Decreto sicurezza, il Governo porrà la fiducia

ROMA – Il Governo porrà la questione di fiducia al decreto sicurezza e immigrazione. È quanto si apprende da fonti di governo del M5S.

AL VIA ESAME NELL’AULA DEL SENATO

Con l’illustrazione del provvedimento da parte del relatore Stefano Borghesi (Lega), nell’Aula del Senato è iniziato l’esame del dl Sicurezza licenziato la scorsa settimana dalla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama.

NUGNES (M5S): SE C’E’ LA FIDUCIA ESCO DALL’AULA

“Senza la fiducia avrei votato contro il provvedimento, che credo finirà per produrre più irregolari. Ma siccome mi aspetto che questo governo farà in futuro cose buone, nel momento della fiducia uscirò dall’Aula. Ma posso assicurare che tutti i miei colleghi, nel merito di questa legge, la pensano come me”. Paola Nugnes, senatrice dissidente M5S, lo dice ai giornalisti che in senato le chiedono come si comporterà se – come annunciano fonti della maggioranza – l’esecutivo apporrà la questione di fiducia sul dl Sicurezza.

“Non dovrebbe votarlo neanche la Lega”

La fiducia? “È una scelta del governo, avrà fatto le sue valutazioni, avrà ritenuto necessario porre la fiducia. A me in genere non piace. Io personalmente la fiducia al governo per le prossime azioni come la legge di stabilità, gliela do completamente. Io sto con il Movimento per tutte le future fiducie ma su questo specifico provvedimento, che tra l’altro è di matrice leghista, io non posso essere d’accordo“. Lo ribadisce la senatrice del Movimento 5 stelle Paola Nugnes, entrando nell’aula del Senato che ha appena ricominciato a discutere il decreto sicurezza.

Per la senatrice questo “provvedimento non arriva ai risultati che la Lega si prefigge, crea più irregolari, più disagio sociale e quindi probabilmente è stato proprio valutato male. Anche se fossi una leghista voterei no al provvedimento perché non è in linea con gli obiettivi”.

A chi le ricorda che esiste un contratto tra Cinque stelle e Lega, Nugnes risponde: “Il contratto parla di rivedere Dublino, ma mi sembra che in Europa non si abbia voglia.. C’è un’altra cosa nel contratto che è importante: i due contraenti si impegnano a adoperarsi affinché i parlamentari sostengano le proposte, con questo provvedimento non si è provveduto a fare questo perché si è fatto arrivare in Parlamento un provvedimento ostico a tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle”.

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5 novembre 2018
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