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Dieta vegana per i bambini: l’intervista con il pediatra nutrizionista Andrea Vania

bambini veganiNon e’ facile avere un’alimentazione adeguata se si fanno delle scelte restrittive. E questo, naturalmente, a prescindere da un qualsiasi discorso etico. La dieta vegana e’ un regime alimentare che esclude totalmente i prodotti di origine animale, compresi latte, formaggi, uova e miele. Piu’ radicali dei vegetariani, per i quali – a parte la carne – tutti gli altri cibi sono concessi, i vegani piu’ che una dieta sposano una filosofia di vita basata sul rispetto per gli animali e una visione non violenta dell’esistenza. Ma e’ giusto imporre una scelta del genere anche ai bambini? Ma soprattutto, quali sono gli svantaggi che questo tipo di alimentazione puo’ portare ai piu’ piccoli? Per saperne di piu’ la Dire ha intervistato Andrea Vania, responsabile del Centro di dietologia e nutrizione pediatrica del Dipartimento di Pediatria presso l’Universita’ ‘Sapienza’ di Roma.

Dieta vegana per bambini: cosa ne pensa?

“Nel caso di una dieta vegana, poiche’ c’e’ quasi sempre la necessita’ di intervenire con integrazioni di vario genere, ho il timore che non si tratti dell’alimentazione piu’ corretta per un individuo sano o normale. E questo ovviamente puo’ essere amplificato dalla
giovane eta’: nel bambino, infatti, i rischi possono essere maggiori perche’ maggiori sono i loro fabbisogni, non in cifre assolute, ma in proporzione alla massa dell’individuo”.
Quali sono i maggiori rischi?

“Intanto c’e’ il grosso tema della vitamina B12 che e’ contenuta esclusivamente negli alimenti di origine animale. Tale vitamina e’ importante perche’ interviene sulla produzione del sangue, vale a dire dei globuli rossi, ma anche su molti aspetti del metabolismo: insieme con l’acido folico, per esempio, ha un ruolo nel recupero dell’acido folico stesso”.

Vegani e nutrizionisti pro-vegan, in realta’, sostengono che la vitamina B12 e’ contenuta anche nelle alghe azzurre

“Questa e’ una vecchia diatriba. I non veganisti non negano la presenza della vitamina B12 nelle alghe azzurre, ma sostengono che sia presente in una forma non utilizzabile dall’uomo. Per quanto mi riguarda, non sono un biochimico quindi non saprei dire chi dei due abbia ragione. Non c’e’ dubbio, pero’, che i vegani – per ovviare a una carenza che loro stessi ammettono esserci – debbono andarsi a cercare un alimento particolare, non di comune utilizzo. A mio parere una dieta che comporti la necessita’ di utilizzare degli integratori, non e’ l’alimentazione che la natura ha pensato per noi. Non entro poi nel dettaglio della scelta etica, perche’ quello e’ un altro paio di maniche”.

Torniamo ai rischi legati alla dieta vegana: ce ne sono altri?

“Un altro rischio e’ quello della carenza di ferro. La maggior parte del ferro che noi introduciamo, in realta’, non viene dagli alimenti animali ma da quelli vegetali. Il problema riguarda a ogni modo l’ampiezza delle scelte: piu’ le restringo a pochi tipi di alimenti, tanto piu’ devo essere bravo a combinarli in modo tale da non avere delle carenze. Cosa, questa, che e’ piu’ facile che avvenga in situazioni di particolari fragilita’ come puo’ essere per il bambino, perche’ e’ un organismo in crescita, per il bambino in crescita, perche’ e’ un organismo in crescita veloce, oppure anche per l’adolescente in gravidanza, che e’ un altro segmento di fragilita’. Non c’e’ dubbio, poi, che alcune sostanze si trovino con maggiore facilita’ in alimenti animali piuttosto che in quelli vegetali”.

Quanto alla mancanza di calcio, invece?
“Chi non e’ particolarmente dentro all’argomento, sa che il calcio e’ contenuto nel latte e nei suoi derivati. Ma la verita’, e su questo i vegani non hanno poi tutti i torti, e’ che il rapporto tra il calcio e il fosforo nel latte non e’ ottimale per noi per l’assorbimento del calcio. In effetti i nutrizionisti sanno bene che la maggior parte del calcio di cui abbiamo bisogno dovremmo prenderlo, oltre che dall’acqua, da quegli alimenti sui quali i vegani puntano di piu’, cioe’ i cereali non modificati come per esempio le germe di grano. Quello che posso dire e’ questo: se e’ vero che bisogna stare attenti ed essere consapevoli di come unire le varie sorgenti alimentari, per non avere deficit e carenze, questo nel veganismo vale ancora di piu’. Piu’ restringiamo le scelte e maggiore dovra’ essere la competenza per evitare che ci siano problemi”.

Dieta vegana/dieta latto-ovo vegetariana: piu’ indicata la seconda per i bimbi?

“Nella latto-ovo vegetariana non c’e’ niente di negativo per i bambini. In questo tipo di dieta depone tutto a favore di un’alimentazione sana, senza nessun effetto negativo sulla crescita. Anche in questo caso ci vuole un occhio di riguardo: non bisogna infatti mai dimenticare che la dieta deve essere sempre ben condotta, quindi va bene il ‘fai da te’ purche’ sia guidato da una conoscenza di cio’ che si sta facendo. Il principio di base di una qualsiasi dieta, insomma, e’ che se equilibrata deve fornire sempre tutti i macro e micro nutrienti di cui abbiamo bisogno”.

di Carlotta Di Santo

06 marzo 2015

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