Corteo a Broadway: Solidarietà ai Sioux, monito a Trump /FOTOGALLERY - DIRE.it

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Corteo a Broadway: Solidarietà ai Sioux, monito a Trump /FOTOGALLERY

NEW YORK – “Donald Trump si prepari perche’ non daremo tregua” scandisce Mary O’Leary, uno dei mille volti della protesta che attraversa Broadway. Cortei e polizia non piu’ solo in Nord Dakota, sulle rive del Lago Oahe, dove a difesa dei Sioux sono arrivati i veterani, ma anche nel cuore di New York. Accanto ai teatri, salendo su verso Columbus Circle, si snoda un corteo multicolore. Bianchi e afroamericani, studenti e latinos, perfino coppie con passeggino dietro le insegne delle ong di Climate Mobilization: sui cartelloni sta scritto “We Stand with Standing Rock”, gioco di parole con la riserva sioux insorta contro il “Dakota Access Oil Pipeline”. L’oleodotto della discordia dovrebbe correre per quasi 2000 chilometri, attraversando quattro Stati per portare il greggio alle raffinerie dell’Illinois.

“La parte sottomarina del tracciato mette a rischio il bacino idrico delle comunita’, senza contare la violazione di terreni e luoghi sacri sioux” spiega Mary, sulla cinquantina, capelli lunghi con riflessi d’argento. Accanto a lei studenti universitari, che legano l’opposizione all’oleodotto della societa’ texana Energy Transfer Partners all’impegno per le energie rinnovabili e alla lotta contro il riscaldamento globale. “Bisogna ridurre le emissioni, portarle a zero, anzi sotto zero” spiega alla DIRE un militante del Bronx Climate Justice North, una delle sigle della coalizione: “Trump e’ avvertito, finche’ il progetto non sara’ cancellato non ci arrenderemo”.

Le proteste vanno avanti da un mese ma la tensione non e’ mai stata cosi’ alta. In settimana scade l’ultimatum del governatore del Nord Dakota, Jack Dalrymple, deciso a disperdere gli accampati di Standing Rock. Non sara’ facile. Dalla parte dei sioux ci sono i veterani, almeno 2000, mobilitati da Wesley Clark Junior, figlio del generale gia’ candidato alla Casa Bianca.A Standing Rock farebbero da “scudo” per impedire nuovi scontri tra dimostranti e agenti di polizia. Ma non nascondono le proprie simpatie: con la piattaforma GoFundMe, hanno gia’ raccolto per la causa 24 mila donazioni per oltre un milione di dollari. Fondi arrivati anche da New York, come suggerisce il corteo di Broadway.

Per altro partito da Lower Manhattan, zona Trump Tower, un monito per il futuro presidente, che in campagna elettorale non ha certo puntato su energia pulita e diritti delle minoranze. A suonare i tamburi di guerra e’ anche Dave Archambault II, il capo sioux di Standing Rock, che contro la repressione ha chiesto aiuto a Barack Obama e all’Onu: “Questi sono i giorni dell’anniversario del Massacro di Sand Creek; e’ ora che gli Stati Uniti pongano fine ai loro abusi contro i nativi americani”.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

5 dicembre 2016
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