Politica

Dopo il voto la lucida analisi di Emanuele (17 anni): “Pd partito aristocratico, ricomincio da tre”

ROMA – C’è chi va su e chi va giù, chi sale e chi scende. La figura dell’altalena è il modo più semplice per dipingere le elezioni italiane 2018 targate “terza Repubblica”, per dirla alla Di Maio, vincitore uscente. Anche perché non ci sono mezze misure, sono stati tutti risultati tendenti all’estremo, da una parte all’altra.

Tornando all’affermazione del probabile futuro premier del nostro Paese, stavolta non si riesce proprio a dargli torto: il 4 marzo è cominciata una vera e propria nuova era politica, in quanto tutto ciò che rappresentava l’”ieri” è stato brutalmente sgretolato dalle forze trascinanti dell’oggi. Per la prima volta da molto tempo a questa parte, né la sinistra né Berlusconi avranno voce in capitolo per il futuro della nostra Italia. E tutto questo, proprio quando comincio seguire la politica…

Ah, e per chiunque ci stia pensando, non ci si azzardi a credere che il partito di Salvini c’entri qualcosa con la vecchia Lega Nord, creatura di Umberto Bossi. Perché il solo fatto di un partito che, nato con un intento scissionista dalla parte meridionale del paese, prenda anche lì una consistente percentuale del suo successo, dice tutto.

Comunque sia, domandiamoci sul come sia possibile che un movimento politico che ha come unico piano concreto “via i migranti e prima gli italiani” riesca a prendere il 18% alle elezioni nazionali, come mai prima d’ora. E tutto questo, da quando comincio a seguire la politica…
Anche perché non capisco del tutto cosa gli si rimproveri a queste persone, se lavorino troppo, “rubandoci le opportunità” o se vagabondino lamentandosi di assenza di wi-fi e di buon cibo in lussuosi alberghi a 5 stelle. Cavolo, il popolo italiano deve essere davvero esasperato per dare fiducia ad un progetto simile. Cosa è successo prima? Che mi sono perso? L’età non mi aiuta.

A proposito di 5 stelle, ecco, questi di sicuro non me li sono persi. Forse giusto la fase del parto, ma niente di irreparabile. Neanche a loro però li ho mai capiti, soprattutto i seguaci grillini. L’impressione che ho sempre avuto è che fondamentalmente sia un partito basato sull’opposizione perenne, senza tante idee proprie e con l’intento base di criticare l’operato altrui ( non fraintendetemi, non voglio comunque difendere questo operato altrui).

Non riescono a non pensare a Renzi neanche nella conferenza stampa post-vittoria, vedere per credere. Nemmeno i sostenitori dei 5 stelle riesco a capire, perché gran parte delle persone che ho sentito votarli, riduceva il tutto ad un semplice “lasciamoli governare, gli altri hanno già fallito”, o “perché voglio cambiare”. Non stiamo parlando di vestiti, ma di chi ha in mano la nostra Italia. Non si può cambiare per il gusto o il divertimento di cambiare. E da giovane, dovendo subire le conseguenze di questa scelta, mi fa rabbia vedere tutto ciò. Quanta superficialità.

Adesso, però, tutto sarà nelle loro mani. Almeno, loro ho avuto modo di conoscerli fino in fondo. Il Movimento 5 stelle ha iniziato un cambio generazionale al potere e… proprio quando ho iniziato a seguire la politica.

Poi c’è Berlusconi, “il cavaliere”. Un uomo di cui mi sono perso gli anni d’oro, che si è preso le luci della ribalta della politica italiana, aprendo le danze alla cosiddetta Seconda Repubblica. Adesso, però, deve ritirarsi dalla battaglia, perché la sua era, quella della Seconda Repubblica appunto, è finita. Ho fatto in tempo solo a conoscerne l’indegno scandalo di Arcore, ma so che nel bene e nel male, è stato un personaggio imprescindibile per questo Stato. Ciao Silvio, esci di scena anche tu da quando ho cominciato a seguire la politica.

Beh, che dire ora… Infine, c’è il partito in cui riponevo le mie speranze per governare l’Italia. Ma gli italiani, di Pd, proprio non vogliono sentirne parlare. O forse, solo di Matteo Renzi. E’ la parabola discendente non solo di un partito, ma anche di un movimento, quello della sinistra italiana, che unendo le coalizioni di destra e sinistra risulterebbe comunque la terza forza politica del nostro paese. Mai così in basso. E questo, proprio quando ho cominciato a seguire la politica.

Un programma elettorale che era anche apprezzabile, ma è mancato l’ingrediente principale per convincere in queste elezioni: l’appoggio del popolo. Già, troppo elitario questo Pd, che ha paura di sporcarsi le mani facendo comizi nelle periferie dando voce alle esigenze di quei cittadini, privo anche di quella idealità pasoliniana che sicuramente gli avrebbe giovato non poco. E i dati, infatti, parlano chiaro. Fuori dai centri storici il partito di Matteo Renzi non ha vinto praticamente mai. Lo so, è brutto da dire, ma i numeri lo descrivono più che come Partito democratico, partito aristocratico. Poco inclusivo. Adesso forse bisogna ripartire dal basso, con umiltà, proprio da quelle periferie, per riconquistarsi l’Italia.

Pensando all’oggi, però, l’assetto politico del nostro Paese si è completamente ribaltato: non esiste più l’eterna rivalità destra/sinistra che ha accompagnato per decenni la storia italiana, perché il potere ormai è in mano a populisti e nazionalisti. Prima si pensava in grande, si era cittadini europei quasi quanto cittadini italiani, ora invece siamo preda di euroscettici e rappresentanti di una politica “feudataria” , in cui si pensa al proprio orticello, per qualunquismo, senza espandere il nostro raggio d’azione. Chissà cosa pensano di noi all’estero…

Ecco, un ragazzo di 17 anni che si affaccia sul mondo della politica con uno scenario del genere, così rivoluzionato da un giorno all’altro, cosa dovrebbe pensare per provare a cambiare le carte in tavola, essendo ormai alla vigilia di un suo potenziale ingresso nella “res publica” ?
A questo punto non si può più rimediare agli errori del passato, perciò tocca cominciare adesso.
A partire dalla Terza Repubblica. In poche parole, si ricomincia da tre…

di Emanuele Caviglia

6 marzo 2018
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