Teatro comunale Bologna, arriva il bonus per lo strumento rotto - DIRE.it

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Teatro comunale Bologna, arriva il bonus per lo strumento rotto

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BOLOGNA – Detto, fatto. Il Teatro comunale di Bologna introduce il bonus salariale per la riparazione degli strumenti musicali. Il nuovo regolamento aziendale adottato l’1 aprile disciplina anche i rimborsi spese e specifica che, al di là dei costi per le trasferte, “tutti gli acquisti di qualsiasi entità effettuati da parte del personale devono essere preventivamente autorizzati, pena il mancato rimborso delle spese sostenute anche a fronte di adeguata documentazione prodotta ai fini amministrativi-fiscali”. Tuttavia, come si legge nel regolamento aziendale, “fanno eccezione i rimborsi per il personale facente parte della orchestra ed assunto a tempo indeterminato, per la mera effettuazione di spese di manutenzione” per uno solo o anche più strumenti musicali “fino ad un massimo annuo pari ad 1.400 euro“.

Si tratta di una novità che non deriva, a quanto si apprende, da accordi sindacali (ce ne sono invece per i rimborsi spese per le trasferte); anzi, proprio in ambito sindacale l’annuncio di questo bonus qualche settimana fa aveva fatto storcere il naso perchè messo in pista proprio mentre il Teatro comunale annunciava di aver bisogno di altri tagli riduzione dei costi di produzione da 5,1 a 4,1 milioni e un taglio sul personale da un milione e mezzo (da 14,5 a 13 milioni) per rispettare gli obiettivi del risanamento. In Teatro, poi, viene fatto notare che il bonus ‘ripara-strumenti’ vige indipendentemente dalla presenza del musicista e dal valore dello strumento.

In tutto il nuovo regolamento aziendale del Teatro comunale conta cinque pagine: prende le mosse dal tema della timbratura delle presenze, affronta la questione degli accessi fuori dal normale orario di lavoro e dell’uso del bar interno per la pausa pranzo; specificando, ad esempio, che “è vietato assumere alcolici in orario di lavoro”. Un altro divieto è quello di fumare, anche la cosiddetta sigaretta elettronica‘. C’è poi un capitoletto sui “festeggiamenti”, come per compleanni o pensionamenti (serve una autorizzazione) e sulle “Telefonate personali”: l’utilizzo del cellulare, per fare o ricevere chiamate o messaggi personali o per accedere a chat e social network, “non è consentito in orario di lavoro ed in particolare in palcoscenico, sala coro e nella buca dell’orchestra durante prove o recite all’infuori delle pause autorizzate”. Un capitolo corposo è relativo all’uso dei pc aziendali e si arriva così a quello dei rimborsi spese che chiude anche l’elenco delle disposizioni.

di Mattia Cecchini, giornalista professionista

6 aprile 2016
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