Roma, giallo sulla chiusura dei nidi del Municipio IV. Il Comune: "Niente di deciso" - DIRE.it

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Roma, giallo sulla chiusura dei nidi del Municipio IV. Il Comune: “Niente di deciso”

ROMA – Dopo la lettera inviata lo scorso 29 dicembre dal IV Municipio per chiedere il rilascio dei locali ai quattro asili nido in convenzione Casa Giardino, la Farfalla, lo Scoiattolo allegro e Tigre, perché cosiderando il fabbisogno di posti in proiezione “per l’anno educativo scolastico 2018/2019 saranno sufficienti le sole strutture comunali”, il Campidoglio ha incaricato lo stesso Municipio di analizzare i fabbisogni reali e la eventuale futura distribuzione dei piccoli utenti dei nidi che oggi frequentano i convenzionati per valutare se la soluzione sia soddisfacente o se non sia più opportuno mantenerli.

Per fare il punto della situazione, su richiesta del gruppo di Fratelli d’Italia stamattina la presidente Maria Teresa Zotta (M5S) ha convocato una riunione della commissione Politiche scolastiche di Roma Capitale, a cui hanno partecipato uffici, dipartimenti, consiglieri comunali e municipali ma non, seppure invitate, l’assessore capitolino a Persona, Scuola e Comunità solidale, Laura Baldassarre (per un impegno istituzionale alla Camera), sostituita dal capo staff Emanuele Montini, e la presidente del IV Municipio, Roberta Della Casa (assente per motivi di salute).

Con la chiusura dei nidi e l’accorpamento, ha detto il consigliere di Fdi, Maurizio Politi, “si rischia di riempire totalmente le strutture comunali e di lasciare i bambini a casa, oltre al fatto che molte famiglie dovranno percorrere molti chilometri e cambiare quartiere per portare i figli al nido”.

Per la consigliera Pd, Valeria Baglio, “si rischia un nuovo problema dopo che il bando dello scorso anno non ha prodotto risultati positivi, il numero dei bambini iscritti ai nidi comunali continua a diminuire invece di aumentare“.

A rispondere all’opposizione è stata Zotta: “La nostra linea politica vede l’importanza del nido nel processo educativo del bambino. Addirittura già si parla di bimbi costretti ad andare non si sa bene dove per un servizio che noi vogliamo assolutamente garantire alla cittadinanza, si tratta quindi di riflessioni azzardate. Nessuno può dire che questa amministrazione abbia messo in secondo piano l’importanza del nido, altro punto invece è quello venuto fatalmente alla luce nell’ultimo anno ma che è un fatto pregresso, perché la politica passata non ha voluto o potuto risolvere la questione e si è creato inevitabilmente un problema”.

Oggi, ha assicurato la presidente di commissione, “l’interesse specifico è mettere il bambino al centro, perché ha diritto di frequentare il nido, e la famiglia al centro, perché ha diritto al percorso educativo che deve essere assolto da questa amministrazione”.

In merito alla situazione particolare “le linee guida che abbiamo emanato l’anno scorso prevedono che l’utenza indichi 3 nidi comunali e poi 3 convenzionati: ora dobbiamo verificare la situazione, e gli uffici e l’assessorato lo stanno facendo, per stabilire se c’è una richiesta e mi sembra molto prematuro ora pensare alla chiusura o al mantenimento di questi nidi. L’amministrazione ha tutto l’interesse, l’urgenza e la necessità che i nidi rimangano in piedi per assolvere alla funzione educativa, ma siamo ancora in una fase interlocutoria”.

Per Claudio Saccotelli, direttore del dipartimento Politiche educative e scolastiche, “è una situazione estremamente complessa a cui sarà però data una soluzione che non pregiudicherà l’interesse delle famiglie e dei bimbi dei nidi interessati. Il pallino adesso è in mano al Municipio IV, siamo in attesa della loro analisi per capire dove devono essere collocati i piccoli utenti di questi 4 nidi e capire se si tratti di una distribuzione logica che non arrechi nocumento agli interessati e riesca a salvaguardare il servizio complessivo nel Municipio”.

Come ha sottolineato Saccotelli, “la situazione è in itinere e non c’è ancora nulla di deciso, la lettera del 29 dicembre rappresenta per ora solo una manifestazione di volontà ancora non concretizzata per l’avvio di un processo che spetta al Municipio e poi al dipartimento. L’obiettivo- ha chiosato il direttore- è quello di evitare situazioni come quella dello scorso anno che ci ha visto rincorrere i contenziosi delle associazioni: errare è umano, perseverare è diabolico”.

Anche per Montini “il primo interesse è che il servizio sia mantenuto e salvaguardato: per noi il servizio educativo è fondamentale e va il più possibile conservato, con il bambino e le famiglie al centro della nostra azione. Poi c’è l’interesse al fatto che queste strutture, che sono comunali e di proprietà pubblica, siano utilizzate al meglio, e infine anche alla tutela dell’impresa e del lavoro. Quando arriverà l’approfondimento, insieme al dipartimento e al Municipio capiremo quali sono gli elementi oggettivi su cui lavorare”.

6 febbraio 2018
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