Spadafora: “Diamo diritti ai giovani, aiutiamoli a sognare di nuovo”

L'intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio all'Unesco italian youth forum, in corso a Trieste
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TRIESTE – “Far ritrovare la voglia di sognare ai giovani”. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Vincenzo Spadafora partecipa a Trieste all’Unesco italian youth forum, l’incontro internazionale aperto al pubblico, dedicato a centinaia di giovani italiani ed europei dai 25 ai 35 anni che punterà l’attenzione sui grandi temi dell’Unesco, con momenti di confronto e formazione.

Ieri sera al Teatro Verdi l’evento di apertura con Franco Bernabè, Presidente della Commissione Nazionale per l’Unesco, Diana Bracco, Presidente Fondazione Bracco e Francesca Lanzara, responsabile della comunicazione LinkedIn. Presenti anche gli artisti Davide “Boosta” Dileo, fondatore dei Subsonica e Daniele Pugliese, Alessio Strazzullo e Giuseppe Polito.

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In rappresentanza della presidenza del consiglio e del dipartimento Giovani, Spadafora ha ricordato come la politica e le istituzioni possano fare molto per riconciliare i giovani con una dimensione perduta, quella del sogno. “Oggi- ha detto il sottosegretario- mi rendo conto che quello che dicevamo noi 30 anni fa erano sogni che oggi sarebbero considerati irrealizzabili. Voglio dire che oggi un po’ si e’ persa questa capacita’ di sognare, perche’ quando chiedi ai giovani ‘quali sono i vostri sogni’, rispondono: un lavoro, una famiglia, dei figli. Ma questi, rifletto io, sono diritti, non sono sogni. I sogni dovrebbero essere un’altra cosa. Ecco la nostra azione congiunta, nostra nel senso della politica, delle istituzioni e di organismi internazionali come Unesco, dovrebbe andare nella direzione di far ritrovare a tutti la voglia di sognare”.

Da questo punto di vista la politica “deve fare autocritica e parlo sia in generale sia per la parte politica nella quale mi riconosco”, dice Spadafora. “Negli ultimi anni- osserva- c’e’ stato un comune denominatore di tutte le forze politiche. Abbiamo fatto un po’ di tutto per scoraggiare, allontanare i giovani dalla vita sociale. Da indagini che abbiamo fatto risulta che c’e’ una grande grande disillusione, anche vera e propria disperazione in molte aree del paese. La politica e le istituzioni dovrebbe dare il buon esempio a cominciare dal linguaggio. Le cose che diciamo fanno trapelare un’idea di futuro. Non bisogna alimentare paure e scetticismi. Se vogliamo che i nostri ragazzi non pensino che ‘e’ tutta la stessa cosa’, dobbiamo recuperare questo modo di rapportarci a loro”.

Di fondo, riflette il sottosegretario dialogando con i suoi interlocutori, deve scattare un mutamento anche di predisposizione mentale. Una nuova curiosita’ come atteggiamento mentale di apertura. “Nei nove mesi di lavoro a palazzo Chigi- ricorda Spdafora – ho affrontato un’esperienza umana e conoscitiva straordinaria. Sto cercando di imparare come fare bene le cose, a partire dal riconoscimento che molte non le conosco. La prima cosa, allora, e’ ascoltare. E lo stesso vale per voi. In questo Paese ci sono tantissime cose che funzionano ma non abbiamo la capacita’ di fare rete, di metterci in ascolto. Da questo punto di vista, ammettiamolo, siamo quasi provinciali. Nel bando che abbiamo promosso, all’indirizzo Fermenti.gov.it, c’e’ un’opportunita’ straordinaria che si da’ ai giovani per aprire iniziative territoriali. Specie in contesti, come le periferie delle citta’, in cui e’ piu’ difficile risollevarsi. Io invidio moltissimo l’associazione dei giovani per l’Unesco perche’ avete il privilegio di lavorare per e nella bellezza. Ecco noi vogliamo finanziarie progetti e idee sul territorio, fino a un massimo di 450mila euro, per dare a ognuno la possibilita’ di far nascere bellezza“.

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6 Aprile 2019
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