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Veneto, nelle moschee diventa obbligatorio parlare italiano

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VENEZIA – Nelle moschee del Veneto si dovrà parlare italiano. Lo prevede la legge “anti moschee” approvata ieri sera dal Consiglio regionale della Regione Veneto con i voti della maggioranza- allargata ai tosiani-  e fra le proteste di Pd e M5s che avevano anche tentato la strada dell’ostruzionismo e ricordato il ‘no’ del patriarca di Venezia, Francesco Moraglia. La legge arriva con l’obiettivo di limitare il proliferare di moschee (dando ai Comuni il massimo dei poteri urbanistici riguardo le nuove costruzioni per tutti i culti), ma all’interno è passata anche questa novità-bomba destinata a fare scalpore. Dove è scritto che bisogna parlare italiano? In un emendamento del relatore leghista Alessandro Montagnoli, poi entrato nella legge: letteralmente, c’è scritto che è obbligatario usare la lingua italiana per “tutte le attività svolte nelle attrezzature di interesse comune per servizi religiosi che non siano strettamente connesse alle pratiche rituali di culto”.

In un’altra integrazione alla legge, è previsto il diritto dei Comuni di indire referendum sulle costruzioni. Un aspetto che la Corte Costituzionale aveva costretto a eliminare dall’analoga norma approvata in Lombardia. La norma, comunque, è passata e “non costituisce una discriminazione, ma solo una regolamentazione che finalmente mette ordine dove prima non c’era”, conclude Montagnoli.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

6 aprile 2016
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