Turismo, via il parity rate. Franceschini: “Il Parlamento dimostra coraggio”

ROMA –  “Ora che Francia e Italia hanno scelto la strada del divieto della clausola del parity rate anche i colossi globali dell’offerta alberghiera online non potranno che tenere conto della scelta di due paesi che insieme rappresentano il piu’ grande mercato mondiale del turismo. Grazie al Parlamento per questa scelta unanime coraggiosa che il settore alberghiero italiano attendeva da tempo”. Cosi’ il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo Dario Franceschini, dopo il via libera della Camera, con 434 voti favorevoli e 4 contrari, all’emendamento al Disegno di Legge Concorrenza che elimina il cosiddetto parity rate: si tratta delle clausole che vincolano gli alberghi a non offrire, sia on line che off line, le proprie strutture a prezzi e condizioni migliori rispetto a quelle pubblicate sui portali di prenotazione delle agenzie di viaggio on line.

L’emendamento introduce una regola valida per tutti gli operatori sul mercato, in modo analogo a quanto avvenuto in Francia con la cosi’ detta legge Macron approvata dall’Assemblea Nazionale lo scorso 10 luglio, che ha introdotto nel Codice del turismo un apposito articolo di disciplina dei rapporti tra piattaforme di prenotazione e albergatori e ha stabilito che questi ultimi mantengono in ogni caso il diritto di determinare liberamente le condizioni di offerta dei propri servizi nei confronti del consumatore finale. L’emendamento si applica infatti a tutti gli intermediari, e non solo alle piattaforme di prenotazione online. Con questa decisione gli albergatori italiani si riappropriano della loro liberta’ imprenditoriale e saranno in grado di offrire ai loro clienti qualunque accordo o tariffa vantaggiosa che considerino appropriata.

VIA IL PARITY RATE, FEDERALBERGHI: FINISCE MONOPOLIO – “Siamo molto soddisfatti, finalmente anche il Parlamento si è reso conto dell’importanza di eliminare il Parity rate, che sembra un aspetto molto tecnico, ma che nella sostanza aiuta gli albergatori a poter proporre anche offerte più basse che prima non erano in grado di fare, con tutto il beneficio per la clientela. I colossi del web, infatti, vietavano alle strutture iscritte la possibilità di poter offrire prezzi più bassi sul sito dei singoli alberghi”. A dirlo è Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, interpellato dall’agenzia Dire sul via libera della Camera, con 434 voti favorevoli e 4 contrari, all’emendamento al Disegno di Legge Concorrenza che elimina il cosiddetto Parity rate, le clausole che vincolano gli alberghi a non offrire, sia on line che off line, le proprie strutture a prezzi e condizioni migliori rispetto a quelle pubblicate sui portali di prenotazione delle agenzie di viaggio on line. “E’ una bella notizia- aggiunge Roscioli- perché finisce un monopolio da parte di queste organizzazioni a favore della clientela. Adesso è necessario che tutti gli alberghi si organizzino su questa nuova disciplina per poter vendere al meglio le proprie camere. Siamo soddisfatti anche perché il provvedimento è stato votato a larghissima maggioranza. Un grazie a tutti coloro che hanno sostenuto questa iniziativa parlamentare”.

6 Ott 2015
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