Minori. I consigli della psicologa: "Genitori, imparate a dire di no ai figli" - DIRE.it

Welfare

Minori. I consigli della psicologa: “Genitori, imparate a dire di no ai figli”

ROMA – “La mancanza di regole e il continuo proteggere i figli da critiche, oggi non permette più ai giovani la possibilità di codificare cosa è giusto e cosa è inappropriato, fino ad essere autodistruttivo. Il ruolo di autorevolezza che i genitori dovrebbero impostare per aiutare i propri figli a costruire la propria identità, sicurezza ed autonomia, infatti, è stato sostituito da un lassismo e protezionismo di fronte a qualsiasi azione loro compiano. Si sta rischiando così di far crescere una generazione completamente autoreferenziale, dove il proprio desiderio è un diritto”. Così Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap (Associazione europea Disturbi da Attacchi di Panico), commenta il caso dei 22 ragazzi sospesi da una scuola media di San Francesco al Campo (Torino) per aver filmato i professori durante le lezioni e fatto circolare il video su Whatsapp. “Continuare a permettere qualsiasi cosa ai propri figli- prosegue Vinciguerra- e proteggerli se qualcuno osa contrastarli è il peggior danno che si può fare loro. Si rischia, infatti, di farli crescere con il convincimento che sia loro tutto dovuto e che non c’è alcun bisogno d’impegnarsi per raggiungere una meta, tanto il traguardo spetta loro di diritto e ci saranno i genitori a proteggerli da qualsiasi persona che osi ostacolarli. Comportarsi così vuol dire non aiutare i propri figli alla realtà. Non meravigliamoci, poi, che già a 12/13 anni sono in cerca di ‘sballi’ di qualsiasi genere, di sesso e di prostituzione per una borsa o un telefonino”.

bambini cellulare

Secondo la presidente dell’Eurodap, i genitori oggi hanno tolto ai figli “il significato dell’impegno, del traguardo e del premio- sottolinea- hanno tutto ma non hanno nulla. L’assenza educativa dei genitori sta generando nei ‘nuovi’ giovani problematiche di grande rilievo: il percorso della crescita, a cui i genitori sono preposti, implica essere consapevoli che l’organizzazione cerebrale dei loro figli apprende i comportamenti adeguati e socialmente utili- conclude Vinciguerra- per se stessi e per l’ambiente sociale”.

di Carlotta Di Santo – Giornalista professionista

5 novembre 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»