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DIRE Emilia-Romagna

Da Bologna spunta una nuova ipotesi sul misterioso manoscritto di Voynich

manoscritto-di-voynich BOLOGNA – E’ considerato il manoscritto più misterioso al mondo. Dagli inizi del ‘900 fioccano le ipotesi sul suo significato. E ora, a quanto pare, si affaccia una nuova teoria, che lega l’indecifrabile libro all’Italia e, in particolare, a uno dei suoi gioelli architettonici del 13esimo secolo: Castel del Monte vicino ad Andria, in Puglia, patrimonio dell’umanità Unesco. Si tratta del Manoscritto di Voynich, conservato (unica copia esistente al mondo) all’Università di Yale negli Stati Uniti. Il libro faceva parte della biblioteca generale dei Gesuiti e fu acquistato nel 1912 da Wilfrid Voynich, un mercante di libri rari, dal collegio gesuita di Villa Mondragone, vicino a Frascati. Ma perchè è così misterioso?

Il volume è composto da 204 pagine scritte a mano in un alfabeto sconosciuto ed è diviso in quattro sezioni: quella botanica riporta illustrazioni dettagliate di un centinaio di piante inesistenti o mai rinvenute; la sezione astronomica riporta mappe delle stelle; nella sezione biologica compaiono numerosi disegni di figure femminili legate all’acqua, spesso impegnate in mescite o bagni; la quarta sezione infine è detta farmacologica, per via delle svariate immagini di fiale e ampolle. Ma nel manoscritto non mancano anche pagine con cerchi esoterici.

Il Manoscritto di Voynich risale ai primi del 1400. Come detto, dagli inizi del ‘900 molti studiosi hanno tentato di decrittare il manoscritto, ma nessuno è riuscito a trovare un senso a quanto riportato nel volume, nemmeno gli esperti della marina Usa che tradussero complicati codici militari durante la Seconda guerra mondiale. Anche per questi reiterati tentativi andati a vuoto, il libro fu alla fine bollato come un falso. Ma le ricerche non si sono interrotte e ora emergono nuove ipotesi.

Se ne parlerà a Bologna dopodomani, venerdì 8 maggio, al Dipartimento di Matematica dell’Alma Mater. Ci saranno il professor Maurizio Rippa Bonati del Dipartimento di Scienze cardiologiche dell’Università di Padova, che racconterà la storia del manoscritto, e Marcelo Montemurro, fisico all’Università di Manchester, che con nuove tecniche matematiche ha studiato le proprietà del testo giungendo a nuove conclusioni. Infine, saranno presenti Giuseppe Fallacara e Ubaldo Occhinegro del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’architettura del Politecnico di Bari, che racconteranno di una nuova ipotesi che lega il manoscritto appunto a Castel del Monte.

06 maggio 2015

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