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Minori. La mass-mediologa Cosenza: “Il web non è un demone”

giovaniBOLOGNA – Genitori e insegnanti non devono avere paura del web. Né sentirsi incapaci rispetto ai ‘nativi digitali’. Anzi, devono stare vicino ai ragazzi e non lasciarli da soli nella Rete. E’ il suggerimento che arriva da Giovanna Cosenza, presidente del Corecom Emilia-Romagna e docente di semiotica all’Alma Mater di Bologna, che oggi in Regione ha presentato il report sull’attività svolta nel 2014 dall’organismo di garanzia che dirige. Tra le altre cose, il Corecom si occupa anche di fare informazione e formazione nelle scuole per insegnanti, educatori, genitori e ragazzi, in particolare sull’utilizzo dei nuovi media. L’anno scorso sono stati 52 gli incontri, le richieste per quest’anno sono già più di 300. “Un’attività che non va sottovalutata- afferma la presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera- per tutelare i ragazzi dal cyber-bullismo e per educarli a utilizzare i mezzi digitali”.

Negli ultimi anni, spiega Cosenza, “si è accentuata l’attenzione a un uso consapevole di internet. Il che non significa demonizzare internet- avverte la mass-mediologa- i ragazzi devono andare su internet e l’Italia deve aprirsi al digitale sempre di più, siamo ancora indietro rispetto alla Ue. Ma occorre farlo in modo consapevole: questo vale per gli adulti e a maggior ragione per i ragazzini e le ragazzine”.

Il punto, spiega Cosenza, “è iniziare accompagnando i ragazzi, soprattutto nell’età delle scuole medie”. Cioè “un uso accompagnato” ai media digitali “senza divieti- afferma Cosenza- perchè questo fa solo venir più voglia, guardando però sempre che tipo di navigazione i figli e gli studenti fanno”. E’ un lavoro che possono fare non solo i genitori, “ma anche i professori e gli educatori”, per rendere i ragazzi “consapevoli e, con cautela e tatto, osservare e dirigere il loro comportamento”. L’importante, ribadisce Cosenza, è non imporre divieti, “perché inutili paure non hanno senso. Però far loro presente i rischi ad esempio di mettere su internet fotografie o di non sapere chi sono davvero i cosiddetti amici su Facebook”.

A volte, sostiene la presidente del Corecom, “genitori e insegnanti sono come impauriti dal fatto di non essere loro per primi a dominare questi mezzi. Basta con questi pregiudizi negativi: gli adulti sono perfettamente capaci e anzi più in grado dei ragazzini, che hanno sicuramente meno strumenti di consapevolezza”. L’adulto deve quindi “farsi accompagnatore della digitalizzazione dei minori”, suggerisce Cosenza.

di Andrea Sangermano

06 maggio 2015

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