Focus

Droga. In Europa si muore ancora, e tanto, per overdose. Dilagano le nuove sostanze

ROMA – Se ne parla poco, ma in Europa si continua a morire di droga. Il quadro che emerge dal Rapporto 2017 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, presentato oggi a Bruxelles, parla di decessi in aumento e di nuove droghe sempre più pericolose, oltre che di un investimento molto contenuto in prevenzione.

LEGGI ANCHE Sedicenne morto a Riccione, il medico: “Serve riduzione del danno. Invece si fa solo repressione”

AUMENTANO I MORTI

I casi di overdose sono in aumento: nel 2015 i decessi registrati sono stati 8.441, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Non solo. Ogni anno ci sono nuove sostanze psicoattive in commercio e si stanno diffondendo oppioidi sintetici (che imitano gli effetti di eroina e morfina) “estremamente potenti”.

I morti per overdose sono principalmente maschi (78%), età media 38 anni. Il 79% è morto per eroina.

“Come negli anni precedenti, Regno Unito (31 %) e Germania (15 %) coprono insieme circa la metà del totale europeo – si legge nel rapporto -. Tra il 2007 e il 2015 il numero di decessi per overdose è aumentato tra i consumatori più vecchi ma è diminuito tra i giovani. Tale numero rispecchia l’invecchiamento dei consumatori di oppiacei in Europa, i quali sono esposti al più elevato rischio di decesso per overdose. Tuttavia, il 10 % dei casi di overdose ha un’età inferiore ai 25 anni e di recente si è registrato un lieve incremento nel numero di decessi per overdose segnalati tra i giovani con meno di 25 anni in alcuni paesi quali Svezia e Turchia”.

droga_infografica

LE NUOVE DROGHE

Le nuove sostanze psicoattive “rimangono una sfida considerevole per la sanità pubblica in Europa”.

Non sottoposte ai controlli antidroga internazionali, comprendono un vasto assortimento di sostanze sintetiche, fra cui cannabinoidi, catinoni, oppioidi e benzodiazepine.

“Nel 2016, 66 nuove sostanze psicoattive sono state rilevate per la prima volta tramite il Sistema di allerta precoce dell’UE (Ews), al ritmo di più di una a settimana”. Complessivamente ora sono monitorate 620 nuove sostanze psicoattive (rispetto alle circa 350 del 2013).

“Stiamo constatando una maggiore clandestinizzazione delle vendite di queste sostanze – afferma il direttore dell’Osservartorio, Alexis Goosdeel, – con transazioni realizzate online o sul mercato delle sostanze illecite e abbiamo assistito alla recente comparsa di alcune sostanze estremamente potenti, associate a decessi e gravi intossicazioni”.

Nel 2015, quasi 80mila sequestri di nuove sostanze psicoattive sono stati segnalati attraverso l’Ews.

La terza grande sfida per le istituzioni dei Paesi europei è rappresentata dai nuovi oppioidi sintetici. “Pur rappresentando una piccola quota di mercato -si legge nel Rapporto-, sempre più fonti riferiscono della comparsa di queste sostanze e dei danni che causano, fra cui intossicazioni non letali e morti. Venticinque nuovi oppioidi sintetici sono stati rilevati in Europa tra il 2009 e il 2016 (18 di questi erano fentanili). Grazie al fatto che bastano piccole quantità di sostanza per produrre molte migliaia di dosi da strada, i nuovi oppioidi sintetici sono facili da nascondere e trasportare e rappresentano una sfida per le agenzie di controllo antidroga, oltre ad essere un prodotto potenzialmente attraente per la criminalità organizzata. Sono disponibili in varie forme — principalmente polveri, compresse e capsule — ma alcuni sono ora disponibili sotto forma di liquidi e vengono venduti come spray nasali”.

OLTRE 93 MILIONI DI EUROPEI LE HANNO CONSUMATO DROGA ALMENO UNA VOLTA

Oltre 93 milioni di europei hanno consumato droghe almeno una volta nella loro vita. La cannabis e’ quella piu’ consumata, circa 87 milioni di persone l’hanno provata. Il Rapporto europeo sul consumo di droghe dell’Osservatorio di Lisbona sottolinea come siano soprattutto gli uomini a fare uso di sostante stupefacenti (56,8 milioni).

E se la cannabis risulta essere la droga piu’ popolare, per quanto riguarda il numero dei consumatori di altre sostante si stima che abbiamo fatto uso almeno una volta nella vita di cocaina 12,2 milioni di uomini e 5,3 milioni di donne, di ecstasy 9,3 milioni di maschi e 4,7 milioni di femmine e di amfetamine 8,4 milioni di maschi e 4,2 milioni di femmine.

DROGA E ALCOL DURANTE L’ADOLESCENZA

Un capitolo del Rapporto e’ dedicato in particolare al consumo di droghe fra gli studenti. In base i dati raccolti nel 2015, grazie al progetto europeo di indagini scolastiche sull’alcol e altre droghe (Espad), emerge che il 18 % degli studenti dichiara di aver fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita, con i livelli piu’ elevati segnalati da Repubblica ceca (37%) e Francia (31 %).

“Il consumo di sostanze illecite diverse dalla cannabis e’ di gran lunga inferiore -continua il rapporto-, con una prevalenza complessiva nel corso della vita pari al 5%. Le sostanze illecite maggiormente consumate dopo la cannabis sono ecstasy, amfetamina, cocaina, metamfetamina e LSD o altri allucinogeni, ciascuna segnalata dal 2 % degli studenti. Inoltre, il consumo nell’arco della vita di nuove sostanze psicoattive viene segnalato dal 4 % degli studenti, con i tassi piu’ elevati in Estonia e Polonia (10 % per entrambi i paesi)”.

Non solo droghe, ma anche alcol. Oltre quattro quinti (83%) degli studenti, intervistati nell’ambito del progetto Espad, hanno consumato alcol almeno una volta nell’arco della vita e la meta’ di loro dichiara di avere bevuto alcol almeno una volta nell’ultimo mese, con il 39% dei maschi e il 36% delle femmine che hanno consumato cinque o piu’ bevande alcoliche in una sola occasione nel corso dell’ultimo mese (assunzione occasionale e smodata di alcol).

Poco meno della meta’ (47 %) degli studenti ha fumato sigarette. Il 23 % degli studenti dichiara di aver fumato una o piu’ sigarette al giorno e il 3 % piu’ di dieci sigarette al giorno nel mese precedente l’indagine.

IN EUROPA MERCATO DA CIRCA 24 MILIARDI

Vale circa 24 miliardi di euro il mercato al dettaglio di tutte le droghe in Europa. Ogni anno si segnala oltre un milione di sequestri di sostanze illecite. Per la maggior parte si tratta di piccole quantita’ di droga confiscate ai consumatori.

La cannabis, oggetto di oltre il 70% dei sequestri effettuati in Europa, e’ la sostanza confiscata con maggiore frequenza. La cocaina occupa il secondo posto in assoluto (9 %), seguita dalle amfetamine (5 %), dall’eroina (5 %) e dall’Mdma/ecstasy (2%).

Da dove arrivano le droghe

“I prodotti a base di cannabis rappresentano la quota piu’ ampia (38%) del mercato al dettaglio delle sostanze illecite in Europa, con un valore stimato di 9,3 miliardi di euro -si legge nel Rapporto-. Le foglie di cannabis sono sia coltivate internamente sia importate da altri paesi. Quelle prodotte in Europa sono coltivate prevalentemente al chiuso. Gran parte della resina di cannabis e’ importata, soprattutto dal Marocco. Segnalazioni recenti indicano un cambiamento nelle rotte di traffico della cannabis, con un aumento per foglie e olio di cannabis dai Balcani occidentali, in particolare dall’Albania, per effetto dell’aumento della coltivazione di cannabis in tali paesi. Inoltre, vi sono prove oggettive che la Libia e’ diventata uno snodo importante per il traffico di resina verso varie destinazioni, tra cui l’Europa”.

LEGGI ANCHE Droga, a Roma il consumo di eroina è aumentato del 37% in due anni

L’eroina entra in Europa attraverso quattro rotte di traffico principali. Le due piu’ importanti sono la “rotta dei Balcani” e la “rotta meridionale”. La prima corre attraverso la Turchia e i paesi balcanici (Bulgaria, Romania o Albania) per poi giungere in Europa centrale, meridionale e occidentale. E’ anche emersa una diramazione della rotta dei Balcani che interessa la Siria e l’Iraq. Negli ultimi anni ha acquisito importanza la rotta meridionale, in cui le spedizioni dall’Iran e dal Pakistan entrano in Europa via mare o per via aerea, direttamente o transitando attraverso i paesi africani. Altre rotte comprendono la “rotta settentrionale” e una rotta che si sviluppa attraverso il Caucaso meridionale e il Mar Nero. Vale oltre 6 miliardi il mercato delle principali sostanze stimolanti, come cocaina, amfetamina, metamfetamina e Mdma (meglio nota come ecstasy).

Provengono dalla Cina invece la maggior parte delle 620 nuove sostanze psicoattive apparse sul mercato europeo delle droghe. “Tali sostanze, che non sono sottoposte ai controlli antidroga internazionali, comprendono un vasto assortimento di droghe quali cannabinoidi sintetici, stimolanti, oppiacei e benzodiazepine. Per la maggior parte sono vendute come sostituti legali delle droghe illecite, mentre altre sono destinate a piccoli gruppi desiderosi di sperimentarle per conoscerne gli eventuali nuovi effetti. In molti casi, le nuove sostanze sono prodotte in grossi quantitativi da aziende chimiche e farmaceutiche situate in Cina. Da qui vengono spedite in Europa, dove sono trasformate in prodotti, confezionate e vendute. Alcune nuove sostanze sono inoltre reperibili sotto forma di medicinali dirottati dalla catena di approvvigionamento legittima o reperiti illegalmente. Senza contare che tali sostanze possono essere prodotte in laboratori clandestini, in Europa o altrove”.

I PAESI EUROPEI INVESTONO SOLO LO 0,5% DEL PIL PER CONTRASTO

Ma quanto spendono i Paesi europei per contrastare la diffusione delle droghe e per curare chi ne e’ dipendente? Pochissimo. Una percentuale sotto lo zero del Pil. Per la precisione, tra lo 0,01 e lo 0,5 per cento.

Non e’ insomma confortante il Rapporto europeo sulle droghe (vedi lanci precedenti) quando analizza lo stato dell’arte delle politiche antidroga in 23 Paesi.

Anche perche’ i danni sociali causati dagli stupefacenti sono molto piu’ elevati.

“La spesa pubblica per fornire risposte al problema della droga costituisce solo una parte dei costi sostenuti dalla societa’ a causa delle sostanze illecite -si legge nel Rapporto-. A questi si possono aggiungere i costi sostenuti dal singolo, quali contributi privati all’assistenza sanitaria, e i costi esterni a carico della societa’, come le perdite di produttivita’ e gli oneri finanziari dovuti ai decessi prematuri e alle malattie riconducibili al consumo di droga”.

La valutazione di “tutti questi costi per la societa’ potrebbe aiutare a indirizzare le risorse in maniera piu’ efficace. Nei paesi europei per i quali vi sono informazioni disponibili, il costo sociale delle sostanze illecite e’ stimato tra lo 0,1 % e il 2 % del Pil”. Il Rapporto stima che siano state circa 1,4 milioni le persone sottoposte a trattamento per il consumo di sostanze illecite nell’Unione europea (1,6 milioni considerando Norvegia e Turchia), nel corso del 2015.

“I consumatori di oppiacei, che rappresentano il gruppo piu’ consistente sottoposto a trattamento specializzato, sono coloro che sfruttano la maggior parte delle risorse disponibili, prevalentemente in termini di terapie sostitutive. I consumatori di cannabis e cocaina costituiscono il secondo e il terzo gruppo piu’ numeroso tra i pazienti che entrano in cura presso questi servizi”.

 

Fonte: Redattore Sociale

6 giugno 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»