San Marino

Report del Consiglio Grande e Generale del 4 dicembre

La seduta consiliare odierna inizia nel tardo pomeriggio e proseguirà in serata, fino all’esaurimento dell’Ordine del giorno. L’Aula riprende i lavori dall’esame dell’articolato del Progetto di legge “Norme in materia di disciplina della responsabilità medica e del personale sanitario”, presentato in seconda lettura , che viene infine approvato con 31 voti a favore, 6 contrari e 6 astenuti.

            L’Aula affronta quindi il comma successivo con la presentazione, da parte del gruppo consiliare del Partito dei socialisti e democratici, del Progetto di legge “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”. Il capogruppo Dalibor Riccardi dà lettura della relazione da cui scaturisce un breve dibattito: il provvedimento trova l’apprezzamento bipartisan da parte di tutti i gruppi consiliari.

            I lavori proseguono in serata con l’avvio dell’ultimo comma che prevede la votazione – e i relativi dibattiti- di 20 Ordini del giorno.

Di seguito un estratto degli interventi della prima parte della seduta odierna.

Comma 14. Progetto di Legge “Norme in materia di disciplina della responsabilità medica e del personale sanitario delle strutture pubbliche e private, assistenza legale del personale medico e del personale sanitario dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, Prevenzione e gestione del rischio connesso all’erogazione delle prestazioni sanitarie e socio – sanitarie”/ Approvato con 31 voti a favore, 6 contrari e 6 astenuti.

Francesco Mussoni, Pdcs
A nome del Pdcs vorremmo svolgere alcune osservazioni. Il Pdl è coerente e va a completare il progetto condiviso un anno fa con l’associazione medici e ospedalieri, ma ci sono aspetti che abbiamo evidenziato anche in commissione sanità che ci porterano all’astensione. In particolare, rileviamo carenze nella prima parte, relativa alla formazione obbligatoria dei medici, una parte che andava bilanciare la parte delle responsabilità. Oggi si è firmato un importante accordo con l’Emilia Romagna in ambito sanitario, ma a San Marino non abbiamo l’aspetto corrispondente legato alla formazione obbligatoria. E ci ritroveremo tra un anno ad affrontare questo tema. Altro elemento è relativo alla libera professione medica, si poteva distinguere tra medici che la effettuano o quelli che non lo fanno. Apprezziamo -e non può essere diversamente- questo provvedimento che è il completamento di un’opera che la precedente legislazione aveva svolto con passione. Tuttavia ci asterremo perché il testo manca di parti essenziali relative alla formazione del personale medico e sanitario, per noi indispensabile.

Elena Tonnini, Rete

Il voto del movimento Rete sarà contrario alla legge, non per il principio- condivisibile- di dare maggiore fiducia al contesto sanitario, ma perché va ad identificare modalità che non raggiungono questo l’obiettivo. Di fatto non è poi Pdl di questo segretario di Stato, ma è stato ereditato dalla precedente Segreteria dell’ex Segretario Mussoni, quindi si denota una certa continuità. Ci si saremmo invece aspettati maggiore attenzione su alcuni elementi che dovrebbero essere imprescindibili: un intervento sulla tutela dei medici, contestualennte avrebbe dovuto intervenire su altri fattori rispetto, ad esempio, una serie di problematiche che non aiutano professionalità all’interno dell’ospedale. Mi riferisco alla jungla di contratti e forme di collaborazioni, tutto dovrebbe invece essere ricondotto al’interno delle regole della Pa. Maggior attenzione si sarebbe dovuta prestare poi alla commistione pubblico-privato. Quindi la formazione continua in Italia è obbligatoria e a livello professionale non c’è per noi la stessa attrattività. Grave poi l’articolo 4 sulla prescrizione che anticipa il termine della prescrizione per responsabilità con dirette conseguenze per pazienti oggetti di pratiche non virtuose.

Matteo Ciacci,  C10
A nome della maggioranza ringraziamo per l’approfondimento e il lavoro compiuto dalla Segreteria in questo Pdl. Portare avanti prodotti della precedente legislatura, se sono fatti bene, pensiamo sia corretto, crediamo di dare risposta ad una esigenza importante che è quella della tutela legale al personale medico e sanitario. L’articolo 2 è il cuore del provvedimento che ci fa allineare all’Italia, sui temi della responsabilità e della colpa grave, mettiamo un punto fermo e allo stesso tempo garantiamo tutela legale ai professionisti ma, in caso siano accertate responsabilità personali, devono risponderne. Riteniamo si sia raggunto poi un clima positivo in Commissione e in Aula, il dibattito è stato costruttivo. Si è raggiunto un obiettivo importante e ne va dato atto alla segreteria per la Sanità che ha lavorato al compimento di questo Pdl.

Comma 15. Progetto di legge “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”, Prima lettura, presentato dal gruppo Consiliare del Partito dei Socialisti e dei Democratici

Dalibor Riccadi, Psd, dà lettura della relazione al Pdl
Scopo della disposizione è favorire il recupero e la donazione di prodotti alimentari e farmaceutici per fini di solidarietà sociale. Per “spreco alimentare” si intende l’insieme dei prodotti alimentari scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche o perché prossimi alla data di scadenza ma ancora commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano o animale e che, in assenza di un possibile uso alternativo, sono destinati a essere smaltiti. La legge si rivolge agli enti pubblici e agli enti privati che perseguono finalità civiche e solidaristiche senza scopo di lucro (cd. “soggetti donatari”).

Questi, a titolo esempliticativo. i prodotti agricoli e agro-alimentari che si possono considerare “eccedenze alimentari (e che devono comunque possedere i necessari requisiti di igiene e sicurezza):

  • prodotti invenduti o non somministrati per carenza di domanda;
  • ritirati dalla vendita perché non conformi ai requisiti aziendali di vendita:
  • rimanenze di attività promozionali ;
  • prodotti prossimi alla data di scadenza;
  • rimanenze di prove di immissione in commercio di nuovi prodotti;
  • prodotti invenduti perché danneggiati da eventi meteorologici a causa di errori nella programmazione

della produzione:

  • prodotti non idonei alla commercializzazione per difetti di imballaggio secondario che non pregiudicano le condizioni di conservazione.

Gli operatori del settore alimentare possono cedere gratuitamente le eccedenze alimentari a soggetti donatari i quali devono destinarle, anch’essi gratuitamente, in via prioritaria a favore di persone indigenti, se si tratta di prodotti idonei al consumo umano: altrimenti al sostegno vitale di animali e all’autocompostaggio. È consentita la cessione a titolo gratuito delle eccedenze di prodotti agricoli in campo o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano ed animale ai soggetti donatari. La raccolta o il ritiro dei prodotti agricoli effettuate direttamente dai soggetti donatari o da loro incaricati sono svolte sotto la diretta responsabilità di chi le effettua. nel rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza alimentare.

La cessione riguarda anche i prodotti finiti della panificazione e i derivati degli impasti di farina prodotti negli impianti di panificazione che non sono stati venduti o somministrati entro le ventiquattro ore successive alla produzione.  E’ inoltre consentita la cessione gratuita dei prodotti alimentari idonei al consumo umano o animale oggetto di confisca.  Sono infine previsti benefici fiscali per chi cede a titolo gratuito prodotti alimentari a persone indigenti:

  • in particolare, alle attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere, che producono o distribuiscono beni alimentari, e che a titolo gratuito cedono tali beni alimentari a persone indigenti o bisognose o per l’alimentazione animale, si potrà applicare un coefficiente di riduzione fiscale proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione.

Entro 90 giorni dovranno infine essere stabilite le modalità di donazione di medicinali non utilizzati a ONLUS e l’utilizzazione dei medesimi medicinali in confezioni integre. correttamente conservati e ancora nel periodo di validità. Sono esclusi i medicinali da conservare in frigorifero a temperature controllate. e i medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e dei medicinali dispensabili solo in strutture ospedaliere.

Le ONLUS che dispongano di personale sanitario potranno distribuire in modo gratuito i medicinali non utilizzati direttamente a persone indigenti o bisognose, dietro presentazione di prescrizione medica se necessari. E’ vietata qualsiasi cessione a titolo oneroso dei medicinali oggetto di donazione.

 

 

 

 

 

5 dicembre 2017
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