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La didattica innovativa per fare la buona scuola

ROMA – Una didattica innovativa che sia trasversale a ogni materia, in modo che ogni insegnante, di qualsiasi disciplina possa ‘trasformare’ l’insegnamento classico, tradizionale, rendendolo attuale e al passo con i tempi. E’ questo ‘Innovative Design dei processi educativi scolastici’, il progetto realizzato da Fondazione Telecom Italia e Associazione Nazionale Presidi presentato oggi a Roma presso la Biblioteca Nazionale. Fare didattica innovativa “perché l’innovazione genera lavoro ma soprattutto genera competenze chiave spendibili una volta usciti dalle aule scolastiche”, ha spiegato Marcella Logli, direttore generale della Fondazione Telecom Italia. Tre anni di lavoro, di confronto, di sperimentazione tra docenti ha portato alla costruzione di uno spazio www.innovazioneinclasse.it per la condivisione dei metodi didattici innovativi. Una sorta di casetta degli attrezzi messa a disposizione di tutti dove l’esperienza viene prima della trasmissione delle nozioni. “Merito e innovazione sono i due punti” fondamentali di questa mattina – ha detto Giorgio Rembado, presidente dell’Anp – “la scuola per vivere, per essere attiva e attrattiva deve puntare sull’innovazione dei contenuti e dei metodi e questa mattina vuole essere una prova di quello che dovrebbe essere la buona scuola”.

E quindi la geografia, la storia, l’italiano ma anche la matematica e le scienze vengono insegnante in modo nuovo, innovativo appunto, per adeguare la scuola alla diffusione delle tecnologie di rete. Questo però non significa solo fare didattica con strumenti digitali, significa soprattutto trasmettere le competenze che l’avvento delle nuove tecnologie ormai richiedono a tutti. Il progetto nato nel 2012 ha coinvolto circa 9 mila tra docenti e dirigenti scolastici in modo diretto e attivo mentre sono stati circa 3.500 quelli coinvolti negli eventi di disseminazione.

06 maggio 2015

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