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Pakistan, decine in trappola nella fabbrica crollata

ROMA – Una notte di ricerche disperate di superstiti da parte dei soccorritori nella fabbrica crollata ieri sera nella regione di Lahore, capoluogo della provincia del Punjab. Almeno 18 i morti accertati finora e una settantina coloro che sono stati recuperati vivi dalle macerie, in maggioranza ricoverati in ospedale. Un crollo per le autorita’ imputabile ai danni provocati dal terremoto di magnitudine 7.5 del 26 ottobre che avrebbe indebolito la struttura di quattro piani della fabbrica di borse in polietilene Rajput Polyester, nell’area industriale di Sundar, a 45 chilometri da Lahore. Questa mattina decine di mezzi e un gran numero di soccorritori, inclusi specialisti dell’esercito, sono al lavoro sul luogo del crollo, ma il loro intervento e’ reso difficile dall’inadeguatezza delle vie di accesso.

Pakistan

L’elevato numero di vittime, giovani operai in maggioranza, ma anche muratori che stavano effettuando lavori di consolidamento all’ultimo piano, segnala anche l’inadeguatezza delle strutture di controllo e di intervento, in un paese dove gravi incidenti sul lavoro, ma pure crolli dovuti a carenze nella costruzione non sono rari. La piu’ grave tragedia che abbia coinvolto una fabbrica resta quella dell’11 settembre 2012, quando 255 lavoratori furono carbonizzati dalle fiamme o uccisi dal fumo in un incendio che devasto’ una manifattura tessile nella metropoli meridionale di Karachi. Allora le indagini evidenziarono carenze nella costruzione e responsabilità dell’azienda, come pure quelle degli ispettori, ma non portarono a alcun procedimento penale verso i proprietari. (Dire-Misna)

5 novembre 2015
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