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Barricate a Colleferro: sindaco si sdraia per strada, stop al camion diretto agli inceneritori

 

COLLEFERRO – Il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, e un centinaio di cittadini hanno bloccato nella serata di ieri un trasporto eccezionale da 35 tonnellate e lungo oltre 16 metri contenente pezzi della caldaia degli inceneritori che da qualche mese sono interessati dai lavori di revamping decisi dalla proprietà (Regione Lazio attraverso Lazio Ambiente per il 160%, Ama per il 40%, socio di minoranza di Ep Sistemi).

Il mezzo è giunto intorno alle 18 al quartiere Scalo, dove cittadini, comitati e associazioni sono in presidio permanente da oltre 20 giorni. Appena arrivato il camion sono apparsi sulla pagina facebook di Rifiutiamoli – il movimento nato lo scorso 8 luglio con la manifestazione che ha portato in piazza oltre 5.000 persone contro il riammodernamento degli impianti di incenerimento – foto e video con l’appello lanciato ai cittadini di accorrere davanti la chiesa di San Gioacchino per impedire il passaggio del camion.

 

 

Il sindaco Sanna si è steso a terra come gesto simbolico di resistenza passiva, assieme ad assessori e consiglieri di maggioranza, alcuni anche di minoranza. Sono poi arrivati sul posto anche i sindaci di Paliano, Genazzano, Valmontone, Piglio e Serrone e i rappresentanti istituzionali dei comuni di Labico e Carpineto Romano.

Mentre il sindaco era steso a terra ci sono stati piccoli momenti di tensione. Alcuni cittadini hanno, infatti, discusso con i dirigenti di Lazio Ambiente. Dopo un paio d’ore di trattativa tra il sindaco e i suoi legali e la Polizia Stradale, l’autista del trasporto eccezionale ha fatto retromarcia. Un gesto che, accompagnato dal suono delle campane delle 20, è suonato come una prima vittoria per i cittadini da mesi in mobilitazione. Il mezzo, ora fuori dalla città, non è l’unico in arrivo. Sono infatti attesi altri quattro camion, ma il numero resta incerto.

 

 

Io ho fatto semplicemente il mio dovere, coerentemente con la mia storia personale e con il mandato elettorale- ha spiegato Sanna all’agenzia di stampa Dire- Abbiamo utilizzato tutti i mezzi che avevamo a disposizione per fermare gli inceneritori di Colle Sughero. Noi due anni fa abbiamo vinto le elezioni coerentemente con quello che pensava la popolazione. La popolazione pensava che non si dovesse piu’ utilizzare l’incenerimento come metodo per lo smaltimento dei rifiuti, per questo hanno eletto me e non qualcun altro. Ce l’abbiamo messa tutta e la battaglia non l’abbiamo ancora vinta ma è chiaro che oggi la situazione è diversa dal passato”.

“Oggi- ha aggiunto- la comunità e non solo me, ma anche gli altri sindaci, non vogliono il revamping. Non lo vogliamo perché non abbiamo mai considerato sicuro questo sito, scelto allora dal sindaco Moffa in pieno centro abitato e in cui è certificato anche da documentazioni protocollate in municipio la presenza del cromo esavalente sotto l’impianto, una sostanza mutogena e cancerogena per cui ho già presentato un esposto in Procura a cui ne seguirà un altro piu’ circostanziato al Noe”.

 

 

Siamo arrivati all’apice di una mobilitazione che in questo territorio dura da anni– ha spiegato alla Dire il presidente della Rete per la tutela della Valle del Sacco, Alberto Valleriani- O bloccano definitivamente la riaccensione di questi inceneritori oppure troveranno la comunità e i sindaci qui davanti. Siamo alla resa dei conti, la fine dei giochi”.

E sulle oltre 100 persone accorse in presidio con il tam tam social Valleriani ha aggiunto: “Il fatto che siano venute qui tante persone significa che dopo quello che è stato seminato nel tempo ora dobbiamo raccogliere i frutti. Abbiamo messo in campo manifestazioni e iniziative di ogni genere, ultimamente molto partecipate. Significa che la cittadinanza ha preso consapevolezza, è informata su quello che sta avvenendo e partecipa”.

06 dicembre 2017

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