Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura.

PROCESSO AEMILIA: COLLA (CGIL EMILIA ROMAGNA), GOVERNO AVREBBE DOVUTO COSTITUIRSI PARTE CIVILE
“Il lavoro è un punto centrale nelle dinamiche di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, ed è importante che il giudice abbia voluto dare rappresentanza in questo processo al mondo del lavoro ed alle sue Organizzazioni”. Con queste parole Vincenzo Colla, segretario generale Cgil Emilia Romagna, ritorna sul valore che ha avuto il riconoscimento dei sindacati come parti civili nell’udienza del processo Aemilia svolta il 4 novembre. “Da Portella della Ginestra in poi- prosegue Colla-, la storia sta purtroppo a testimoniare quanto sia forte l’intreccio tra la volontà di radicamento delle mafie e l’attacco ai diritti, alle libertà e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo ritengo incomprensibile la scelta del governo di non costituirsi parte civile anche attraverso il ministero del Lavoro, oltre agli altri organi dello stato per i quali, viceversa, è stata avanzata l’istanza, ottenendo il riconoscimento”.

L’11/11 SI APRE LA TRATTATIVA GOMMA-PLASTICA, IL 23 LAVANDERIE INDUSTRIALI
Dopo la firma dell’ipotesi di accordo (15 ottobre) per il contratto chimico-farmaceutico 2016-2018 – nel settore sono in corso le assemblee in tutti i posti di lavoro – si aprono le trattative anche per i contratti gomma-plastica (11 novembre a Roma, interessati circa 140.000 lavoratori) con la Federazione Gomma Plastica-Confindustria,  e per quello delle lavanderie industriali (23 novembre sempre a Roma, oltre  20.000 gli addetti) con Assosistema-Confindustria. Lo ricorda una nota della Filctem Cgil. Intanto i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil sono in procinto di varare la piattaforma definitiva per il rinnovo del contratto Pmi-Confapi nei settori della chimica, plastica e gomma, ceramica, concia e vetro (6 novembre a Roma, oltre 55.000 gli addetti nei settori), oltre alle ipotesi di piattaforme per il settore degli occhiali (6 novembre a Belluno, più di 15.000 gli addetti) e per quello dell’industria delle pelli e cuoio (il 9 novembre a Firenze, 35.000 gli addetti).

VERCELLI: INSEGNANTI PRECARI SENZA STIPENDIO
Le tempistiche si preannunciano lunghe e le stesse segreterie scolastiche non sono nelle condizioni di fare previsioni certe su quando arriveranno i soldi. È questa la situazione in cui si trovano molti supplenti delle scuole della provincia di Vercelli. I problemi sono gli stessi degli scorsi anni, se non addirittura accentuati. Le scuole del territorio, come verificato dalla Flc territoriale, hanno regolarmente stipulato i contratti dei supplenti e li hanno caricati a sistema ma, causa i soliti e persistenti problemi nell’inoltro telematico e nella ricezione – ovvero elementi della procedura Sidi – i ritardi si susseguono e sono all’ordine del giorno. “A differenza degli anni passati però, sono le scuole a dover trasmettere correttamente i contratti (la procedura dei pagamenti è stata interamente centralizzata ed è il ministero a pagare direttamente i supplenti) e quindi non ci sono più dubbi: la responsabilità dei ritardi – finora scaricata sulle istituzioni scolastiche – è invece solo dell’amministrazione centrale. È il Miur, infatti, a essere direttamente responsabile dei malfunzionamenti delle piattaforme informatiche e, soprattutto, del mancato stanziamento dei fondi per effettuare i pagamenti. Non è ammissibile che i docenti e gli Ata (amministrativi tecnici ausiliari) lavorino senza ricevere lo stipendio. Non è accettabile che le lavoratrici e i lavoratori precari della nostra provincia lavorino senza essere pagati e, cosa ancora più grave, senza nemmeno sapere quando lo saranno!”, sostiene Claudio Canato, segretario generale della Flc Vercelli Valsesia.

TRAFOMEC, CGIL: REGIONE NON ACCETTI IL RICATTO AZIENDALE E CONVOCHI IL TAVOLO
“Quando davanti ai cancelli di un’azienda importante come Trafomec si ripetono da mesi presidi di lavoratori che chiedono il rispetto dei propri diritti, sarebbe opportuno che le istituzioni mettessero in campo tutte le iniziative necessarie a sanare una situazione ormai evidentemente insostenibile”. Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria, e Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia, tornano con una nota congiunta a sollecitare un intervento della Regione sulla vertenza dell’azienda di Tavernelle (Pg), dove continua la mobilitazione dei lavoratori, a fronte della totale chiusura da parte del management aziendale. “Prima gli ex lavoratori, ai quali non è ancora stato riconosciuto quanto previsto dagli accordi – affermano i dirigenti sindacali -, poi i dipendenti, che chiedono chiarezza e garanzie sulle proprie prospettive: non si può pensare che il problema della Trafomec siano le sue maestranze e i sindacati che le rappresentano. Quindi, ci aspettiamo che la Regione intervenga immediatamente, convochi l’azienda, respingendo il ricatto di Tombetti, per farsi spiegare come mai tutti gli accordi presi, anche con la stessa Regione, sono diventati carta straccia. Noi siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte, ma bisogna creare le condizioni perché il confronto possa riprendere in maniera costruttiva, e perché la dignità e l’intelligenza dei lavoratori ed ex lavoratori di Tavernelle siano pienamente rispettate”.

I LAVORATORI DI MALPENSA OGGI IN MANIFESTAZIONE PER UN LAVORO DIGNITOSO
Oggi, 5 novembre, i lavoratori di Malpensa assieme a tutte le organizzazioni sindacali “hanno manifestato numerosi per affermare il diritto ad un lavoro dignitoso e contro l’idea di portare anche lì un modello di precarietà che ha già mostrato i suoi limiti in tutti gli altri aeroporti”. E’ quanto si legge in una nota della Filt Cgil Lombardia, che rilancia la protesta contro la decisione “assunta da Ryanair di servirsi, per le operazioni di Handling a Malpensa, della stessa società di cui si serve a Bergamo (la AGS)”. Quest’ultima azienda, sostiene sempre la Filt nella sua nota, “a sua volta ha appaltato il lavoro a una cooperativa (Alpina, di proprietà di AGS stessa) ed è la prima volta che accade negli aeroporti gestiti da SEA. In questi giorni – prosegue il sindacato trasporti – ci siamo sentiti accusare di aver fatto una protesta ideologica contro le cooperative. Non si può ovviamente generalizzare ma i lavoratori conoscono bene gli effetti causati dall’ingresso delle cooperative in un settore come quello aeroportuale, sia viaggiatori che cargo, privo delle regole necessarie a regolamentare il mercato. Precarietà, non applicazione dei ccnl, mancati pagamenti delle retribuzione, arbitrarietà nei confronti dei lavoratori, problemi contributivi, cooperative che nascono e muoiono. Tutti fatti documentati che non possono essere nascosti da chi oggi lancia invettive”. Prosegue la Filt: “Ci si dice che Alpina applica il ccnl dell’Handling e quindi tutto è a posto. La verità è che il sistema delle cooperative permette una serie di operazioni non possibili con altre forme di impresa. Il regolamento di una cooperativa consente lo stravolgimento delle modalità di lavoro e delle normative del contratto. Cosa che non sarebbe possibile se quei lavoratori fossero non soci lavoratori ma dipendenti della cooperativa stessa. Perché non lo si fa? Nello specifico parliamo tra l’altro di una cooperativa che nell’aeroporto di Orio non applica il ccnl dell’Handling non lasciando presagire nulla di buono neanche a Malpensa. Perché non viene applicato anche a Bergamo?”. “Tutte le organizzazioni sindacali- conclude il comunicato- sono compatte nel sostenere questa vertenza e le iniziative continueranno anche per sensibilizzare i viaggiatori. Noi però da soli non bastiamo. Dove è SEA che ha nel migliore dei casi sottovalutato il problema? Dove sono la politica e le istituzioni che dovrebbero contribuire a regolare un sistema che ha ormai dimostrato tutte le sue crepe? Non permetteremo a nessuno di chiamarsi fuori”.

5 Novembre 2015
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