A Termini ricordata Modesta Valenti, la clochard morta tra l'indifferenza - DIRE.it

Lazio

A Termini ricordata Modesta Valenti, la clochard morta tra l’indifferenza

modesta valenti

ROMA – Oggi alla Stazione Termini di Roma è stata ricordata Modesta Valenti, clochard morta il 31 gennaio 1983 perché abbandonata a se stessa dopo un malore e lasciata agonizzante per ore. Persino l’ambulanza la rifiuto’ a bordo: “Troppo sporca”, valuto’ l’equipaggio. 33 anni dopo Modesta è il simbolo della lotta all’indifferenza e una targa la ricorda al binario 1 della stazione. Proprio qui una nutrita folla, tra cui Renato Mazzoncini, ad di Fs Italiane, Marco Impagliazzo, presidente della comunita’ di Sant’Egidio, si è riunita per un momento di commemorazione. Uno ad uno i presenti hanno depositato ai piedi della lapide una gerbera colorata.

“Oggi questo luogo diventa un luogo della memoria- ha detto Impagliazzo- Abbiamo bisogno di luoghi di memoria evocativi per il nostro futuro. Qui stiamo costruendo un luogo delle persone invisibili che vivono ai margini della societa’. Un memoriale di chi è dimenticato, in in luogo dove passano migliaia di persone ogni giorno. Vogliamo proteggere e custodire questo luogo. Ci piacerebbe che fosse una pietra d’inciampo sottrae alla fretta quotidiana e ci chiama a pensare a un altra realtà”.

“Ci sono 130milioni di poveri in Europa, 4 milioni in Italia. 50mila persone senza dimora cui si aggiungono i migranti- ha spiegato Renato Mazzoncini– Sono numeri che possono essere affrontati con senso di solidarietà e la nostra azienda non si sottrae a questo. Le stazioni sono un barometro del paese, guardandole si capisce cosa accade. Nei nostri Help center, ne abbiamo 16 nelle principali stazioni, abbiamo fatto 350mila incontri con le persone più disagiate. Sono centri di orientamento che collaborano con le associazioni. Lo scopo è far stare meglio tutti”.

6 giugno 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»