VIDEO|Obiettivo fame zero: Ong, imprese e istituzioni a confronto

La parola chiave è 'collaborazione'. Per le Nazioni Unite lo "sviluppo sostenibile" e' una responsabilita' anche delle aziende, oltre che di governi e istituzioni
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ROMA –  Aziende, ong e istituzioni a confronto con agronomi e agricoltori sul tema ‘Sconfiggere la fame’, il secondo dei 17 obiettivi dell’agenda delle Nazioni Unite per il 2030. A organizzare i lavori, la Fondazione De Gasperi, insieme con l’ong Avsi, per il secondo di una rassegna di quattro seminari dedicati ai ‘Sustainable Development Goals’.

“Quando si pensa a cosa si può fare per i Paesi in via di sviluppo, non più per aiutare, ma in collaborazione, insieme con loro, penso che la prima cosa che viene in mente è la sicurezza alimentare. Per fare ciò dobbiamo sostenere lo sviluppo agricolo, lo sviluppo rurale, i piccoli agricoltori” ha dichiarato all’agenzia Dire Giorgio Marrapodi, direttore generale della Farnesina per la Cooperazione allo sviluppo, che ha introdotto i lavori insieme al presidente della Fondazione De Gasperi, Angelino Alfano, e al segretario di Fondazione Avsi, Giampaolo Silvestri.

Per le Nazioni Unite come per la legge 125 sulla Cooperazione, lo “sviluppo sostenibile” è una responsabilità anche delle aziende, oltre che di governi e istituzioni. E all’incontro, ieri pomeriggio, c’erano rappresentanti di multinazionali come Barilla e Lavazza, che hanno illustrato i loro progetti nell’ambito della sostenibilità ambientale e sociale.

“Abbiamo progetti in una quindicina di Paesi produttori di caffé. Il nostro impegno è cercare di portare modelli di agricoltura sostenibile, partendo dalla sostenibilità economica: sono modelli che cercano di aiutare il produttore, anche piccolo, a essere un migliore imprenditore” ha sottolineato Mario Cerutti, direttore responsabilità per Lavazza. Prima di lui, sono intervenuti l’ambasciatore del Marocco Hassan Abouyoub; Dino Scanavino, Andrea Sisti e Vincenzo Sanasi d’Arpe, che presiedono, rispettivamente, la Confederazione Italiana Agricoltori, la World Association of Agronomists e il Comitato italiano per il World Food Programme (Wfp). Quest’ultimo è “uno dei tre al mondo che supporta le attività del Wfp, nell’advocacy, nella comunicazione, nel fundraising” ha evidenziato Sanasi d’Arpe. Il suo auspicio, condiviso con la Dire al termine dell’incontro, è quello “di una conoscenza, di un contributo, di un coinvolgimento effettivo non solo delle istituzioni ma anche dei privati“.

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6 Febbraio 2019
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