La Corte di giustizia europea: “L’Italia recuperi l’Ici non versata dalla Chiesa”

ROMA – La Corte di giustizia dell’Unione europea, a dodici anni dal primo esposto, si è espressa: lo Stato italiano dovrà recuperare gli “aiuti illegali” concessi alla Chiesa sotto forma di esenzione dall’imposta comunale sugli immobili (Ici) tra il 2006 e il 2011. Tale pronunciamento annulla quindi la decisione della Commissione del 2012 e del Tribunale europeo del 2016, dopo il ricorso presentato dalla Scuola elementare di Roma ‘Maria Montessori’ e da Pietro Ferracci, proprietario di un bed and breakfast a San Cesareo, in provincia di Roma.

La vicenda risale al 2006, quando vari ricorsi furono presentati alla Commissione per le esenzioni concesse a varie attività ecclesiastiche tra cui non solo scuole scuole e strutture alberghiere, ma anche cliniche. La Scuola ‘Montessori’ di Roma – il cui ricorso è stato sostenuto dai Radicali italiani – e quella di Pietro Ferracci facevano parte di quel primo gruppo di ricorrenti.

La Commissione nel 2012 però lo aveva respinto, ritenendo il recupero delle somme “assolutamente impossibile” dal momento che, trascorso un così ampio lasso di tempo, era difficile ricalcolare gli importi dovuti. I due ricorrenti si sono rivolti quindi al Tribunale, lamentando – come si apprende in una nota della Corte di Giustizia – che “tale decisione li ha posti in una situazione di svantaggio concorrenziale rispetto agli enti ecclesiastici o religiosi situati nelle immediate vicinanze che esercitavano attivita’ simili alle loro e potevano beneficiare delle esenzioni fiscali in questione”. Il Tribunale il 15 settembre 2016 “ha dichiarato i ricorsi ricevibili, ma li ha respinti in quanto infondati”. Confermava quindi l’impossibilità espressa dalla Commissione di recuperare l’esenzione concessa.

Con la sentenza odierna, la Corte ha evidenziato che dal momento che l’aiuto è illegale, è “logica conseguenza” predisporre “l’ordine di recupero”. E’ stata invece confermata la decisione della Commissione e del Tribunale di respingere il ricorso sull’Imu, che si è sostituita all’Ici nel 2011 con la riforma del governo Monti, e che non prevede l’esenzione per immobili di proprietà della Chiesa in cui vengono svolte attività a carattere economico. Secondo stime dell’Anci, tra il 2006 e il 2011 le esenzioni accordate si aggirerebbero tra i 4 e i 5 miliardi di euro.

6 novembre 2018
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