Da Niamey la protesta contro le basi militari: "Sono incostituzionali" - DIRE.it

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Da Niamey la protesta contro le basi militari: “Sono incostituzionali”

ROMA – “Le basi militari straniere in Niger violano la nostra costituzione”. La denuncia arriva da Intinikar Alhassane, portavoce del Fronte dell’opposizione indipendente (Front de l’Opposition Independante – Foi). In un’intervista rilasciata alla Bbc, Alhassane, figura nota alla stampa nigerina e molto attiva sui social network per le sue critiche al governo di Niamey, condanna gli interventi militari occidentali nel suo Paese, tra cui figura anche quello recentemente approvato dal governo italiano.

“Come mai quei militari hanno droni, equipaggiamenti sofisticati, aerei, e quando i jihadisti ci attaccano non si accorgono mai di nulla?” si chiede il portavoce del Fronte, che prosegue: “Siamo costretti ad accusarli. Sono qui ancora una volta per saccheggiare il nostro paese. Prendiamo il caso della base militare di Djado (nel Niger nord-orientale, ndr): neanche il presidente Mahamadou Issoufou è autorizzato a entrare. Questa è una violazione della nostra Costituzione poiché l’installazione di queste basi non è stata né discussa né votata dal parlamento. È Issoufou che le ha autorizzate”.

Per questo il Fronte “chiede che questi militari se ne vadano. Chiediamo a tutti i cittadini di farlo, e di sostenere con noi le nostre Forze di sicurezza nazionale”.

L’intervista dell’emittente britannica risale a domenica, nel corso di una manifestazione di protesta a Niamey organizzata dal Fronte, e a cui hanno partecipato centinaia di persone che sono riuscite a bloccare varie arterie cittadine. Qualche ora dopo, trascorsa da circa trenta minuti la mezzanotte, il portavoce del Foi Alhassane veniva arrestato e condotto in carcere assieme a una dozzina di altre persone, accusate di “schiamazzi notturni” che sarebbero seguiti al sit-in di protesta di domenica.

Con Alhassane è finito dietro le sbarre anche Ibrahim Bana, leader del partito Moden Lumana, come si apprende dalle fonti di stampa nigerine e sui profili social dei vari partiti. Il sit-in di domenica è stato indetto non solo per chiedere che i contingenti occidentali lascino il paese, ma anche per protestare contro la recente legge finanziaria approvata dal governo Issoufou, che aumenterebbe il carovita, nonché contro una certa stretta denunciata dai media locali da parte delle istituzioni. Le emittenti radio e tv hanno osservato un sciopero ieri, proprio per denunciare le violazioni compiute alla libertà di stampa.

6 febbraio 2018
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