Politica

Pd in pressing su Renzi per rilanciare la sfida: in campo l’ipotesi dimissioni dalla segreteria

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ROMA – Rimettere il mandato anche da segretario, per rilanciare la propria leadership nel partito e costruire cosi’ la candidatura alle politiche. Il presidente del consiglio Matteo Renzi non ha ancora sciolto le riserve in vista della direzione dem di domani. Chi lo ha sentito dopo il voto sul referendum, e in queste ultime ore, lo ha sentito ancora amareggiato, ma anche determinato a non fermarsi qui.

I parlamentari a lui vicini cercano di convincerlo a rilanciare la sfida. A cominciare dal Partito. Il dato di partenza sono i 13 milioni e 430mila voti che il si’ ha raccolto al referendum. Piu’ delle europee 2014, quasi quanto sarebbe bastato per ottenere la vittoria al primo turno con l’italicum. Sul piano politico e’ un dato piu’ che incoraggiante. E anche se Renzi non esclude di mollare tutto, gli uomini a lui piu’ vicini lo invitano a riflettere sul fatto che la partita delle politiche e’ tutta aperta. Nei contatti di queste ore girano diverse ipotesi. Renzi, spiegano fonti parlamentari, potrebbe presentarsi dimissionario domani in direzione, per vedersi prevedibilmente respingere le dimissioni. Oppure domani potrebbe presentare dimissioni irrevocabili anche dal partito, e in questo caso rilanciare pero’ la propria candidatura al congresso.

   Non poco contera’ il sostegno che il Pd dovra’ dare a un governo di transizione. L’ipotesi che circola con piu’ insistenza e’ che si tratti di un esecutivo ‘istituzionale’, magari a guida Grasso, al quale il Pd non fara’ mancare un appoggio seppur ‘critico’. Ma Renzi potrebbe osservare la scena da lontano, impegnato a preparare la corsa alla segreteria, e quindi alla candidatura alle politiche, come fece quando da sindaco di Firenze osservava l’insediarsi dell’esecutivo Letta. Il pressing di queste ore e gli scenari che si aprono partono da un punto di partenza che in casa dem a questo punto pare scontato: anticipare il congresso, tenendosi pronti anche ai tempi brevi. Pronti cioe’ al voto delle politiche.

 

di Alfonso Raimo

5 dicembre 2016
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