalizza della pubblicazione di atti coperti da segreto in altre testate, non ho sentito commenti della maggioranza su questa testata che continua la pubblicazione dei verbali. Eppure quando certe cose danno fastidio si grida allo scandalo e si gridano anatemi, ancora una volta segretairo Giustizia ha perso un’occasione.

Rilevo poi l’ineleganza del marito del Segretario per le Finanze, Ivan Foschi, che dopo il rinvio a giudizio del collega Ciavatta ha fatto un post diffamante oltremodo nei confronti di Roberto Ciavatta, mettendo la foto di Silvio Berlusconi che esprimeva solidarietà perché anche lui ‘vittima’ dei giudici politicizzati. Si vergogni Ivan Foschi, chiedo al Segretario di Stato per le Finanze se condivide questi messaggi di suo marito, quando si è chiesto a tutti di abbassare i toni in favore del dialogo. Questo è il modo in cui gli uomini della maggioranza abbassano i toni?

Pier Luigi Zanotti, Rf
Concordo e ritengo vergognoso che verbali riservati arrivino sui giornali e che tali documenti diventano pubblici e sono poi pubblicati sugli organi di stampa, io non sono scandalizzato a senso unico, sono sempre scandalizzato. Il problema è che quando sono pubblicati anche le ordinanze, non solo si fanno esposti, si fanno serate e dibattiti pubblici. Bisogna scandalizzarsi, sempre non solo quando conviene. Il governo ha dato mandato ad azioni di responsabilità per verificare cosa è successo. Invito ad essere pacati e calmi e pro-dialogo, come ha fatto Pedini. Non posso rispondere per Ivan Foschi, ma se si chiede al cittadino, congiunto con un membro di governo, di avere un atteggiamento meno provocatorio, allora mi chiedo come presidente della Commissione antimafia, Pedini possa scrivere post che vado a leggere: “a differenza di bulli minorati mentali che gridano su azioni in Cassa..” che saremmo noi della maggioranza… “alle piccole merde di questo paese, burattini e burattinai, “..se questo è il livello di comunicazione, mi spiace, io non ce la faccio ad usare questo tono.

Alessandro Mancini, Ps
Non esistono due pesi e due misure, la condanna va sempre fatta con la diffusione di atti riservati di altra natura, ma questi atti non sono nostri, le ordinanze del tribunale non sono infatti verbali della Commissione Affari di giustizia. La denuncia dei colleghi parla di atti parlamentari coperti dal segreto d’ufficio della Commissione affari di giustizia.

Comma n.2. Trattazione della mozione di sfiducia nei confronti del Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Affari Politici e Giustizia, Nicola Renzi, presentata il 29 novembre 2018 da 26 Consiglieri

Marco Gatti, Pdcs

Do lettura mozione di sfiducia al Sds Renzi.
Il Consiglio Grande e Generale,

premesso che con lettera del 26 novembre 2018 inviata a tutti i membri della Commissione giustizia, il Prof. Guzzetta, membro del Collegio Garante, comunicava di essere stato contattato dal Sds con delega alla Giustizia, Nicola Renzi e dal prsidente Commisisone Affari di Giustizia Mimma Zavoli per ricoprire l’incarico di Magistrato dirigente, scelta assunta senza alcuna preventva deliberazione e discussione all’interno degli organismi istituzionali, (…)

per aver creato conflittualità all’interno del sistema giudiziario sammarinese, avvalando in qualità di Sds Affari di Giustizia la rimozione dell’Ex magistrato dirigente tramite Ordine del giorno,quando tale atto non era previsto per legge, nonchè per non aver preso le distanze e stigmatizzato le dichiarazioni rilasciate in sede commissione consiliare per le Finanze in data del 10 ottobre 2018 dall’ex Sds alle Finanze Simone Celli, in cui ha attaccato frontalmente l’attività della magistratura, mettendone in discussione propria fiducia ed autonomia,

Sfiducia il Segretario di Stato Affari di giustizia Nicola Renzi”.

Le motivazioni sono tante, partirei dalla fine, nel senso che durante un Consiglio grande e generale abbiamo visto pubblicato on-line una lettera inviata da colui che si è definito coordinatore dei giudici, il commissario Roberto Battaglino, indirizzato al Segretario Giustizia e al presidente della Commissione Affari di Giustizia, in cui ravvisava delle difficoltà nel ruolo che gli era stato dato da un mese dal Consiglio giudiziario ordinario, quindi dai suoi colleghi, per cercare di coordinare l’attività dei giudici e di coprire carenze, essendo venuto a mancare il magistrato dirigente in carica. Battaglino scrive che in questo mese lui ha trovato impossibile riuscire apportare correttivi ai criteri di distribuzione del lavoro, c’è il problema degli arretrari etc… fa presente che si auspica si possa procedere celermente a esplorare tra giudici superiori e in ambiti istituzionali disponibilità ad assumere ruolo di magistrato dirigente, perché queste carenze che non riesce a superarle e generano sfiducia nell’attività di amministrazione della Giustizia.

Il Dott. Battaglino è stato nominato da Consiglio giudiziario ordinario non vedo perchè non si sia rivolto prima ai suoi colleghi per superare le difficoltà. E non mi è mai successo di vedere dimissioni in cui si contempli anche dove si dovrebbe andare ad esplorare la nomina di un magistrato dirigente, di un sostituto a questo ruolo che era provvisorio. Fatto sta che a seguito di questa lettera il Sds Renzi e Presidente Zavoli si attivano per dare risposta a queste difficoltà. Abbiamo poi saputo nel precedente Consiglio della lettera del Prof. Guzzetta inviata ai membri della Commissione Affari di Giustizia in cui dice che il Segretario Renzi e il Presidente Zavoli si sono recati da lui per chiedere la sua disponibilità ad assumere incarico di magistrato dirigente e io dico che posso essere disponibile. Prima considerazione che faccio: si dà risposte con questa nomina alle richieste di Battaglino? Ad esempio, siccome Guzzeta non è magistrato, in base alla legge, quindi sarà nominato un dirigente del tribunale- e non un magistrato dirigente- che non ha attribuzioni giurisdizionali che spettano ai magistrati perché non fa parte dell’ordinamento giudiziario. Per esempio non può dare risposte sulla vocazione del fascicolo. Altra cosa riguarda l’esperienza nell’ambito della direzione. Chi viene nominato al di fuori dei commissari della legge e di giudice di terza istanza, il magistrato dirigente deve avere esperienza nell’ambito direzione delle strutture degli organi giudiziari, come prevista per legge, nel suo curriculum non l’ho vista. Nel curriculum mi ha colpito invece che Guzzetta è presidente della “Open Gate Italia”, un’attività economica. Mi sono quindi ripreso in mano la legge perché mi sembrava una nomina incompatibile, inftati in base alla legge al dirigente del tribunale si applicano tutte le incompatibilità previste sui magistrati: dalla legge n.145 del 2003, articolo 2, l’ufficio di magistrato è incompatibile con l’attribuzioni di incarichi di amministratore e sindaco di società. Quindi chi è nominato ha nominato un soggetto incompabile per legge, per cui c’è decadenza immediata. Mi chiedo se in Commissione o in Consiglio giudiziario plenario questa cosa è stata dibattuta.

Sono andato a vedere anche incompatibilità del Collegio dei Garanti e c’è scritto che anche i membri del Collegio non possono ricorprire incarico di amministratore o sindaco di società sia nel territorio della Repubblica che all’estero, lui è stato nominato a marzo 2018 presidente del Cda, è quindi diventato incompatibile ed è decaduto, per decadenza immediata. Da marzo 2018 ci sono state ben 3 sentenze con un soggetto decaduto. E oggi noi lo nominiamo dirigente del Tribunale.

Una delle colpe gravi da ascrivere al segretario è che abbiamo ridotto una magistratura che è diventata una macchietta perché non approfondiamo le cose. Gli organismi deputati al dibattito e alla scelta sono usati esclusivamente per ratificare scelte fatte altrove. Come si fa a pensare che la commissione Affari di giustizia e il consiglio giudiziario che si riuniscono nel giro di poche ore fanno analisi, valutano le scelte e prendono indirizzi possibilimente all’unaniità: ciò significa che le scelte sono state prese d’altra parte e si va lì a fare la formalità previste per legge, ma significa che questi organismi sono snaturati. Anche i membri di maggioranza arrivano lì con scelte già fatte e non si guarda neanche un curriculum perché ci si fida.

Ci sono stati fatti gravi, che il presidente del collegio garanti fosse decaduto e nessuno se ne è accorto. Come potrà svolgere pienamente le sue funzioni anche per rispondere alle criticità espresse da Battaglino?

Abbiamo un tribunale diviso, con un Odg si fa la rimozione del magistrato dirigente del tribunale, ciò ha fatto sì che la Repubblica di San Marino sia stata segnalata dal comitato di monitoraggio del consiglio d’Europa da sammarinesi per violazione gravissima, e stiamo andando avanti, perché quando gli organismi sono esautorati vuol dire che non c’è più il ruolo dell’opposizione e le decisioni sono prese fuori e si va avanti solo con i numeri, altro problema dell’indipendenza di organismi utilizzati per violare delle leggi. Questi sono solo alcuni motivi per riflettere su quanto successo nel settore ggiustizia che si trova tra ricusazioni e contro ricusazioni, astensioni, denunce incrociate tra giudici, questa cosa non è nata da niente. Cosa ha fatto il Segretario di Stato per cercare di dirimere tutto questo?

Nicola Renzi, Sds con delega alla Giustizia
Siamo finalmente giunti alla concretizzazione più evidente del paradosso che, si è innescato a partire dal 30 ottobre 2017, quando tutto è cominciato. Prima di passare in rassegna le argomentazioni che vengono addotte per chiedere la sfiducia nei confronti del mio operato, però, è necessario per me evidenziare con forza un aspetto cruciale: quello dei vari documenti che descrivono lo svolgimento dell’intera questione della politica giudiziaria.

Vorrei iniziare infatti con una domanda: come possono vari Consiglieri, dei quali ho letto le firme in calce alla mozione, sostenere degli assunti e promuovere degli addebiti, non avendo avuto conoscenza dei documenti che dovrebbero attestarli o –al contrario- negarli, rendendo in definitiva totalmente infondate le varie accuse?

I Consiglieri di maggioranza hanno chiesto, tramite una lettera, di poter conoscere quei documenti. Per la verità anche il Consigliere Gatti ha posto la stessa richiesta qualche mese fa, salvo poi ritrattarla, e vari Consiglieri di opposizione – tra essi Teodoro Lonfernini -, in colloqui privati con me o con altri, hanno manifestato, giustamente, la stessa necessità. Perché dunque quei documenti, atti parlamentari -si badi bene!- non sono stati consegnati ai Consiglieri? Chi temeva e teme che il Consiglio Grande e Generale conosca con precisione la verità dei fatti? Questo aspetto, che può sembrare solamente marginale, in realtà -credo- racchiuda invece le motivazioni stesse della mozione di sfiducia nei miei confronti. Una mozione che è totalmente politica, una mozione che prescinde radicalmente dai fatti, perché per scelta espressa di alcuni dei suoi firmatari si basa su assunti non documentabili.

Ecco allora, forse, spiegato cosa si celava e si cela dietro la volontà di tenere nascosti quei verbali al Consiglio ed ai Sammarinesi: il tentativo di poter muovere attacchi politici che, se solo quei documenti fossero stati conosciuti, anche marginalmente, sarebbero stati valutati da tutti come assolutamente infondati. Alcuni, pochi manovratori politici hanno voluto utilizzare la “segretezza” per tentare di far prevalere la menzogna sulla verità. La piena, totale indipendenza del Tribunale e la strenua difesa di essa, da me sempre sostenuta, è stata sfigurata e distorta nella volontà di manipolarla. Il parere ampiamente maggioritario dei magistrati è stato trasfigurato in una sorta di complotto. Il principio democratico per eccellenza, quello del consenso e della maggioranza dei consensi, è stato svilito, nelle rappresentazioni distorte, a complotto. Il rispetto pedissequo e fin quasi parossistico delle procedure e degli iter istituzionali è stato trasformato nel famigerato “colpo di stato”. Questo tentativo di costante disinformazione e traviamento della verità è divenuto lo strumento micidiale, nelle mani di pochi, per descrivere il contrario di ciò che è accaduto: contando sul fatto che i Sammarinesi più che ai documenti, ai fatti, si affidino ai “si dice”, alle ricostruzioni fantasiose, alle mezze verità, alle menzogne. Fortunatamente non è così. Fortunatamente i Sammarinesi chiedono a gran voce di conoscere la verità, di leggere i documenti, gli atti parlamentari, e poterli valutare. Questo è il primo principio della nostra Repubblica.

Signori Consiglieri, per questo a voi rivolgo il mio appello accorato -come alcuni abili manovratori presenti in quest’aula più volte hanno fatto nei confronti dei Consiglieri di maggioranza, ma, da parte mia, con rispetto e senza strumentalizzazioni!- un appello per chiedervi di pretendere di sapere come si sono svolti i fatti; per chiedervi di non voler essere parte di un processo -pur parlamentare- sommario. Per chiedervi di pretendere di valutare dopo aver visto le carte.

Perché questa lunga premessa? Perché nel testo stesso della mozione che vorrebbe sfiduciarmi vi sono molte menzogne strumentali, molte falsità.

La prima: il percorso svolto da me e dal Presidente Mimma Zavoli viene definito “arbitrario”: nulla di più falso; semmai oggettivo, documentato e trasparente. Esso prende le mosse dalla lettera inviata in data 12 novembre 2018 dal Commissario Battaglino, nominato nel Consiglio Giudiziario Ordinario del 16 ottobre u.s., coordinatore degli uffici del Tribunale.

In questa missiva, indirizzata ai Capitani Reggenti, a me ed al Presidente Zavoli, lettera peraltro tempestivamente inviata a tutti i membri della Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia, lettera (-sembra quasi strano doverlo rilevare-, ad uso esclusivo della Commissione, dunque, passibile degli stessi motivi di riservatezza che secondo alcuni ammanterebbero i verbali della Commissione, ma, puntualmente resa pubblica, come pure la lettera del Professor Guzzetta, senza che nessuno dall’opposizione insorgesse a stracciarsi le vesti); lettera che -dicevo- riporta, in un suo passaggio, testualmente questa espressione “In altre parole temo che un Tribunale senza un Dirigente possa generare sfiducia nell’amministrazione della Giustizia. Auspico dunque che si possa procedere ad esplorare, tra i Giudici superiori, o comunque in ambito istituzionale, eventuali disponibilità ad assumere il ruolo di Magistrato Dirigente o a trovare soluzioni idonee per la risoluzione delle problematiche sopra illustrate.”

Insomma è lo stesso Commissario Battaglino che ha formulato nella sua missiva, insieme ad una analisi delle problematiche contingenti del Tribunale, anche una possibile via di soluzione. Soluzione che, io ed il Presidente, dopo aver informato le Loro Eccellenze, abbiamo solo tentato di sondare. Questa sarebbe la colpa! Ecco allora che sono stati contattati, lo stesso Commissario Battaglino, come segno di rispetto e attenzione per la sua missiva ed il ruolo ricoperto, i Giudici d’Appello e di Terza istanza. Essi stessi, dopo i colloqui intercorsi, hanno inteso formulare uno stringato, ma sostanziale riassunto delle posizioni, che ci sono state trasmesse e che qui riporto:

“I giudici della Terza istanza e di Appello, sentiti singolarmente dal Segretario di Stato per la Giustizia insieme al Presidente della Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia hanno manifestato ciascuno la propria indisponibilità ad assumere l’incarico di Magistrato Dirigente del Tribunale. Essi tuttavia hanno espresso al Segretario di Stato e al Presidente della Commissione Consiliare Affari di Giustizia e ribadiscono congiuntamente l’auspicio che l’incarico di Magistrato Dirigente sia affidato a personalità di rilievo istituzionale, di chiara fama ed alto valore scientifico, di comprovata esperienza nella partecipazione e direzione di organi giudiziari, di piena affidabilità nella conoscenza, nell’approfondimento e nella pratica di diritto sammarinese. In tal senso hanno suggerito di verificare eventuali disponibilità in seno al Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme.”

In base a questa segnalazione abbiamo poi proceduto, il Presidente ed io, a contattare i membri del Collegio Garante, in ordine di anzianità nella carica, riscontrando da parte del Professor Giovanni Guzzetta una disponibilità ed una contestuale richiesta di qualche tempo per riflettere. Un percorso -come dicevo- lineare e comprensibile, che, ancora una volta, ha inteso dare voce al Tribunale, perché da esso scaturisse l’individuazione di una possibile soluzione. Soluzione, per giunta, che aveva, e non poteva che avere, i contorni di una disponibilità, che, come prevede la legge, avrebbe dovuto tassativamente trovare la sua approvazione solo ed esclusivamente in seno al Consiglio Giudiziario Plenario, unico organo deputato ad assumere questa decisione, come effettivamente è stato.

Mi chiedo allora: invece di muovere accuse o illazioni, perché una volta ricevuta la missiva del Commissario Battaglino non si è chiesta immediatamente la convocazione di una Commissione Affari di Giustizia, oppure un confronto politico? Perché non sono state proposte vie alternative, magari nomi o profili di possibili candidati a ricoprire l’incarico? Forse perché da parte di qualcuno l’interesse prevalente era quello della dilazione, quello dell’ingovernabilità del Tribunale e della politica giudiziaria, come attestano peraltro vari tentativi di sabotarne le istituzioni che la presiedono? Che dire, ad esempio delle reiterate votazioni per la sostituzione di Sua Eccellenza Santolini e di Eva Guidi in seno alla Commissione, sistematicamente boicottate dall’opposizione? Non è questa una espressa volontà di sabotare il funzionamento della politica giudiziaria? Tutto ciò anteponendo all’interesse dei cittadini -che cioè il Tribunale possa funzionare al meglio- la volontà dello scontro politico.

Sarebbe fin troppo facile da parte mia ricordare come la Legge Qualificata n.2/2011, non dica assolutamente nulla sul percorso che può o deve portare all’individuazione del Magistrato Dirigente. Non prevede consultazioni, confronti in Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia, tra i partiti o tra i magistrati; tanto che già in passato si è arrivati in Consiglio Giudiziario Plenario anche con candidature plurime, formulate per giunta seduta stante, ma -mi risulta- allora non si giunse a nessuna mozione di sfiducia? Perché?

Ma torniamo all’ordine del giorno. Mi si addebita di aver “creato conflittualità all’interno del sistema giudiziario sammarinese”. Ancora una volta nulla di più falso. Ancora una volta -credo- se i Consiglieri che hanno firmato la mozione avessero potuto leggere i documenti di questo anno così impegnativo e duro, mossi da buona fede, avrebbero potuto constatare come la conflittualità interna al Tribunale fosse ben precedente e, per giunta, lamentata dagli stessi magistrati. Essa dunque non è stata affatto alimentata dal sottoscritto! Sarebbe altresì chiaro come io non abbia mai sottoscritto alcun ordine del giorno, come io, insieme ai membri di maggioranza della Commissione Affari di Giustizia, abbia sempre sostenuto, dopo averle attentamente valutate, le posizioni della maggioranza -la stragrande maggioranza- dei Giudici. Molti di quei giudici -mi si permetta di rilevare- che, fino a pochi mesi fa erano acclamati come coloro che avevano avuto il coraggio di scoperchiare la pentola della corruzione politica, e che oggi, dalle stesse persone che li esaltavano, vengono dipinti come soggetti inaffidabili, come magistrati inaffidabili e, in definitiva, artefici e complici del “colpo di stato”. Come non accorgersi di quanto questa visione schizofrenica e manichea porti a leggere la giustizia in funzione della politica? Cioè, induca a schierarsi a favore di questo o quel magistrato a seconda della propensione che si ha verso questo o quell’indagato, verso questo o quel filone di indagine. Tutto ciò è inaccettabile. Questo si, per chi ha veramente a cuore la giustizia, sarebbe materia per il Consiglio d’Europa e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Infine mi si imputa finanche di non aver preso le distanze dalle dichiarazioni del Consigliere Celli, quando, in Commissione Finanze annunciò le sue dimissioni. Altra accusa completamente falsa. L’indomani di quelle dichiarazioni io feci una conferenza stampa nella quale -chiedetelo a Luca Salvatori, presente per la RTV- chiarii il mio pensiero sulla Giustizia (postato per altro anche sui social e ripreso per più giorni dalla stampa) pensiero che ribadisco: i giudici si rispettano tutti, a prescindere dalle indagini che stanno svolgendo, senza tifoserie, leggendo i loro atti e rispettando le loro sentenze. Insomma io mai mi sarei sognato di dire, parafrasando l’ultimo Ciavatta, il più recente, che, dopo essere stato rinviato a giudizio, si è scagliato contro l’eroe di un tempo dicendo “c’è giudice e giudice”! Sarebbe fin troppo scontato chiedere a tutto il Consiglio di dissociarsi da questa e da altre espressioni ancor più allusive ed infamanti, invece la risposta migliore è promuovere una bella mozione di sfiducia contro di me… Ma signori Consiglieri, avvallando questa linea di condotta, non sfiduciate me, sfiduciate il Tribunale, l’indipendenza della Magistratura ed il diritto di ciascun giudice di compiere il suo lavoro.

Ma a ben guardare di precedenti degni di nota ve ne sono altri. Mi viene in mente ad esempio la manifesta volontà del Consigliere Valentini, nella passata legislatura, di sottoporre il Tribunale ad una Commissione d’inchiesta -d’altra parte era noto a tutti come tra Tribunale e piani alti di palazzo Begni non corresse proprio stima reciproca, tanto che nella passata maggioranza si parlò più volte di questo tema, specialmente in occasione di certe indagini sulla Banca Centrale. Che dire poi dell’ex Segretario Venturini. Pensando che anch’egli ha sottoscritto la presente mozione di sfiducia, mi chiedo cosa si sarebbe dovuto sottoscrivere nella passata legislatura, quando -con la sua proverbiale disinvoltura politica, Venturini – così parrebbe – riuscì nell’impresa di convincere un Magistrato della Repubblica che sarebbe stata più consona una nuova collocazione… Insomma riuscì, lui si, a compiere ciò per cui oggi il suo collega Gatti denuncia me, questo governo, questa maggioranza ed il paese tutto a Strasburgo. Consigliere Gatti, se vuole che le sue denunce siano almeno plausibili, torni a Strasburgo e racconti le imprese dei suoi compagni di partito, invece di quelle, assolutamente trasparenti e lineari, di questo governo.

Che dire poi di un già Presidente della Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia che, davanti ai Capitani Reggenti, si è rifiutato di convocare la Commissione, compiendo così, secondo quanto l’indole modesta ha consentito, la parodia di un piccolo colpo di Stato? Oppure dei membri di opposizione della Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia che, dopo aver dato le dimissioni, hanno compiuto il celebre passo indietro al grido di “non potremmo metterci altri perché non capirebbero”? Cosa che la dice lunga sul rispetto nutrito verso i propri compagni di strada e di partito! Che dire, ancora, -perchè come spesso ci viene ricordato è importante collaborare e prendere le decisioni all’unanimità!- della denuncia che uno o più membri della Commissione per gli Affari di Giustizia sono andati a fare in Tribunale sulla base dei verbali stessi della Commissione, che, come ormai è noto, devono restare ignoti a tutti?

Ma tutto questo, lo capisco bene, nel principio dei “due pesi e due misure”, del “c’è chi può e chi non può”, del garantismo o del giustizialismo a corrente alternata – che oramai sono i principi ispiratori di certi personaggi dell’opposizione – non conta nulla. Come non contano nulla i vari interrogativi che ho posto in questo breve intervento.

Quel che conta, e deve contare, è però il diritto di ogni Sammarinese di conoscere la verità, il poter conoscere i fatti e poter valutare con la propria autonomia di giudizio chi ha fatto bene e chi ha sbagliato, chi è degno di fiducia e chi no. Quel che conta è la coerenza di una condotta politica, che poi è primariamente una condotta personale e morale. Quel che conta ancora di più è che i tanti Sammarinesi che chiedono un Tribunale autonomo, indipendente ed efficace, possano avere risposte adeguate. Il resto, compreso questo misero teatrino che stiamo celebrando, fatto di tatticismi politici ed anche di attacchi vili, basati sulla menzogna, passerà.

Signori Consiglieri, io ho avuto fino ad ora l’opportunità e l’onore di servire il mio Paese e l’ho fatto con dedizione ed impegno. Rispettoso, come sempre sono stato, delle Leggi e degli iter istituzionali, rimetto pienamente a voi la valutazione sulla mia correttezza e sulle false accuse che mi vengono mosse. Consapevole che il premio più grande per l’impegno profuso sono i tanti messaggi di stima che tanti Sammarinesi, in questi giorni recenti, hanno voluto inviarmi; lasciatemi cogliere l’occasione di questo microfono per ringraziarli singolarmente.

Pasquale Valentini, Pdcs
Come si è arrivati alla mozione di sfiducia? Vi ricordate che è uscito nel febbraio scorso un comunicato stampa del Consiglio giudiziario plenario in cui i giudici fanno un riassunto di quello che avevano visto dei verbali e documenti che riguardavano la Commissione Affari di giustizia. Io non ho letto i verbali, ma questo comunicato stampa ufficiale, che riporta due deliberaizoni del Consiglio giudiziario plenario e ordinario in cui si dicono cose di gravità inaudita. Si parla di spaccatura tra i giudici del tribunale, di situazione di lacerazione accentuata dalla risonanza mediatica…
E allora, è legittimo, o ancora di più, è ragionevole pensare che il modo di affrontare queste problematiche è andare a dire ai soggetti citati che il magistrato dirigente ha detto determinate cose su di loro? Questa è la logica con cui affrontare i problemi? Solo il fatto che magistrato dirigente si è rivolto alla Commissione affari di giustizia, dicendo ‘sta succedendo questo’, come lo interpretate di essere andati a riferire queste cose ai magistrati direttamente interessati? Tutto parte di qui. Il Segretario ha detto di avere perso fiducia nel magistrato dirigente da allora, quindi c’è bisogno che vengano distribuiti i verbali? In quel caso, avremo ancora più situazioni viste in questi giorni: un pullulare di denunce. La Commissione Giustizia doveva mettersi in camera chiusa e dire ‘davanti a tutto questo cosa facciamo’? E non ‘lo portiamo al consiglio giudiziario’. L’ultimo atto peggiora le cose: quando si va a fare un magistrato dirigente, dopo la perdita del dott. Ferroni, si deve pensare che la politica si schiera con la maggioranza dei magistrati, quando questi stessi dicono che c’è una lacerazione al loro interno? Così facciamo un magistrato dirigente? Non penso che oggi arriveranno le dimissioni del Sds alla Giustizia, né che si risolvino tutti i problemi così, ma ci sono elementi da verificare sull’illegittimità di quella nomina, come sostenuto dal collega Gatti. E poi abbiama una politica che si schiera creando maggiornza e opposizione tra i giudici? Qui è stata demolita la casa, le sue fondamenta, non i particolari.

Michele Muratori, Ssd
Un giudice non può essere considerato bravo perchè incline all’oppositore politico o scadente perché non lo è, un magistrato applica la legge, punto. Il massimo che può fare la politica è lasciare in autonomia il tribunale e metterlo nelle condizioni di lavorare nel miglior clima possibile. Trovo indecente che oggi un magistrato venga tacciato di faziosità, solo perchè ha rinviato a giudizio il capobastone dell’opposizione.
State conducendo una politica livorosa che getta discredito e trasmette alla cittadinanza disagio e odio, lo stesso che oggi vi porta a chiedere la sfiducia al Segretario di Stato Renzi per ragioni strumentali e domani vi farà inneggiare ai manganelli del vostro capo bastone. In cuor vostro sapete anche voi che il comportamentodel Segretario Renzi non ha rilevanze così gravi da portare all’impeachment e sa benissimo che è solo un bieco tentativo di osteggiare l’avversario politico, di gettare discredito, e un vile attacco personale. Ieri all’ex Segretario di Stato Celli, oggi tocca al Segretario Renzi.

Marianna Bucci, Rete
Capisco Segretario di Stato Renzi che la miglior difesa sia l’attacco, lo stesso Muratori dice che si accusa il magistrato politicizzato, ma il mio movimento non si è mai scagliato contro la magistratura, noi semmai ci scagliamo contro la politica che si permette di ingerire all’interno del tribunale.


Oggi siamo a discutere una mozione che arriva in ritardo, a mio avviso ci sono già da mesi le condizioni per rimuovere il Segretario di Stato alla Giustizia per il bene del paese. Il testo della mozione riporta una escalation di episodi che evidenziano l’ingerenza profonda del potere politico ed esecutivo nei confronti del potere giudiziario che si manifesta apertamente nelle vicende collegate alla rimozione e alla scelta del nuovo Magistrato dirigente e che si manifesta nel silenzio-assenso del Sds Renzi quando l’ex Segretario alle Finanza ha inveito in maniera scomposta contro un magistrato che sta indagando sul Caso titoli e sui poteri forti. Che ci venga addebitato il fatto che si firmi una mozione senza sapere di cosa si stia parlando non è corretto. La mozione contesta la modalità di rimozione dell’ex Magistrato Dirigente perché non sussiste il supporto normativo per rimuoverlo. Ho letto l’Odg del Consiglio giudiziario plenario e cita una legge che non c’è, tanto mi basta. Il contatto con il nuovo Magistrato dirigente: lei non ha mai negato quel contatto con Guzzetta, avete difeso quel contatto dicendo che era legittimo, opportuno. Andare in una conferenza stampa e dire che i giudici si rispettano tutti poi non è una presa di distanza dall’intervento di Celli. Contesto l’uso improprio del ruolo di Segretario di Stato, dovrebbe operare per tutelare la giustizia ma le sue azioni tradiscono intenti opposti. Il ruolo del Magistrato dirigente è alla totale mercè del governo, può venire rimosso senza che ne esista una legge che ne codifica la rimozione, il nuovo magistrato dirigente viene scelto dal Segreterio secondo criteri discrezionali…così si mina la fiducia sulla giustizia e sul tribunale. L’impatto è devastante dell’ingerenza politica sulla magistrarura. La mozione di sfiducia non è piacevole, ma ci dà l’opportunità di scegliere la strada da intraprendere.

Matteo Fiorini, Rf
Un anno fa ero Capitano Reggente, ho potuto ascoltare una serie di figure istituzionali di rilievo e farmi una mia opinione. Sono fortunato perchè rispetto ai 50 consiglieri che hanno potuto nominare i membri della Commissione Giustizia ho potuto sapere e conoscere quello che sta succedendo. La legge obbliga la Commissione di riferire di ogni sua attività al Consiglio. Eppure oggi solo alcuni nominati, neanche fossero eletti, sanno cosa sta succedendo in quello scenario definito come scontro mai visto tra poteri dello Stato. Evidentemente questo non è di pertinenza dei rappresentanti dei cittadini, noi sì eletti, almeno secondo i consiglieri di opposiziome. Sono fortunato perchè ho avuto accesso a consigli giudiziari plenari in cui si è discusso di temi importantissimi, se qualche politico avesse invaso il campo della magistratura e viceversa. Sono fortunato anche rispetto ai membri dei commissari di Affari di giustizia, in quel semestre ho assistito al Consiglio giudiziario ordinario, solo di magistrati, in cui la magistratura si è espressa ad ampia maggioranza su quello che deve essere un confine inviolabile. Nell’analizzare il complesso rapporto tra magistrati e politica si deve certamente considerare che un politico possa preferire a pelle un giudice rispetto un altro, o che un giudce voti per quello, piuttosto che quell’altro, partito. Ma non confondiamo i ruoli: il tifoso può fregarsene dei ruoli istituzionali e porsi sullo stesso piano dell’arbitro. Lo status del tifoso è il contrario di quello della responsabilità.
Quando si adombrano responsabilità di condotte illegali a personaggi politici, falsando valutazioni: a questo serve la Commissione affari di giutizia? Per qualcuno sì. Per la maggioranza dei giudici che hanno verificato quelle condotte, invece la risposta è no. Nel momento in cui il magistrato dirigente sceglie di portare in Commissione un documento scritto di quella portata, che si poteva fare? La maggioranza della Commisione ha deciso do restare nelle leggi e nelle procedure, voleva portare la questione ai Reggenti, fino alla convocazione legittima del Consiglio d’urgenza. La commissione deve riferire al Consiglio che a maggioranza ha coinvolto il Consiglio giudiziario plenario e poi quello ordinario, che ha assunto decisioni consegueti. Non sono un giurista, ma non mi risulta sia espressa nelle leggi l’irrevocabilità del magistrato dirigente, né il vincolo di segretezza commissione Affari di giustizia, ma di questo ho sentito straparlare. Ad oggi cosa volevate si facesse? Che si condizionasse la vita del nostro Stato sulla base di verità a senso unico?
Il Segretario Renzi, da uomo di stato e delle istituzioni, e con lui Zavoli, hanno seguito le leggi e il buon senso rispetto deliberazioni di organismi che decidono a maggioranza, come dovrebbe fare un segretario alla Giustizia.

Alessandro Mancini, Ps

La mozione di sfiducia è certamente lo strumento più forte che i membri del Consiglio Grande e Generale hanno per intervenire sull’operato di un Segretario di Stato – e quando si decide utilizzare questo strumento , lo si fa a ragion veduta e non certamente come qualcuno ha già voluto liquidare come l’ennesimo “capriccio” delle opposizioni o peggio ancora come “il giocare alla politica” . E quando come in questa specifica situazione il documento di sfiducia è sottoscritto da tutti i ventisei consiglieri di opposizione , indubbiamente il peso è ancora maggiore . Noi, Segretario Renzi , mettiamo in discussione il suo operato, il suo ruolo di guardasigilli, il suo esercizio nelle funzioni attribuite dalla legge sull’ordinamento giudiziario, sulla base di come di lei ha gestito in questi due anni la sua delega ed in particolare dall’autunno del 2017 – e cosi come è stato in passato – ne oggi – ne domani entreremo mai nel merito dell’operato della magistratura , per una ragione molto semplice, perché noi intendiamo rispettare non solo l’operato del Tribunale Unico del Repubblica di San Marino, ma vogliamo garantire in tutti i modi la piena e totale indipendenza del terzo Potere dello Stato.
Segretario Renzi, il suo intervento diretto, sulla nomina del nuovo dirigente del Tribunale , non solo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per cui è stata presentata la sfiducia nei sui confronti, ma altro non è che l’ennesima prova di come Lei non si è mai preoccupato di favorire la condivisione delle scelte in Commissione affari di Giustizia , anzi non solo non è mai stato Garante di quello che la legge le attribuisce, e a differenza dei suoi predecessori , i suoi metodi e i suoi atteggiamenti, hanno indubbiamente favorito le “divisioni” e le “spaccature” in Commissione Giustizia e nel Consiglio Giudiziario Plenario . Segretario Renzi , nel suo corposo riferimento ci dice che nessun membro della Commissione ha ritenuto di dover chiedere al Presidente della Commissione Affari di Giustizia di convocare una apposita Commissione. Ma perché non lo ha fatto lei ? Perché non ha chiesto Lei di convocare una commissione per analizzare in profondità su come era più giusto e corretto affrontare la scelta del nuovo dirigente ? -Perché non ha ritenuto di dover richiedere e ottenere un mandato ufficiale da parte della Commissione, propedeutico all’audizione prima fra tutti dei magistrati in carica per indicare il nuovo dirigente ? Lei , Segretario Renzi è intervenuto direttamente nell’audizione e nel reclutamento del nuovo dirigente senza alcun mandato, senza nessuna copertura né normativa né di indirizzo della Commissione. Perché si e mosso su una figura esterna al Tribunale ? – Chi gli ha dato questo mandato ? e sottolineo questo mandato . La lettera di cui lei a parlato nel suo riferimento del Dott. Battaglino, cosi come lei c’è la rappresentata non era certo un mandato. Lei, Segretario Renzi , invece ha trasformato la Commissione Affari di Giustizia e il Consiglio Giudiziario Plenario, in meri luoghi di ratifica di decisone prese altrove, atto gravissimo , mai successo prima omologando peraltro anche sulla giustizia lo stesso metodo di Governo che lei e i suoi Colleghi hanno da tempo adottato in altri ambiti certamente non meno importanti . Lei, Segretario Renzi è stato il Segretario alla Giustizia che con il suo “silenzio” ha avvallato la scelta di un “coordinatore” dei giudici, funzione non prevista da nessuna norma . Lei, Segretario Renzi sempre con il suo “silenzio” non ha difeso il terzo potere dello stato quando in questa aula, in una Commissione Consigliare con la presenza della Eccellentissima Reggenza, che le ricordo è la Suprema Magistratura , non ha preso le distanze in maniera pubblica e convinta , rispetto alle accusa rivolte da un suo collega di Governo alla magistratura rea a suo dire, di prendere parte per l’opposizione e fare politica con la carta intestata del tribunale. Ma lei è anche il Segretario alla Giustizia che ha permesso di rimuovere il Magistrato Dirigente Dott.sa Pier Felici dalle sue funzioni di dirigente , con un semplice ordine del giorno del Consiglio Giudiziario Plenario – Lei non si è opposto in nessun modo ad una revoca non prevista dalla legge, e di fatto non solo a permesso un atto non previsto da nessuna normativa e quindi è venuto a meno del suo ruolo di guardasigilli – ma mi permetta , e questa ovviamente è una mia opinione ha amplificando ulteriormente le “spaccature” interne del Tribunale. Ma è sempre lei Segretario Renzi , che non si mai attivato , peraltro come indicato molto chiaramente dalla legge , di portare all’esame di questa aula parlamentare le discussioni sulle relazioni sullo stato della giustizia , che le ricordo , siamo ancora in attesa di dibattere la relazione del 2015 . Segretario , queste sono le ragioni – anzi mi permetta sono solo alcune delle ragioni- forse le più gravi – perché l’elenco sarebbe ancora più lungo , per cui il sottoscritto al pari degli altri venticinque firmatari del documento, sottoponiamo al Consiglio Grande e Generale la sfiducia nei sei confronti, non solo per le responsabilità che lei ha, ma soprattutto per permettere un ripristino certamente difficile ma non impossibile di un clima di serenità all’interno del Tribunale Unico della Repubblica di San Marino e di rispetto tra i Poteri dello Stato.

Guerrrino Zanotti , Sds Affari Interni
La mia convinzione è che il Segretario di Stato Renzi abbia agito nel rispetto dei poteri e dell’incarico che ricopriamo. L’iniziativa del Segretario e del presidente della Commissione Giustizia ha una genesi che risiede nelle preoccupazioni espresse dal Commissario Battaglino, preoccupazioni che condivido. Le consultazioni che Renzi e Zavoli hanno effettuato con lo stesso giudice Battaglino e con i giudici di terza istanza hanno portato alla definizione e individuazione del dirigente tribunale. Sappiamo dalla ricostruzione che in ambito delle consultazioni si è manifestata la disponibilità del prof. Guzzetta. Colgo l’occasione per esprimere soddisfazione per la nomina di Guzzetta e gli auguro buon lavoro.
La sfida dovrebbe essere cercare una convergenza tra le parti in contrasto, ma quando occorre, decidere. Pensate se nel caso in questione il Segretario di Stato Renzi avesse tentato di forzare la mano in una situazione ribaltata, sarebbe stato accusato comunque di ingerenze. La mia posizione sulla mozione di sfiducia: i verbali della commissione sono stati pubblicati di certo impropriamente, ma ho chiesto più volte di avere le motivazioni che hanno spinto la minoranza ad opporsi alla loro visione di tutti i consiglieri, e una risposta non l’ho avuta. Le ragioni dello scontro non risiedono solo in questa causa scatenante, ma in ragioni che nel tempo si sono incancrenite.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Sono qua perchè mi sento uomo di stato, non tifoso, consigliere Fiorini . E mi sento anche nella situazione oggettiva di avvertire quella gestione del potere attraverso una politica che non mi piace, e che ho sempre contestato. Siamo dove c’è una parte politica che vuole gestire le cose pubbliche del nostro Paese come più gli piace rispetto alla gestione di un potere, e a me non va. Se oggi ci fossimo trovati in una condizione delle cose pubbliche diverse, più omogenee rispetto alla sensibilità di tutte le parti e più attente alle necessità di tutti, non ci troveremmo qui oggi con un Consiglio straordinario, al termine di un Consiglio appena cncluso e alla vigilia di un lungo consiglio sul bilancio. Se avessimo avuto più condivisione non ci troveremmo qui Segretario a giudicare il suo operato. Il comparto della giustizia non sta bene e non da oggi. Dover condurre le cose dove c’è frazionamento continuo delle parti non porta benessere ai diversi segmenti del Paese.

Lei oggi è sotto sfiducia per ragioni legate alla legge, il magistrato dirigente del tribunale è designato per 5 anni dal consiglio giudiziario in seduta plenaria, ma la legge prevede anche forme più elastiche, rispetto alla forma assoluta. In situazioni straordinarie si potrà destinare quale dirigente una personalità esterna alla magistratura sammarinese, lei Segretario ha individuato il prof. Guzzeta, il problema è che lui è stimatissimo docente universitario, eccellente giudice superiore, ma non è né un magistato dirigente, perchè non è membro del corpo della magistratura, né ha esperienza nel settore precisata dalla legge. Non mi risulta esperienza in una procura o in un tribunale italiano. Resta un ottimo giudice superiore della Costituzionalità delle norme, ma non possiamo dire che abbiamo rispettato la legge con la sua nomina mancano alcune condizioni fondamentali.

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6 Dicembre 2018
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