Reggio Calabria, dopo lo sgombero i migranti di San Ferdinando dalla baraccopoli alla tendopoli

"Come promesso, dopo anni di chiacchiere degli altri, noi passiamo dalle parole ai fatti”, dice Matteo Salvini
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REGGIO CALABRIA – Sono iniziate le operazioni di smantellamento della baraccopoli di San Ferdinando (RC) a ridosso dell’area portuale di Gioia Tauro, fino a ieri occupata da migliaia di migranti extracomunitari e braccianti agricoli. Sono al lavoro quattro mezzi a disposizione dall’esercito italiano.

Un imponente servizio d’ordine, con circa 900 operatori di pubblica sicurezza, due elicotteri e personale medico, ha fatto da cornice al trasferimento dei migranti nelle due tendopoli già allestite dalla protezione civile e dal Comune di San Ferdinando. 

Non si sono registrati disordini e tutto si sta svolgendo con regolarità anche per via dei controlli e della mediazione portata avanti dai sindacati ed associazioni di volontariato. 

Al momento due cinture di sicurezza fanno da filtro all’ingresso delle tendopoli. Si dovrà risolvere il problema per un centinaio di migranti, molti richiedenti asilo politico, che ancora non hanno avuto assegnato un posto per dormire, in questo caso la prefettura ha già pronte ulteriori tende.

A SAN FERDINANDO GIÀ PRONTA TENDOPOLI

Ai migranti sono state offerte, al momento, tre soluzioni abitative temporanee. La prima fa riferimento alla nuova tendopoli attrezzata è gestita dal Comune di San Ferdinando e che sorge a ridosso della vecchia baraccopoli. Restano sempre attive le soluzioni nei progetti Sprar e nei Cas, in questi casi c’è l’interessamento delle associazioni di volontariato che stanno offrendo tutti i supporti necessari.

Non tutti i migranti però hanno aderito alle tre proposte, già da qualche giorno diversi gruppi hanno lasciato il sito della baraccopoli, probabilmente per trasferirsi in altre regioni, Puglia e Campania, sempre per essere impiegati in attività agricole. Resta l’impegno da parte della Regione Calabria, più volte garantito dal governatore Mario Oliverio e dall’assessore al Welfare Angela Robbe, per avviare percorsi alloggiativi in abitazioni, sfruttando risorse e garanzie che chi affitterà ai migranti.

A SAN FERDINANDO IN FILA PER ENTRARE IN TENDOPOLI

Lunghe file di migranti in attesa di essere identificati per entrare alle due tendopoli allestire nell’area di San Ferdinando (RC). Sono prevalentemente richiedenti asilo politico o in altra condizione quelli che hanno deciso di accettare di restare nell’area, aderendo inoltre ai progetti Sprar o i Cas regionali. Per questi ultimi sono stati predisposti i trasferimenti in pullman.

Le operazioni di smantellamento della baraccopoli si stanno svolgendo con regolarità, garantendo ad ognuno la necessaria assistenza. E’ stata inoltre allestita una cucina da campo per le necessità alimentari della giornata. Qualcuno ha invece optato, già da qualche giorno, di andare via: si tratta in prevalenza di braccianti agricoli che andranno a sistemarsi in altre zone, con molta probabilità, anche in altre regioni per essere impiegati sempre nelle raccolte agricole stagionali.

SINDACO SAN FERDINANDO: IL DOPO BARACCOPOLI APRE NUOVA FASE

“Inizia una nuova fase, non solo per la collocazione dei migranti all’interno della tendopoli, negli Sprar e nei Cas. Occorre che questa diventi un’occasione per tutti, soprattutto per le forze politiche e per tutte le altre istituzioni. Occorre un ripensamento critico complessivo di tutta la situazione, che diventi l’inizio di un ripensamento per tutta l’area, in modo tale che si crei una pianificazione nuova del territorio che ha bisogno di una diversa attenzione”. Così alla Dire il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, oggi presente alle operazioni di smantellamento della baraccopoli ed al trasferimento dei migranti nelle tendopoli.

“Dobbiamo porre alla base il problema del lavoro che è – sottolinea il primo cittadino – l’unica condizione e che consentirà ai migranti l’integrazione a tutti gli altri cittadini una condizione di cittadinanza attiva”.

SALVINI: SGOMBERO BARACCOPOLI S.FERDINANDO, DA PAROLE A FATTI

“Iniziate le operazioni di sgombero della baraccopoli di San Ferdinando: 600 uomini in campo e 18 pullman pronti per trasferire in strutture di accoglienza 900 persone. Come promesso, dopo anni di chiacchiere degli altri, noi passiamo dalle parole ai fatti”. Così il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, annuncia sui social l’avvio dello smantellamento della baraccopoli di migranti a San Ferdinando a ridosso dell’area portuale di Gioia Tauro.

Le operazioni sono coordinate dalla prefettura che potrà contare su un consistente nucleo interforze di polizia, protezione civile, personale medico oltre a numerose associazioni di volontariato impegnate da tempo nella zona. La baraccopoli di San Ferdinando è stata realizzata spontaneamente dagli stessi migranti subito dopo una rivolta di migranti a Rosarno, nel gennaio del 2010, generata dalle difficili condizioni di vita all’interno di una ex struttura industriale dove erano accampati.

La realizzazione di una nuova tendopoli nel sito di San Ferdinando, gestita dalle istituzioni statali e locali con acqua e servizi igienici, non ha però impedito la costruzione della baraccopoli. Negli anni è divenuta tristemente famosa per i numerosi incendi che hanno provocato, solo nel 2018, tre morti.

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6 Marzo 2019
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