Riformisti, nasce Sinistra socialista democratica - DIRE.it

San Marino

Riformisti, nasce Sinistra socialista democratica

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SAN MARINO – Fiocco sicuramente rosso per la nascita di ‘Sinistra socialista democratica‘. Un’emozionata e numerosa famiglia si è ritrovata ieri sera a Domagnano, nella serata dal tema “La Sinistra al centro del Paese”, in una sala Montelupo piena di facce note della politica sammarinese, ma anche di una base allargata che si è riabbracciata dopo anni di divisioni.

ssdL’occasione è stata importante, un passo in avanti determinante della Costituente riformista, dopo un anno e mezzo di incontri e lavoro, due documenti, uno sui contenuti presentato il 25 marzo scorso e la Carta dei valori sottoscritta a inizio giugno. I protagonisti del ‘tavolo riformista’ – il capofila Partito dei socialisti e democratici, Sinistra unita, LabDem e l’indipendente Denise Bronzetti- annunciano il lieto evento, la nascita della lista unica, battezzata Sinistra socialista democratica, nome che include tutte le componenti della sinistra sammarinese. Nel logo si mantengono i tre simboli dei partiti che proseguono la loro corsa, fino a quando i tempi saranno maturi per il passaggio ulteriore del partito unico. Ad affiancarli il simbolo del Partito socialista europeo, in cui si riconoscono.

ssd_san marinoMarina Lazzarini, segretario del Psd, prende la parola per prima sul palco per spiega l’importanza del momento che segna “un passaggio fondamentale” di un percorso generato proprio dall’assemblea congressuale del suo partito, il 25 marzo 2015. “L’obiettivo è quello di unire i sammarinesi sulla base di un rinnovato patto di cittadinanza– spiega- per costruire insieme una forza politica unitaria e maggioritaria, ancorata ai principi del Partito Socialista Europeo e dell’Internazionale Socialista”. Fil rouge di tutto il percorso è stata e sarà la cooperazione e la partnership, sottolinea Lazzarini, piuttosto che la leadership. La numero uno dei socialisti e democratici marca il “passaggio intermedio importante” raggiunto, la lista unica, che “non tutti sono stati in grado di affrontare” in vista di un nuovo partito che “sta nascendo” e che dovrà prima di tutto incarnare un nuovo unitario punto di vista.  “Tutto deve essere fatto per garantire la tenuta del sistema sociale, del wellfare- chiarisce- tenendo in primaria considerazione e in ogni settore i principi della legalità, dell’equità e dello stato di diritto, per tutti, con un occhio di riguardo alle fasce più deboli”. E ancora: “Questo progetto– sottolinea infine- oggi è l’unico vero e credibile percorso nel panorama politico sammarinese e, a giudicare dai bastoni fra le ruote che sono arrivati, fa paura perché ha grandi potenzialità”.

san marino_riformisti3Il secondo a prendere la parola è Federico Crescentini, presidente di LabDem. Nel suo sentito intervento ha ripercorso le tappe che hanno portato gli ex del Psd a un esilio durato 7 anni dal “terribile errore della rottura” del 2009. Finché nell’autunno del 2015, “il consigliere Simone Celli e altri 14 ex membri della Direzione del Partito Socialista- racconta- decisero di costituire l’associazione politico-culturale Laboratorio Democratico con l’obiettivo primario di ridare unità politica e organizzativa alla sinistra riformista sammarinese”. L’inizio del viaggio è stata “una vera e propria traversata del deserto- prosegue- caratterizzata da scelte personali dolorose e da sacrifici politici significativi, ma non ci è mai passato per la testa di mollare”. Oggi la conferma che “ne è valsa la pena” perché “dopo esattamente 7 anni- rimarca fiero- possiamo dire finalmente di essere tornati a casa”. Crescentini dal palco ringrazia Celli per la caparbietà e rivolge parole di invito agli ex compagni del Ps, l’unica forza di sinistra che è uscita dal tavolo, di cui in sala è presente Alessandro Mancini. “Sono convinto- manda a dire- che Simone non si stia godendo appieno questo momento, perché avrebbe voluto condividerlo con l’intero Partito Socialista”. E ancora: “A Simone dico di non preoccuparsi- prosegue- non è lontano il giorno in cui i nostri ex compagni socialisti capiranno la validità del progetto riformista, metabolizzeranno la gravità dell’errore compiuto uscendo dalla Costituente e lasceranno al proprio destino tutti quelli che del ‘piccolo è bello’ ne hanno fatto una bandiera”.

san marino_riformisti5E’ la volta di Bronzetti che nel suo intervento sottolinea come Ssd non nasca dall’oggi al domani, ma sia un progetto unitario fondato sulla reale condivisione. “La costituente ha scelto di non anteporre la politica delle alleanze al progetto ed alla condivisione dello stesso, come invece si era soliti fare- chiarisce- ma se ciò è vero allora è vero anche che il confronto con le altre forze politiche, che inizierà dai prossimi giorni, dovrà essere un confronto senza preclusione alcuna”. Bronzetti punta infine all’importanza di includere tutta la sinistra sammarinese: “C’è bisogno dell’impegno della famiglia riformista, che è molto più ampia di quanto rappresentata qui stasera”.

Chiude la serie di interventi Vanessa D’Ambrosio, coordinatrice di Su: “Tutti noi- evidenzia- stiamo scrivendo un pezzo di storia della sinistra sammarinese che racconta di un ritrovarsi per costruire un percorso che veda le nostre forze sempre più vicine”. L’obiettivo è ambizioso: “Se un giorno, non troppo lontano da oggi- prosegue- ognuno di noi avrà capito che non c’è ragione alcuna per avere organizzazioni distinte, vorrà dire che avremo costruito insieme una nuova casa della sinistra, socialista e democratica”. Il nuovo nome e logo che riuniscono componenti della stessa area, conclude la coordinatrice, è la dimostrazione che “l’unità delle sinistre non è una chimera, ma può essere realtà”.

6 luglio 2016
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