Sierra Leone, padre Brioni: "Dopo ebola un voto per rinascere"

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Sierra Leone, padre Brioni: “Dopo ebola un voto per rinascere”

ROMA – “Ci sono candidati e partiti nuovi che potrebbero sorprendere, ma soprattutto c’e’ un confronto all’insegna del rispetto”: padre Luigi Brioni, missionario saveriano da anni in Sierra Leone, parla con l’agenzia DIRE alla vigilia delle elezioni legislative e presidenziali. Un voto differente dagli altri in questo Paese dell’Africa occidentale, noto alle cronache europee quasi solo per la guerra civile combattuta tra il 1991 e il 2002 e per l’epidemia di ebola del 2014-2015.

Il capo di Stato uscente, Ernest Bai Koroma, ha confermato la decisione di ritirarsi nel rispetto del limite costituzionale di due mandati alla guida del Paese. Con il suo All People’s Congress (Apc) si e’ candidato allora l’attuale ministro degli Esteri, Samura Kamara. A sfidarlo il Sierra Leone People’s Party (Slpp), la principale forza di opposizione, che come nel 2013 punta su Julius Maada Bio. Non mancano i partiti nuovi, dalla Coalition for Change (C4C) alla National Grand Coalition (Ngc) di Kandeh Kolleh Yumkella: economista, sostenitore di un piano per le rinnovabili, gia’ direttore dell’Organizzazione dell’Onu per lo sviluppo industriale (Unido), e’ noto semplicemente come ‘KKY’.

Secondo padre Brioni, “il nuovo governo dovra’ puntare anzitutto sulla scuola, un anello della catena indispensabile perche’ i giovani possano avere la speranza di un lavoro e contribuire all’unita’ della Sierra Leone”. Il missionario sottolinea che le appartenenze comunitarie, decisive durante il conflitto civile, “continuano a condizionare la politica di Freetown”. Seppellite le 3900 vittime di ebola, pero’, negli ultimi mesi ci sono state diverse novita’. Oltre ai nuovi partiti, in un Paese che ha per altro gia’ sperimentato alternanze al governo, c’e’ stato un dibattito tv tra 16 candidati: proposte per istruzione, lavoro e sanita’, in prima serata.

6 marzo 2018
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