Autostrade, Toninelli: “Ecco le prove delle pressioni ricevute”

ROMA -“Aiscat smentita dai fatti. Ecco prova delle ‘cortesi’ pressioni per dissuadere il ministero delle Infrastrutture e Trasporti dal pubblicare gli atti delle convenzioni. Sono parole che ovviamente hanno influenzato le strutture anche sotto la mia gestione. Ma carta canta e le bugie hanno le gambe corte”. Danilo Toninelli, titolare del Mit, lo scrive su Twitter pubblicando degli stralci di lettere, inviate dall’Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori) e da Autostrade per l’Italia.

Nella prima si legge (nelle parti evidenziate dal ministro): “Si ribadisce che la diffusione al pubblico dei dati aventi natura commerciale e industriale contentuti in particolare negli allegati alla convenzione (…) rischia di determinare danni (…) all’attività imprenditoriale (…) e rispetto a tale eventualità, le società concessionarie manifestano, per il tramite di questa associazione, una ferma opposizione”.

Ancora, negli stralci diffusi da Toninelli si legge: “E pertanto reputa esistenti quegli incomprimibili interessi di natura economica, commerciale e industriale, che precludono a una pubblica amministrazione detentrice di Dati e documenti, di pubblicare gli stessi a beneficio del pubblico”.

E infine: “Una lettura distorta ed erronea dei dati contenuti nel PEF potrebbe essere strumentalizzata al fine di alterare i valori di mercato della società quotata (…) con possibile configurazione (…) di reato (…) aggiottaggio”.

ROMA – Il più classico dei tradimenti si rinnova e, nell’epoca dei social media, diventa una esperienza sempre più smart e condivisa.
La versione digitale del triangolo “lui, lei, l’altro” è online e conta già milioni di follower: app al posto di appuntamenti segreti, tablet come sex toy, display sempre più touch e blogger oggetto del desiderio. Il dispositivo tecnologico, dunque, rappresenta ormai il terzo incomodo nella vita di coppia e nelle fantasie dei single, ma con una variante. Il mobile non viene più utilizzato per alimentare relazioni clandestine ma è, esso stesso, un compagno invisibile capace di attirare l’attenzione e stimolare il testosterone degli amanti 3.0. TrenDevice.com, sito di riferimento nel settore dell’economia circolare, ha chiesto agli italiani come utilizzano gli smartphone nella già complicata vita di coppia. Nel nome del progresso tecnologico, ovviamente. Ed i risultati parlano da soli. Su un campione di mille utenti (uomini 85%, donne 15%), intervistati nel mese di giugno, non è la situazione sentimentale a fare la differenza ma la piattaforma digitale: single, fidanzati e coppie sposate condividono la stessa curiosità per il sesso online ma si incontrano in marketplace diversi.

Basta guardare le cifre per capire la portata del fenomeno e tracciare il profilo medio dell’italiano in rete: il 37% degli intervistati ha una età media di 35-49 anni (50-64 anni per il 22%, 25-34 anni per il 16%), il 54% vive o lavora al nord (al centro il 23%, al sud il 14%), il 32% è impiegato (liberi professionisti 21%, studenti 16%) ed il 42% è sposato (single 25%, fidanzato 24%, divorziato/separato 4%, vedovo 1%).
Il 31% del campione dichiara di essersi fatto selfie o video provocanti solo per il gusto di condividerli con il partner o con l’amante (abitualmente per il 7%), il 9% ha fatto foto o video di nascosto al proprio partner durante un rapporto intimo (senza considerare chi li ha poi condivisi in rete o inviati via WhatsApp) e l’8% ha immortalato immagini feticiste (seno, mani, piedi, scarpe). Sono proprio le app di incontri, infatti, ad attrarre il maggiore interesse sul mobile: frequentate per curiosità dal 10% e con sole finalità sessuali dal 9% (salvo poi precisare “conosco le app ma non le frequento”). Da notare, che la risposta “per trovare l’anima gemella” è stata scelta solo dall’1% degli utenti, a dimostrazione di come nel tempo sia cambiato l’utilizzo di social e app.

“Le forme innovative di comunicazione – afferma Alessandro Palmisano, cofondatore e general manager di TrenDevice – sono sempre più democratiche e pervasive all’interno della società. Così come negli ultimi 10 anni, grazie alla tecnologia, è cambiato radicalmente il modo di prenotare una vacanza, un taxi o di scriversi tra amici, le dinamiche sono cambiate anche nella sfera sessuale e, in senso più lato, nelle relazioni. Nessuno, ventenne o cinquantenne che sia, si sognerebbe oggi di scambiarsi missive cartacee con parenti all’estero o con la ragazza dell’ultimo flirt al mare: perché sorprendersi se anche le tentazioni sono più digital?”. Per il 27% la ricerca di nuovi partner o di avventure sessuali resta il motivo principale per accedere ai social network, a fronte del 53% che si collega sul web solo per guardare video erotici (il 16% li vede anche insieme al partner). Mai come in questo caso, non importa dove e quando: il 32% li guarda perfino in ufficio o nelle aule di studio (scuola e università) o in pausa pranzo.
Più imbarazzante, invece, quando si passa dalla chat ai fatti, introducendo l’interazione umana ed una maggiore percezione di realtà: il 15% afferma di aver avuto rapporti in webcam (o su Skype, FaceTime, WhatsApp), il 14% di voler provare questa nuova esperienza. E mentre gli italiani combattono con i sensi di colpa e cercano di ridefinire la propria identità digitale, in Giappone già si celebrano i primi matrimoni con le protagoniste di “LovePlus”, famoso gioco di simulazione sentimentale della Konami Digital Entertainment per la console Nintendo DS (nell’ultima versione è presente la Girl Introduction Mode, ovvero la presentazione della fidanzata virtuale ai propri genitori reali). Secondo le ultime ricerche, il 30% degli uomini italiani posticipa il momento di coricarsi perché impegnato su PC, tablet o smartphone, mentre il 43% delle donne non si separa dal telefonino nemmeno sotto le lenzuola. Non a caso, il 35% delle donne ed il 29% degli uomini giudica insoddisfacente la propria vita intima. In fondo, oggi ai [email protected] digitali è richiesto di essere sempre più virtuali, non virili.

clicca per ingrandire

6 settembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»