Da ex Chiesa a fucina culturale, ecco come rinasce San Barbaziano a Bologna

BOLOGNA – Quella chiesa sconsacrata in età napoleonica nel cuore di Bologna, tra via Barberia e via Cesare Battisti, era stata relegata a magazzino, come sa bene chi provava a sbirciare dentro dal portone non proprio blindato. All’interno l’incuria resta totale e un po’ sui generis, come mostra qualche disegno che spunta sulle pareti (si spazia da una ‘bambola’ pin-up a un volto che sembra quello del sindaco Dozza). Ma ora si cambia: dopo secoli di stasi, qui secondo gli addetti ai lavori “entro tre anni” spunterà la fucina culturale della città.

Lo annunciano per l’ex chiesa di San Barbaziano l’assessore alla Cultura Matteo Lepore e il presidente Aics Serafino d’Onofrio, protagonisti in mattinata di una visita sul posto in vista dei lavori di ristrutturazione.

La gara è già stata bandita, serviranno un paio d’anni di cantiere e sette-otto mesi di insediamento per realizzare tutto, quindi, entro tre anni. Conclusa la procedura avviata dal ministero dei Beni culturali nell’ottobre 2016, quella mirata a recuperare “13 gioielli del patrimonio italiano” affidandoli alle associazioni non profit, si sta dunque entrando nel vivo. Tramite un canone di locazione saranno abbattute le spese del restauro sostenute dal concessionario per un affidamento da sei a 19 anni, senza rinnovo automatico: l’aggiudicatario è dunque l’Aics, che col suo progetto Arca immagina una ‘gestione’ di 15 anni. Con quale obiettivo? Trasformare la chiesa dedicata al migrante San Barbaziano in un laboratorio di teatro, musica, arti visive e formazione.

Nell’ex chiesa gli artisti si contamineranno tra loro anche grazie all’aiuto di professionisti già affermati. Aics, tramite propri fondi, procederà alla riapertura con tanto di palco, platea, atelier, sale prova e aule di danza-teatro, tra un wi-fi gratuito e spazi anche di vendita di prodotti.

6 Marzo 2018
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