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DIRE lavoro in diretta

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

impreseIl mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.
Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).

Buona lettura (anche su www.dire.it).

 

SICILIA, FLC CGIL: TAGLIO A CIAPI METTE IN GINOCCHIO L’ENTE DI FORMAZIONE

Formazione professionale. In Sicilia il taglio di 1,8 milioni rischia di mettere in ginocchio l’ente Ciapi. La denuncia arriva dalla Flc Cgil regionale: “La Regione applichi al Ciapi il criterio dei rimborsi su costi reali, invece che quello dell’unità di costo standard, perché questo che, ricordiamo, è un ente strumentale della regione stessa, con il taglio previsto di 1 milione e 800 mila euro non potrà farcela avendo già assunto obbligazioni”. Lo dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil Sicilia. Il taglio di risorse in questione, motivato con le stime sulla diminuzione degli alunni, riguarda il progetto Prometeo, nato con una missione sociale: occupare i lavoratori degli enti non più accreditati attraverso un’offerta formativa aggiuntiva. Secondo Scozzaro, “i tagli e il conseguente buco al Ciapi sancirebbero il fallimento di questo progetto, che coinvolge 700 persone, con l’apertura di una altro fronte occupazionale. Quello che chiediamo è possibile stando alla normativa dal momento che il Ciapi è un ente in house”. Sul fronte degli ex sportellisti, che coinvolge pure il Ciapi, i sindacati sono stati convocati dall’assessore regionale al lavoro per martedì prossimo alle 10.30.

IL MULINO, CESSIONE MA CON GARANZIE

Con un solo voto contrario l’assemblea dei lavoratori coinvolti nella vertenza ha approvato la cessione della redazione de Il Mulino alla newco Edmill. L’accordo era stato siglato ccon la controparte da Cgil Cisl Uil e Rsu.

“I lavoratori, pur avendo vissuto come trauma la comunicazione di questa cessione- si legge in un comunicato-, hanno riconosciuto che l’accordo contiene importanti e innovativi elementi di tutela, a partire dalla clausola di responsabilità solidale”. L’intesa, infatti, prevede che nel caso in cui il Mulino reinternalizzi i servizi di redazioni e produzione, oppure non mantenga l’esclusiva di questi servizi alla Edmill, “i lavoratori eventualmente in esubero di Edmill saranno riassunti dal Mulino alle medesime condizioni e con il mantenimento della tutela dell’art. 18, senza le mutilazioni introdotte dal Jobs Act di Renzi”.

La riassunzione avverrà anche nel caso in cui i licenziamenti siano comunque riconducibili a scelte strategiche commerciali del Mulino. In sostanza, pur nell’ambito di una vicenda complessa e dolorosa, questa vertenza attraverso la contrattazione “riconquista” diritti e tutele fondamentali cancellate dal Jobs Act. Altre clausole di garanzie dell’accordo prevedono condizioni di maggior tutela rispetto a quelle contrattuali di legge per periodi di tempo definiti (da 20 mesi a 2 anni): nessun licenziamento individuale o collettivo, per motivi economici; nessuna riduzione di orario con ammortizzatori sociali; diritto di precedenza per il personale Edmill, in possesso degli specifici requisiti, nel caso di nuove assunzioni da parte del Mulino. Altre clausole migliorative sono invece incluse senza limiti di tempo. Tra queste, l’applicazione dell’articolo 18 (con il diritto alla reintegra in caso di licenziamento illeggittimo) anche se al di sotto della soglia dei 15 dipendenti, così come la possibilità di eleggere Rsu e l’estensione dei bandi di ricerca del personale per il Mulino anche ai lavoratori Edmill.

MARCHE, 10.000 DONNE LICENZIATE NEL 2014

“Nel 2014, le donne licenziate nelle Marche sono state 10.000 che hanno portato a 40.000 il numero delle donne in cerca di un lavoro che non riescono a trovare (ovvero, più del doppio di 10 anni fa). Il tasso di disoccupazione femminile raggiunge il 12,7%, tra i più alti delle regioni del Centro-Nord, e drammaticamente alta è la disoccupazione delle giovani donne balzata al 40,9%: dunque una ragazza su due vive il dramma e la frustrazione di cercare inutilmente lavoro”. Lo ricordano, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo, Daniela Barbaresi, Cristiana Ilari e Claudia Mazzucchelli per, rispettivamente, Cgil, Cisl e Uil delle Marche.

“Sette lunghi anni di crisi hanno lasciato ferite profonde nella vita delle donne- scrivono- Una crisi pagata a caro prezzo dalle donne, le prime ad essere espulse dal mondo del lavoro e le ultime a rientrarvi”. Le sindacaliste denunciano anche la disparità di trattamento retributivo: “secondo gli ultimi dati dell’Inps le 188.000 lavoratrici dipendenti percepiscono una retribuzione lorda media annua di 14.600 euro a fronte di 21.500 euro percepiti dagli uomini. Dunque, non solo le lavoratrici marchigiane hanno retribuzioni piuttosto inferiori alla media nazionale (2.100 euro annui in meno), ma soprattutto percepiscono 6.900 euro lordi annui meno degli uomini con conseguenti ripercussioni negative anche sulle loro pensioni”.

SAB (BO), FILT CGIL PRIMO SINDACATO

La Filt Cgil si conferma primo sindacato in Sab spa, presso l’aeroporto Marconi di Bologna con il 43,5% dei consensi e conquistando 4 seggi su 9. Questo l’esito delle elezioni delle Rsu che si sono svolta tra il 3 e il 5 marzo scorsi. “In un clima che qualcuno ha provato a rendere ostile – si legge in una nota sindacale – la grande partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ha confermato come le elezioni delle rappresentanze sindacali siano un grande esercizio di democrazia e partecipazione. Il dato dell’affluenza parla chiaro: il 62,8% degli aventi diritto si è espresso, un dato incoraggiante, soprattutto di questi tempi, se paragonato ad altre consultazioni democratiche”. Gli altri seggi sono stati assegnati a Ugl.Ta. (2), Fit Cisl (2) e Uiltrasporti (2) .

ITALIA LAVORO, SORTE INCERTA PER 1.000 LAVORATORI

Il 31 marzo scadranno tutti i progetti affidati a Italia Lavoro e la sorte di oltre 1.000 lavoratori assunti con forme contrattuali di vario tipo (tra tempi determinati e collaboratori a progetto) è assolutamente incerta, mentre “vengono bloccati fondi europei già stanziati, destinati a finanziare i nostri progetti”. L’allarme viene lanciato da un comunicato unitario delle Rsa di Italia Lavoro (Fiba, Felsa Cisl, Fisac, Nidil Cgil, Uilca, Uiltemp Uil e Fabi).

“Una delle principali novità della riforma appena approvata, e di cui si stanno scrivendo i decreti delegati, – denunciano i lavoratori – consiste nell’istituzione di un’Agenzia nazionale per l’Impiego, che avrebbe il compito di gestire e riorganizzare le politiche attive e passive. Poiché, nelle intenzioni, l’Agenzia sarà partecipata da Stato, Regioni e Province autonome e avrà costo zero” (si parla espressamente di ‘utilizzo delle risorse umane e strumentali già disponibili a legislazione vigente’) che senso ha privarsi dell’esperienza e del know how di Italia Lavoro, l’unica azienda che di politiche attive si occupa?”.

Secondo le Rsa, a dispetto di rassicurazioni informali provenienti dal ministero del Lavoro, “si assiste a una quotidiana opera di demolizione. Perché vengono bloccati fondi europei già stanziati, destinati a finanziare i nostri progetti? Perché si lasciano scadere 900 contratti (tra tempi determinati e collaborazioni a progetto) necessari a realizzare la mission aziendale? Perché si vogliono cancellare con un colpo di spugna le attività di 1.300 lavoratori impegnati a livello nazionale e territoriale su ciò che proprio oggi è, a detta del ministro del Lavoro, assolutamente funzionale alla riforma?”. I dipendenti hanno proclamato il marzo lo stato di agitazione; dalla prossima settimana sono previsti presìdi presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con la richiesta di un incontro urgente con il ministro Poletti.

EX BAT LECCE: SINDACATI, TOTALE DISAPPUNTO PER RINVIO INCONTRO MINISTERO

Le Organizzazioni sindacali provinciali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, insieme a Cgil, Cisl e Uil Lecce, “esprimono totale disappunto sull’ennesimo rinvio dell’incontro di verifica ministeriale della vertenza Ex Bat previsto per il 9 marzo 2015. Siamo profondamente preoccupati- scrivono- per la sorte di oltre 200 famiglie del territorio salentino che, ad oggi, dopo tre anni, non hanno ancora nessuna certezza sul proprio futuro lavorativo. Il Ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe responsabilmente assumere il suo ruolo di garante per non alimentare ulteriormente le tensioni sociali che già affliggono questo territorio. Il prossimo 17 marzo ci auguriamo che l’incontro di verifica ministeriale, non solo si faccia, ma sia risolutivo individuando progetti e piani industriali che diano risposte concrete ai lavoratori e al territorio salentino”, concludono.

06 marzo 2015

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