Riforma Igc, Ap: “Aliquote coperte da segreto”

San Marino generica città

SAN MARINO – Il progetto di legge che introdurrà l’Iva sammarinese non indica le aliquote, prevede piuttosto che il Titano recepisca “leggi, regolamenti e sentenze” dell’Unione Europea. “A queste condizioni il sistema Igc sarebbe ritenuto euro compatibile, ma non è per nulla rassicurante”: così Roberto Giorgetti di Alleanza popolare prosegue il ‘botta e risposta’ aperto con la segreteria di Stato per le Finanze. Giorgetti non digerisce la smentita sull’aumento della pressione fiscale: di fronte a “un lungo fiorire di ipotesi sulle aliquote che saranno applicate”, riportato da una nota istituzionale di Palazzo Begni, l’esponente di Ap puntualizza invece come queste aliquote “non vengano indicate nel progetto di legge perché saranno stabilite in seguito”.

Non solo: “Non sono mai state illustrate simulazioni– prosegue- e i conteggi a cui si fa riferimento rimangono misteriosamente segreti, si dice che, inizialmente, le aliquote saranno basse”. Mentre la Commissione europea, secondo Giorgetti, avrebbe definito due chiare indicazioni sul progetto Iva sammarinese: “In primo luogo- spiega- si riserva di vedere quali aliquote saranno applicate al fine di escludere potenziali distorsioni, cioè imposte troppo basse”. Inoltre, “San Marino deve riconoscere e recepire leggi, regolamenti e sentenze dell’Ue in materia di Iva” affinché il nuovo sistema sia ritenuto “euro compatibile”. Anche il Fondo Monetario dice la sua sulla pressione fiscale, per Giorgetti, infatti “sostiene molto chiaramente che l’introduzione dell’Igc serve a fare aumentare le entrate fiscali fino all’1% del Pil e quindi di circa 13 milioni di euro“. In questo caso, “da dove vengono- chiede- le entrate aggiuntive se la pressione non aumenta?”. In conclusione, Giorgetti chiede venga preservato il sistema fiscale leggero, quale “unico caposaldo” rimasto a San Marino.

6 aprile 2016
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