Dalla barca che affonda in mezzo all'oceano al social network: l'avventura del velista solitario Salvatore Mantaci - DIRE.it

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Dalla barca che affonda in mezzo all’oceano al social network: l’avventura del velista solitario Salvatore Mantaci

barca a velaDalla barca che affonda al blog, al social network: l’odissea di un velista in transoceanica solitaria raccontata passo passo sul web. Il velista salvato nella notte grazie alla Guardia costiera italiana, in collaborazione con l’autorita’ marittina della Martinica, e’ Salvatore Mantaci, classe 1970, nato a Palermo. Laureato in Matematica, dal 1997 vive a Milano, sposato e con un figlio. Esperto di ICT e TLC, Mantaci dedica alla vela ogni momento libero, come racconta sul suo blog, in cui ricorda di aver scritto anche un libro di racconti, dedicato al figlio, ‘Il pescatore e il suo gatto’.

L’uomo ha affrontato l’impresa in solitaria mantenendosi in contatto con alcuni parenti attraverso il telefono satellitare. Cosi’ l’impresa e’ stata raccontata passo passo sul web, sia sul blog che sulla pagina facebook ‘l’oceano di Tarabaralla’. Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio, l’imbarcazione di Mantaci, Tarabaralla, ha rotto lo strallo di prua “e purtroppo e’ andato ad attorcigliarsi sulla sartia e sulla crocetta! Al momento non e’ quindi possibile aprire le altre vele: Tarabaralla procede solo con il timone a vento“.

Nelle ore successiva “la situazione si e’ fatta critica. Il mare e’ molto mosso (motivo per cui scendere in acqua al momento e’ improponibile) e il paterazzo e’ lasco e non riesce a fissarlo di piu'”. Di qui la decisione dei parenti di allertare la Guardia Costiera che da Roma, in contatto con l’autorita’ marittina della Martinica, ha dirottato il trialbero olandese Oostertchelde, che dopo 10 ore lo ha tratto in salvo.

“Salvatore ha dovuto abbandonare Tarabaralla. Non c’era possibilita’ di salvarla viste anche le pessime condizioni del mare. Ha dovuto aprire le prese a mare: con ogni probabilita’ affondera’. Ora e’ al sicuro a bordo della nave, tristissimo”, raccontano i parenti su facebook.

6 febbraio 2016
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