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Economia, Mazzucato all’Unicusano: “All’Italia serve innovazione” – VIDEO

mazzucato a unicusanoL’iPhone? Un insieme di tecnologie già esistenti, assemblate con un design moderno. Steve Jobs in Italia non sarebbe diventato nessuno. La Fiat investe in innovazione ma solo all’estero, mentre lo Stato lascia fare. Ecco il pensiero in pillole di Mariana Mazzucato, economista di fama mondiale nata in Italia ma cresciuta negli Stati Uniti, che spazia dalla green energy agli smartphone e non risparmia frecciate allo “Stato parassitario”. Titolare della cattedra Rm Phillips in Economia dell’innovazione presso la Science policy research unit-Spru dell’università del Sussex, Mazzucato è stata protagonista del convegno ‘Innovazione, crescita e sviluppo: scelte pubbliche e strategie private‘, che si è tenuto presso l’aula magna dell’università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).

In un’ora di lezione, la studiosa ha unito concetti di macroeconomia ad altri applicati alla vita quotidiana dei tantissimi studenti che hanno seguito l’incontro. Come lo smartphone, ad esempio. “L’iPhone in fondo è stato costruito con tecnologie gia’ esistenti- ha spiegato- Apple e’ stata solo brava ad assemblarle bene insieme e a combinare tutto con un design moderno“. E a proposito di tecnologie, la controprova non l’avremo mai, però secondo Mazzucato “con la poca ricerca che si fa in Italia, Steve Jobs non sarebbe diventato nessuno”, tantomeno il guru dell’informatica e il genio visionario di ‘Stay hungry, stay foolish’.

convegno Mazzucato a UnicusanoInnovazione. E’ questa la parola magica comparsa più volte nell’intervento con cui all’Unicusano ha affabulato professori e ragazzi, alcuni arrivati anche da altri istituti e università di Roma. Non a caso al concetto è dedicato il libro ‘Lo Stato innovatore’, best seller inserito dal Financial Times tra i libri dell’Anno nel 2013. Per Mazzucato la grande questione è che “le aziende non investono su nuove tecnologie, eppure in Italia diciamo sempre che i problemi sono i sindacati e la burocrazia”. Prendiamo il Jobs act. “Ha diversi problemi, prima di tutto dal punto statistico. Se davvero l’impedimento per far ripartire il mercato del lavoro fosse stato l’articolo 18, avremmo dovuto vedere moltissime aziende con 12 o 13 lavoratori. Invece l’impresa media italiana e’ formata da 4 lavoratori”.

La risposta ai problemi del nostro Paese potrebbe essere capire “come strutturare enti pubblici capaci di assumersi i rischi di grandi investimenti“. Posto che con le aziende private non vada poi meglio, con riferimento alla Fiat. “Negli Stati Uniti e’ stata costretta a investire sui motori ibridi nell’ambito dell’accordo per l’acquisizione della Chrysler. Perche’ in Italia non e’ stata fatta la stessa cosa? Perché lo Stato non ha posto delle condizioni per spingere all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie?”.

La crescita di un Paese, ha spiegato Mazzucato rispondendo alle domande di studenti e professori, “dipende dalle grandi innovazioni, come le tecnologie spaziali, internet, le nanotecnologie”. Infatti c’è una “fortissima correlazione tra le opportunita’ che trainano sviluppo e i grandi finanziamenti statali”. L’esempio è il caso della “Silicon Valley dove c’e’ stato un grande investimento pubblico”. Ecco perché, ha concluso, l’Italia ha una “bassissima produttività”, e rappresenta un “ecosistema parassitario”. La ricetta “non è tagliare, ma spendere per innovare”.

di Erika Primavera – giornalista professionista

6 novembre 2015
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