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Vaccini, il raduno no vax di Pesaro fa scontrare i filosofi. Ercolani: “Fusaro si vergogni”

PESARO – “Fusaro dovrebbe vergognarsi”. È molto duro il commento che Paolo Ercolani, giornalista, scrittore e docente di Filosofia dell’educazione all’Università di Urbino, rilascia alla “Dire” nei confronti del ‘collega’ Diego Fusaro che sabato a Pesaro prenderà parte alla manifestazione contro l’obbligatorietà vaccinale. Quella dell’8 luglio è un raduno nazionale, organizzato dal Comilva (Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni) e da altre associazioni per protestare contro il decreto Lorenzin che ha disposto l’obbligatorietà dei vaccini per frequentare la scuola. Hanno già aderito diverse personalità note, tra cui il cantautore Giuseppe Povia (che su Facebook ha invitato tutti i partecipanti a imparare la canzone ‘Liberi di scegliere’ per poi cantarla “sabato tutti insieme”) e anche il giornalista Gianluigi Paragone.

“LA SALUTE NON PUO’ ESSERE LASCIATA A SCELTE INDIVIDUALI”

Il filosofo Diego Fusaro

Il professor Ercolani, saputa l’intenzione di Fusaro di prendere parte alla kermesse dei no vax, sbotta: “È triste che Pesaro, suo malgrado, diventi la capitale morale di un movimento che rischia di essere tragico e che può distruggere il nostro tessuto sociale- spiega Ercolani-. La salute non può essere lasciata a scelte individuali o egoistiche delle singole persone. Perché la salute è un fatto sociale. Gli anti-vaccinisti dicono che l’obbligatorietà vaccinale farebbe gli interessi delle multinazionali farmaceutiche quando in realtà gli studi dimostrano che chi non si vaccina spende mediamente il 20% in più per le cure mediche. Sono i ‘no vax’ a fare gli interessi delle multinazionali”.

“FUSARO CERCA SOLO VISIBILITA’ E AVALLA GIOSTRA DEL CRETINISMO”

Poi l’affondo su Fusaro. “Dispiace constatare che ci siano colleghi disposti ad avallare questa giostra del cretinismo– conclude Ercolani-. Provo molta tristezza nel vedere un filosofo, che lavora con le idee, non farsi alcun problema a contraddire le proprie stesse idee per allisciare gli istinti più bassi del popolo solo per incrementare la propria immagine pubblica. Un atto di responsabilità gravissima. Io come filosofo mi vergognerei”.

di Luca Fabbri, giornalista professionista

06 luglio 2017

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