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In Brasile Zika preme e la sanità si paralizza

virus zika_zanzaraROMA – Il virus Zika sta continuando a diffondersi in America Centrale e Latina, ma il paese che piu’ sta soffrendo le ripercussioni di questa emergenza e’ il Brasile, come rivela un articolo della Bbc. Secondo la nota emittente britannica, la crisi sta gravando su un sistema sanitario gia’ messo a dura prova da una forte recessione economica, su cui di recente si e’ aggiunta anche una crisi politico-istituzionale.

Il budget del 2016 per le spese sanitarie e’ stato ridotto di 1,1 miliardi di dollari, mentre la pressione per il diffondersi del virus fa aumentare la spesa complessiva. I tagli si sono fatti quindi necessari, e a risentirne di piu’ sono le famiglie, gli anziani, i disoccupati e chi e’ affetto da malattie o disturbi cronici. La Costituzione brasiliana garantisce cure e assistenza gratuita per tutti i cittadini attraverso il Sus, Sistema unica de saude, ma dal 2013, se prima era sufficiente recarsi in ospedale e presentare i certificati necessari per ottenere terapie o medicinali, ora non e’ piu’ cosi’. Uno degli effetti immediatamente avvertiti consiste nell’incapacita’ del Ministero della Sanita’ di distribuire i farmaci ad alto costo nei diversi ospedali attraverso il Sus, e questo ha creato una lunga lista d’attesa. Solo quelli piu’ economici sono ancora disponibili. Molte famiglie dunque sono costrette a cercare su internet le farmacie in cui acquistarli al prezzo piu’ conveniente, ma questo prende tempo e i costi ricadono interamente su di loro. Trattandosi di un diritto costituzionalmente riconosciuto, molti hanno quindi deciso di ricorrere a un giudice per sollecitare la distribuzione di medicinali fondamentali, ma i risultati non sono ne’ rapidi ne’ economici. I tagli al Sus non riguardano solo i farmaci, ma anche il numero dei dottori, degli infermieri e degli investimenti nelle strutture sanitarie in generale. L’offerta privata sta quindi aumentando e parallelamente crescono anche le parcelle delle prestazioni specialistiche. Per ovviare al lento deterioramento del sistema, molti – che non credono in una ripresa in tempi brevi – stanno optando per le assicurazioni private, scelta che pero’ taglia fuori molti strati della popolazione, in quanto molto costose. Nonostante la difficile situazione, ne’ il governo brasiliano ne’ l’Organizzazione mondiale della sanita’ ritengono tuttavia utile sospendere o rinviare le Olimpiadi che inizieranno a Rio de Janeiro ad agosto prossimo. Un gruppo di 150 medici brasiliani ha scritto una lettera aperta a fine maggio proprio per chiedere all’Oms di appoggiare questa possibilita’, ma secondo l’Organizzazione queste misure “non servono ad alterare la diffusione della malattia”.

6 giugno 2016
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