San Marino

Minoranza, C10: “Fallimento larghe intese, ora credibilità”

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SAN MARINO – Civico 10 chiama a raccolta le “forze credibili” del Paese per costruire un’alternativa possibile alle larghe intese che sono fallimentari. E vuole poter contare come forza di governo in grado di contribuire con le proprie proposte “a un nuovo progetto di cambiamento e riforme”. Dalla sede del movimento, il coordinatore Matteo Ciacci, insieme ai consiglieri civici, presenta “un documento in dieci punti programmatici per una coalizione alternativa” che sarà presentato nei prossimi giorni alle “altre forze- spiega- che riteniamo credibili”. In vista delle prossime elezioni “a cui è necessario arrivare prima possibile” precisa Ciacci, C10 delinea il “perimetro politico” per una possibile coalizione che vede tra i papabili l’alleato Sinistra unita, l’area riformista, quindi il Psd, le forze di Repubblica Futura e Rete. I civici bocciano “chi sostiene che servono grandi numeri e larghe intese”. Per Ciacci lo dimostra Bene comune: “La grande alleanza ha fallito il suo scopo– spiega- e non ha avviato le riforme che voleva mettere in campo“. Quindi con Rete, l’area riformista e Repubblica futura “si può invece costruire un progetto di prospettiva”.

In particolare, Ciacci e i suoi replicano alla sfida lanciata nei giorni scorsi da Rete: “Non vogliamo autoproclamarci i più sani e puri, vogliamo condividere il cambiamento con chi davvero lo vuole fare”. E ancora: “Civico e Rete possono andare insieme, ma non è corretto dire che tutto il resto fa schifo– prosegue- abbiamo affinità con Rete, ma dobbiamo stare insieme per un progetto più credibile”. Stesso pensiero per Luca Santolini: “Non si cambia il Paese con un mitra in mano e facendo guerra a tutti quelli che sono diversi da C10- manda a dire- per questo vorremmo raccogliere gli inviti che ci arrivano da più parti, noi vogliamo impostare un nuovo modo di fare politica a partire dal rapporto con la cittadinanza”. Il capogruppo Andrea Zafferani precisa che nell’area riformista non rientra il Ps che “si è escluso da solo dal tavolo con Psd e Su”. Inoltre, “pubblicamente- chiarisce- ha detto di voler condividere la strada con le forze più rappresentative e per noi è una strada fallimentare”. L’uscita dal tavolo del partito di Alessandro Mancini “è stata un’opera di chiarimento- chiosa- chi ha queste idee non è nostro interlocutore”. L’apertura a Psd e Su non significa però che C10 voglia tornare al tavolo riformista: “Non è che siamo attaccati al logo di C10 per sempre– spiega Franco Santi- ma per ora è prematuro parlare di un contenitore diverso da una coalizione, il progetto civico 10 è ancora utile al Paese”. Infine Mimma Zavoli: “Non abbiamo paura di metterci al confronto e di esporci alle critiche- conclude- bisogna rompere gli indugi rispetto alla dilagante condizione di liquidità politica fatta di tatticismi che non aiuteranno il Paese”.

6 giugno 2016
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