Legittima difesa, nel M5S è caccia agli assenti ingiustificati

Cinquantaquattro parlamentari M5s non hanno votato il disegno di legge sulla legittima difesa
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Cinquantaquattro parlamentari M5s non hanno votato il disegno di legge sulla legittima difesa. E di questi ben 25 non erano autorizzati da missioni di natura istituzionale.

LEGGI ANCHE: Ok della camera con 373 sì, la difesa è sempre legittima. Esulta Forza Italia

Nel Movimento Cinque stelle si fanno i conti con le assenze. Subito dopo il voto in aula, il capogruppo Francesco D’Uva chiama a raccolta i delegati d’aula e insieme passano al setaccio i tabulati (nella foto fatta pervenire alla Dire da un parlamentare M5s). La matita scorre i nomi degli assenti: in gran parte ‘fichiani’, deputati vicini alle posizioni del presidente della camera Roberto Fico.

LEGITTIMA DIFESA. M5S: GIUSTIZIA PIÙ RAPIDA E REGOLE SU ARMI INVARIATE

“Vogliamo rassicurare gli italiani sulle fake news secondo cui la nuova legge sulla legittima difesa creerebbe una situazione di far west. Niente di tutto questo: le regole sul possesso di armi restano invariate. Non solo, è impossibile impedire che partano le indagini se un malintenzionato viene ferito o rimane ucciso, così come spetterà al giudice valutare caso per caso”. Così in una nota le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione giustizia a Montecitorio.

“Se- spiegano- chi ha agito per legittima difesa verrà sottoposto a processo e dimostrerà la propria innocenza, lo Stato gli rimborserà le spese legali. Infine i processi che riguardano questi casi avranno la priorità rispetto agli altri e si concluderanno prima”.

“Adesso da parte dello Stato massimo impegno per garantire ai cittadini una maggiore prevenzione e sicurezza, che significa anche più forze dell’ordine per le strade, perché- concludono i 5Stelle- la difesa dei cittadini è e rimane prerogativa dello Stato”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

6 Marzo 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»