Emilia Romagna

Al Sant’Orsola di Bologna arriva la scodella ‘salva-pastina’

Davide Sarti

BOLOGNA- Una scodella speciale, capace di ‘salvare’ la pastina per il brodo mantenendola buona e cotta a puntino. L’hanno inventata i cuochi del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e la stanno sperimentando- con grande successo- da qualche settimana. Fonte prima delle lamentele dei pazienti ricoverati, la pastina in brodo che all’ora di cena arrivava in stanza stracotta o trasformata in una specie di ‘pappone’ se abbinata al passato di verdure, d’ora in poi non sarà mai più scotta. Grazie allo speciale accorgimento inventato dai responsabili della cucina del Policlinico, ora la pastina una volta cotta viene tenuta separata dal brodo, e questo evita che si scuocia e diventi pressochè immangiabile. “Ci arrivavano tantissime lamentele, il problema era soprattutto il fatto che nella preparazione e distribuzione passava troppo tempo e quindi la pastina messa nel brodo e chiusa in una scodella a 80 gradi non poteva in nessun modo mantenersi integra”, spiega uno dei responsabili della cucina, Davide Sarti.

scodella5 sant'orsolaL’invenzione consiste in una sorta di vaschetta intermedia, da porre tra il brodo e il coperchio, in cui viene conservata la pastina. Una volta arrivata nella stanza dei degenti, saranno loro stessi a rovesciare la pastina nel brodo, e così facendo la potranno mangiare come fosse appena fatta. “La stiamo sperimentando nelle Pediatrie e tutti sono entusiasti. Anche perchè- racconta ancora Sarti- grazie a questo accorgimento, il paziente può scegliere se mangiare la pasta in brodo o mangiare solo la pastina da sola, asciutta, che noi cuociamo in acqua. E tanti la preferiscono così”. Se l’idea è tutta di chi lavora in cucina al Sant’Orsola, a realizzarla sono stati aiutati dalla ditta che fornisce all’ospedale piatti e stoviglie, la Bandirali di Lodi, che ha prodotto le scodelle a spese proprie.

scodella1Per questo speciale piattino intermedio è stato scelto il colore rosso, “così è più visibile” dice Sarti, ed è in contrasto con il bianco della scodella e il verdino del coperchio. Il fatto che il piattino si inserisca perfettamente all’interno della scodella già utilizzata al Policlinico, spiega ancora Sarti, permette l’utilizzo del nuovo congegno nella catena di preparazione dei pasti (nell’ordine dei 1000 al giorno). Un altro dispositivo simile, infatti, era stato inventato da una ditta di Modena, ma aveva delle alette laterali che ne rendevano l’utilizzo macchinoso e impedivano che chi preparava i pasti potesse usare il sistema della catena. “Ci voleva qualcuno che la riempisse ad hoc. E questo in un ospedale è impossibile”, dice Sarti. Il kit innovativo è già stato sperimentato nelle ultime due settimane nei reparti di Pediatria, presto la scodella speciale arriverà in tutti i reparti dell’ospedale, per la gioia dei pazienti. “Ha passato il vaglio dell’ufficio igiene e anche di quello che si occupa di sicurezza”, sottolinea il responsabile del settore Ristorazione del Policlinico, Michele Sarti.

Marcella Piretti

giornalista professionista

5 dicembre 2015
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