Terrorismo, il Global Index: “Meno Isis, ma c’è l’estrema destra”

Lo documenta uno studio pubblicato dall'Institute for Economics and Peace (Iep).

ROMA – L’allarme terrorismo in Europa e Nord America riguarda sempre più la “destra estrema”: lo documenta uno studio pubblicato oggi dall’Institute for Economics and Peace (Iep).
Secondo il rapporto, d’altra parte, il numero di morti nel mondo causati da attentati è diminuito del 27 per cento, anche per i colpi subiti in Siria e in Iraq dal gruppo Stato islamico.

I RISULTATI DELLO STUDIO

Nel rapporto, il ‘Global Terrorism Index‘, è evidenziato che l’aumento d’attentati della “destra estrema” è stato drastico. Se nel 2013 il numero di morti in Europa e Nord America per attentati rivendicati dall’estrema destra era stato pari a zero, nel 2017 le vittime sono state 17.
Il Paese europeo che ha visto più attentati della “destra estrema” è il Regno Unito, con 12 episodi. A seguire la Svezia, con sei, e poi Grecia e Francia, con due attentati subiti ciascuno.

Secondo lo studio, la maggior parte degli attacchi è stata compiuta da “lupi solitari che sono d’estrema destra, anti-musulmani e suprematisti bianchi”. Gli esperti sottolineano che su base annua il numero di attentati si è ridotto del 27 per cento, e addirittura del 75 per cento se si considerano gli episodi di terrorismo attribuiti allo Stato islamico. Nel 2018 si sarebbero registrati finora meno di 10 morti a causa degli attentati dell’Isis. Nello studio si calcola che la diminuzione di attentati ha ridotto l’impatto economico del terrorismo islamico del 42 per cento.
Gli esperti evidenziano tuttavia che il terrorismo rimane un problema globale, con oltre 98 Paesi colpiti da attentati.

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5 Dicembre 2018
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