Fannulloni, chiusi e con poca fiducia nella società e nel futuro: identikit dei tipi ‘Neet’

ROMA – I giovani sono sempre più ‘ricurvi’ su se stessi e la propria famiglia: più si esce dalla cerchia familiare e minore è il senso di fiducia che ripongono nella mondo esterno. In questo contesto il livello di fiducia nelle istituzioni politiche è pressochè nullo: non più di 2 giovani su 10 dichiara di aver fiducia nello Stato e nelle istituzioni politiche italiane. Intorno all’80% la fiducia invece nei genitori, nella famiglia in generale negli amici e anche in se stessi. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel sondaggio condotto da Ipsos – inserito nella ricerca ‘Ghost’ a cura della fondazione WeWorld – presentato oggi a Roma.

Ma quanto i giovani si interessano di politica e in che modo? Secondo quanto emerge dal sondaggio, poco e in modo marginale. L’attivismo delle nuove generazioni non va oltre la discussione con gli amici, gli interventi nei dibattiti sui social media e il voto alle elezioni (che comunque non va oltre il 61%). Non sono più del 23% i giovani che prendono parte o organizzano iniziative politiche e del 21% quelli che partecipano a manifestazioni di protesta. Il tutto in un contesto in cui – sempre secondo il campione di mille intervistati in tutto il territorio nazionale – la parola ‘politica’ è sinonimo di corruzione (per il 46%), di sdegno (per il 18%) e di rabbia (13%). Solo il 7% la associa all’impegno, il 3% alla passione e il 2% alla creatività.

Anche la ricerca di lavoro non è esente dal marchio della sfiducia. Secondo la maggior parte dei mille ragazzi intervistati, infatti, le conoscenze personali e familiari restano lo strumento principale per cui un giovane riesce a inserirsi nel mondo del lavoro. Il 32% degli intervistati è infatti di questa opinione. Il 21% ritiene di poter trovare un’occupazione grazie a internet e all’invio del curriculum e il 14% con la consegna del cv di persona. Solo il 13% crede che sia possibile grazie alla formazione e quindi grazie a scuola, università e master vari. L’8% si affida ai centri per l’impiego e il 6% alle agenzie interinali.

6 Ottobre 2015
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